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Indicazioni speciali per le persone con particolari malattie

Indicazioni speciali di vaccinazione per le persone con asplenia o ipofunzione splenica

 

 

Introduzione

 

Le milza espleta essenzialmente tre funzioni:

  1. rimozione degli eritrociti senescenti o con anomalie morfologiche;
  2. sintesi di anticorpi;
  3. rimozione dal circolo ematico dei batteri opsonizzati (ossia, rivestiti di anticorpi): l’opsonizzazione favorisce la fagocitosi.

 

L’asplenia può essere anatomica, in seguito ad intervento chirurgico di splenectomia, o funzionale. Nella presente trattazione, per ragioni pratiche, con i termini di asplenia e di soggetto asplenico ci si riferirà sia al soggetto privo di milza sia al paziente affetto da deficit della funzione splenica.

L’asplenia funzionale (o l’iposplenismo) può conseguire a numerose patologie, ematologiche (anemia falciforme, talassemia major), epatiche (cirrosi, epatite cronica attiva), autoimmuni (LES, artrite reumatoide) etc. Un reperto di laboratorio presente in tutti i casi di iposlenismo è la presenza dei corpi di Howell-Jolly negli eritrociti.

 

La conseguenza più rilevante dell’asplenia è l’aumentata suscettibilità alle infezioni batteriche, in particolare quelle determinate da batteri capsulati, come Streptococcus pneumoniae, Haemophilus influenzae e Neisseria meningitidis. Alla base di tale fenomeno sono la mancata rimozione dal circolo ematico dei batteri opsonizzati e un deficit nella produzione di anticorpi diretti verso gli antigeni T-indipendenti, quali i componenti polisaccaridici della capsula batterica. Quest’ultima costituisce il principale fattore di virulenza; gli anticorpi diretti verso il polisaccaride capsulare sono protettivi nei confronti dell’infezione.

Esiste inoltre in tali pazienti una maggiore suscettibilità nei confronti di malattie parassitarie da parassiti intraeritrocitari, quali la malaria e la babesiosi. Non è stato riscontrato un aumentato rischio di infezione virale (1).

 

 

Vaccinazione contro Streptococcus pneumoniae

 

Epidemiologia delle infezioni da Streptococcus pneumoniae

 

S. pneumoniae colonizza le prime vie respiratorie ed è responsabile di forme invasive (sepsi,meningite, polmonite) e di infezioni delle vie aeree superiori, come sinusite e otite.

In base alla differente composizione della capsula polisaccaridica si individuano oltre 90 sierotipi, i più diffusi dei quali sono contenuti nel vaccino polisaccaridico; per quanto riguarda il vaccino coniugato 7-valente, l’80% dei sierotipi isolati in Italia in corso di infezioni invasive da pneumococco in bambini di età inferiore a 5 anni, è compreso nel vaccino (2).

S. pneumoniae negli ultimi anni è stato responsabile di circa un terzo di tutti i casi di meningite batterica notificati in Italia; nel 2001 l’incidenza è stata pari a 0.4/100.000 ed è risultata più elevata nei bambini di età inferiore ad 1 anno (2.8/100.000) (3).  

I pazienti asplenici di età < 20 anni sono particolarmente a rischio di sepsi da S. pneumoniae, e il rischio complessivo di sepsi dopo splenectomia è del 7% in 10 anni. La letalità della sepsi da pneumococco è del 50 – 80% (1).

I bambini asplenici sono considerati ad elevato rischio d’infezione invasiva da S. pneumoniae, essendo il tasso d’attacco in tale gruppo a rischio > 150 / 100.000 / anno (4).

 

 

Vaccini disponibili

 

Sono attualmente disponibili due vaccini:

 

a) vaccino polisaccaridico 23-valente (23PS)

 

Contiene il polisaccaride capsulare purificato derivante dai 23 sierotipi più diffusi. Il vaccino dovrebbe essere somministrato almeno due settimane prima dell’intervento di splenectomia, in modo da assicurare una risposta anticorpale ottimale. Se ciò non è possibile, il paziente dovrebbe essere vaccinato al più presto, e comunque prima della dimissione ospedaliera (4).

 

 

b) vaccino eptavalente coniugato (PCV7)

 

Come è noto, i bambini di età inferiore ai 2 anni possiedono una ridotta capacità di risposta anticorpale ai vaccini polisaccaridici. Per questi soggetti è ora disponibile il vaccino coniugato eptavalente (PCV7). Per la somministrazione del vaccino PCV7 prima o dopo l’intervento di splenectomia valgono le stesse raccomandazioni già viste al punto (a).

 

Immunogenicità dei vaccini pneumococcici

 

La risposta anticorpale al vaccino 23PS è variabile a seconda dell’antigene; mediamente è dell’80% in soggetti adulti sani (5).

Uno studio su soggetti asplenici (bambini di età >=2 anni e giovani adulti) ha evidenziato risposte anticorpali variabili a seconda del sierotipo, più elevate nel gruppo che aveva ricevuto 23PS seguito da PCV7 rispetto al gruppo cui era stato somministrato il solo 23PS (7).

 I bambini di età < 12 mesi affetti da anemia falciforme vaccinati con PCV7 presentano gli stessi livelli anticorpali dei loro coetanei sani (8).

La somministrazione del vaccino PCV7 oltre i 5 anni d’età non è controindicata; gli studi disponibili indicano che PCV7 è immunogeno nei soggetti affetti da anemia falciforme di età variabile da 4 a 30 anni (7).

I dati disponibili tuttavia non consentono attualmente di raccomandare la totale sostituzione del vaccino 23PS con il PCV7, in quanto quest’ultimo è in grado di immunizzare verso un numero molto più limitato di sierogruppi di S. pneumoniae (9).

PCV7 potrà in futuro avere un ruolo nell’immunizzazione primaria degli asplenici, che  probabilmente potrà essere iniziata con PCV7 e completata con 23PS, tuttavia non vi sono attualmente evidenze definitive a sostegno di questa ipotesi (9).

 

 

Efficacia sul campo

 

L’efficacia di 23 PS sulle forme invasive, valutata in studi caso-controllo, varia dal 56% all’81% (10).  Uno studio che durante 14 anni di sorveglianza negli USA ha confrontato la proporzione di infezioni da S. pneumoniae determinate dai sierotipi inclusi nel 23PS in soggetti vaccinati vs. i non vaccinati,  ha riscontrato un’efficacia del 57% in tutti i soggetti e del 77% negli asplenici (11).

Uno studio su bambini con patologie croniche ha evidenziato un’efficacia del 63% globalmente e del 62% negli affetti da anemia falciforme (12).

 

 

Calendario vaccinale

 

Calendario vaccinale per bambini fino a 5 anni  (4)

Vaccino da utilizzare: PCV7

 

Età di somministrazione della 1^ dose

Calendario

2-6 mesi

3 dosi distanziate di 6, 8 settimane + 1 dose booster a 12-15 mesi

7-11 mesi

2 dosi distanziate di 6, 8 settimane + 1 dose booster a 12-15 mesi

12 - 59 mesi

2 dosi distanziate di 6, 8 settimane.

La dose booster non è necessaria

 

Completamento della protezione.

La vaccinazione col vaccino PCV7 va completata sempre con 1 dose di 23 PS da somministrare dopo i 24 mesi di età, distanziata di almeno 6 – 8 settimane dalla ultima dose di PCV7

 

Aggiornamento del ciclo di base dei bambini non adeguatamente vaccinati.

 

Età del bambino

Dosi precedenti

Aggiornamento

24-59 mesi

1-3 dosi PCV7

1 dose di PCV7

24-59 mesi

1 dose di 23PS

2 dosi di PCV7 distanziate di almeno 6-8 settimane, iniziando almeno dopo 6-8- settimane dopo la dose di 23PS

 

Calendario vaccinale dai 5 ai 64 anni   (6)

Vaccino da utilizzare: 23PS

Dose unica + rivaccinazione dopo i 64 anni quando siano passati almeno 5 anni dalla prima dose

 

Calendario vaccinale dai 65 anni in su   (6)

Vaccino da utilizzare: 23PS

Dose unica. La rivaccinazione non è raccomandata

 

 

Controindicazioni e precauzioni d'uso

 

Controindicazioni e precauzioni d'uso sono le stesse dei vaccini somministrati ai soggetti sani, non essendo stato segnalato per gli asplenici un rischio aumentato di eventi avversi (4,6,7,8).

 

 

Valutazione economica

 

Negli asplenici non è stata sinora riportata alcuna analisi concernente il rapporto costo-beneficio della vaccinazione antipneumococccica. Gli studi disponibili riguardano principalmente gli anziani, in minor misura l’età pediatrica, e non hanno portato a conclusioni univoche (12-16).

 

 

Vaccinazione contro Neisseria meningitidis

 

Epidemiologia delle infezioni da Neisseria meningitidis

 

La colonizzazione della mucosa rinofaringea da parte di N. meningitidis è quasi sempre asintomatica, anche se talora può determinare una rinofaringite acuta. In confronto al consistente numero di portatori sani, l’incidenza dei casi di malattia invasiva (rappresentata dalla meningite e dalla sepsi meningococcica) è molto esigua e non ne sono del tutto noti i determinanti.

L’Italia registra un’incidenza di meningite meningococcica inferiore rispetto alla media europea (3-6 casi/1.000.000, mentre la media europea è di 14.5 casi/1.000.000) (3).

Negli ultimi anni in Italia ha prevalso il sierogruppo B (sino al 75% dei sierogruppi identificati); nel 2002, pur prevalendo ancora il sierogruppo B (59%), è aumentata la frequenza relativa del C (41%) (3).

I casi segnalati sono concentrati tra i bambini e i giovani adulti e, tra questi ultimi, prevalgono gli adolescenti di età 15-19 anni (3).

I sierogruppi B e C prevalgono in Europa, in Oceania e nel continente americano, mentre nelle altre parti del mondo, e in particolare nell’Africa sub-sahariana, prevale il sierogruppo A (17).

Il paziente asplenico è classificato tra i soggetti ad alto rischio di infezione meningococcica, per cui è raccomandata la vaccinazione (9).

 

I vaccini disponibili sono i seguenti:

 

a) vaccino polisaccaridico quadrivalente ACYW-135

 

Contiene i polisaccaridi capsulari purificati dei 4 sierogruppi. Come è possibile notare, non è disponibile il sierogruppo più diffuso in Italia, ossia il B.

 

 

Immunogenicità

 

Due importanti limiti del vaccino, tipici dei vaccini polisaccaridici, sono rappresentati dall’incapacità di indurre memoria immunologica e dalla sua scarsa efficacia nei primi anni di vita. Per la precisione, l’immunogenicità nel bambino è la seguente (18-24):

 

·         Sierogruppo A: può indurre anticorpi nel bambino a partire dai 3 mesi di vita, tuttavia una risposta comparabile a quella dell’adulto si ottiene solo a 4-5 anni;

·         Sierogruppo C: è scarsamente immunogeno nei soggetti di età <18-24 mesi;

·         Sierogruppo Y e W-135: sono immunogeni nei bambini di età > 2 anni.

 

I livelli protettivi vengono raggiunti dopo circa 7-10 giorni. Nei bambini di età < 5 anni il titolo anticorpale diminuisce considerevolmente durante i primi 3 anni dopo la vaccinazione; tale fenomeno è stato riscontrato anche negli adulti sani, nei quali tuttavia è stato possibile evidenziare la presenza di anticorpi sino a 10 anni dopo l’immunizzazione (18).

La risposta alla rivaccinazione appare inferiore rispetto alla prima dose, suggerendo l’induzione di una iporesponsività da parte del vaccino  (26,27).

Gli studi sull’immunogenicità del vaccino ACWY negli asplenici hanno condotto a risultati contrastanti, tuttavia uno studio ha messo in evidenza una risposta IgG sovrapponibile a quella dei soggetti sani, mentre la risposta IgM è risultata inferiore, probabilmente in quanto la milza è considerata l’organo principale di produzione delle risposte IgM antigene-specifiche (25).

 

Efficacia sul campo

 

L’efficacia sul campo della componente C del vaccino polisaccaridico è stata oggetto di studio in  Canada e negli USA, in occasione di campagne vaccinali motivate da un’aumento dell’incidenza in periodi e in zone geografiche limitate. In Canada è stata stimata un’efficacia sul campo pari al 79%, superiore negli adolescenti e inferiore nei bambini al di sotto dei 5 anni (28). In USA uno studio caso-controllo ha rilevato un’efficacia dell’85% (29), tuttavia l’attendibilità di tale dato risulta limitata dal fatto che solo una parte dei soggetti a rischio aveva ricevuto il vaccino.

Per quanto riguarda l’efficacia sul campo della componente A del vaccino polisaccaridico, l’unico studio clinico controllato in soggetti di età pediatrica è stato condotto in Finlandia durante un’epidemia dovuta al meningococco sierogruppo A.  Su 130.000 vaccinati seguiti per un anno, non si è verificato alcun caso, contro i 6 e i 13 casi riscontrati nei due gruppi di controllo, che avevano ricevuto rispettivamente il vaccino Hib ed un placebo (30).

 

Valutazione economica

 

E’ difficile trarre delle conclusioni con i dati a disposizione, giacché le analisi disponibili riguardano contesti epidemiologici molto diversi dal nostro (Africa sub-sahariana) (31,32)  o particolari gruppi considerati a rischio (33) che tuttavia non includono gli asplenici. In ogni caso, in seguito all’introduzione del vaccino C coniugato, la valutazione economica del vaccino polisaccaridico perde di interesse, almeno nei Paesi occidentali.

 

 

Calendario vaccinale

 

Il vaccino ACYW-135 è somministrato in singola dose.

In base alle considerazioni esposte in precedenza, la rivaccinazione appare indicata solo per i soggetti ad alto rischio, compresi quindi gli asplenici, specialmente i bambini vaccinati ad un’età < 4 anni. Per questi ultimi la rivaccinazione è da prendere in considerazione 2-3 anni dopo la prima dose. Nei bambini vaccinati ad età > 4 anni e negli adulti,  la rivaccinazione andrebbe effettuata 3-5 anni dopo la prima dose (18).

 

 

b) vaccino meningococcico di gruppo C coniugato

 

Immunogenicità

 

E’ immunogeno sia nei bambini a partire dai 2 mesi di vita, che negli adolescenti e negli adulti (34-35).

Non esistono dati sull’immunogenicità nei pazienti asplenici, tuttavia non vi sono motivazioni per utilizzare un calendario differente rispetto a quello previsto per i soggetti sani (9).

 

Efficacia sul campo

 

L’efficacia sul campo del vaccino coniugato è influenzata da due caratteristiche che lo differenziano da quello polisaccaridico: la capacità di indurre la memoria immunologica (34,36,37) e di ridurre la prevalenza dei portatori (38).   

Il vaccino C coniugato ha dimostrato, nei Paesi in cui si è intrapresa l’immunizzazione di massa, un’efficacia pari o superiore al 90%  sia in età pediatrica che negli adolescenti  (39,40).  

 

 

Calendario vaccinale  (35)

 

Al di sotto dei 12 mesi si somministrano 3 dosi (di cui la prima ad almeno 2 mesi di vita) con almeno 1 mese di intervallo tra una e l’altra.

Nei bambini di età > 12 mesi, negli adolescenti e negli adulti si somministra una dose singola.

Attualmente non sono raccomandate dosi booster.

 

 

Controindicazioni e precauzioni

 

Controindicazioni e precauzioni d'uso sono le stesse dei vaccini somministrati ai soggetti sani, non essendo stato segnalato negli asplenici un rischio aumentato di eventi avversi (9).

 

Valutazione economica

 

Negli asplenici non è stata sinora riportata alcuna analisi concernente il rapporto costo-beneficio della vaccinazione.

Il vaccino meningococcico C coniugato risulterebbe maggiormente cost effective in tutti i gruppi di età nei contesti in cui l’incidenza della malattia è elevata, come è stato possibile dimostrare in Gran Bretagna (41).

 

 

Sintesi delle raccomandazioni sulla vaccinazione antimeningococcica negli asplenici  (9)

 

Tutti i soggetti asplenici e i candidati alla splenectomia, a qualunque età appartengano, dovrebbero ricevere il vaccino coniugato di gruppo C.

I viaggiatori in zone tropicali e sub-tropicali, specialmente se diretti nell’Africa sub-sahariana, devono ricevere anche il vaccino polisaccardico ACWY-135; non vi sono controindicazioni alla somministrazione di detto vaccino in persone immunizzate in precedenza con il vaccino meningococcico C coniugato.

I soggetti precedentemente immunizzati con il vaccino polisaccaridico ACWY-135, dovrebbero essere rivaccinati con il vaccino C coniugato. Le migliori risposte anticorpali si verificano se tra la somministrazione del vaccino ACWY-135 e la rivaccinazione con il vaccino di gruppo C coniugato intercorrono 6 mesi.

 

 

Vaccinazione contro Haemophilus influenzae tipo b

 

 

Epidemiologia delle infezioni da Haemophilus influenzae

 

Le patologie invasive da H. influenzae (principalmente meningite, sepsi, polmonite, epiglottite) sono dovute ai ceppi capsulati, suddivisi in 6 tipi (da a a f), dei quali il tipo b (Hib) è quello prevalente.

In Italia negli ultimi anni si è verificata una progressiva riduzione della frequenza relativa delle meningiti da Hib, rispetto all’era prevaccinale (20% nel 1995 vs. 8% nel 2001). Nel 2001 il 75% dei casi aveva meno di 5 anni, e la maggior parte di questi si è concentrata nei bambini di età inferiore ai 2 anni (3).

 

Immunogenicità

 

Si utilizza il vaccino antihaemophilus B coniugato, di cui esistono varie formulazioni che si differenziano in base al tipo di carrier proteico; nel nostro Paese è in uso il vaccino PRP-T, ossia coniugato con tossoide tetanico; l’immunogenicità è del 70-100% nei lattanti dopo 2 dosi e del 98-100% dopo tre dosi (42-44). Nel bambino di età >12 mesi e nell’adulto una singola dose è in grado di indurre una risposta nella quasi totalità dei vaccinati (45,46).

Il vaccino Hib ha dimostrato di indurre, nei soggetti asplenici, risposte anticorpali simili a quelle evocate nei soggetti sani  (47,48).

 

Efficacia sul campo

 

In Finlandia, su oltre 97.000 bambini vaccinati con due dosi nel primo semestre di vita e un richiamo a 14-18 mesi, sono stati riscontrati solo due fallimenti vaccinali occorsi nell’intervallo tra prima e seconda dose (49). L’elevata efficacia sul campo è stata confermata da RCT condotti negli USA (50) e in Gambia (51).

 

 

Calendario vaccinale  (52)

 

La schedula vaccinale differisce in base all’età:

 

·         Bambini nel primo anno di vita: calendario vaccinale standard, di pari passo con le altre vaccinazioni del calendario italiano raccomandate nel lattante (DTP-polio-HB-Hib al 3°-5°-12° mese)

 

·         Bambini di età > 12 mesi, adolescenti e adulti: per i bambini di età compresa tra 13 e 48 mesi, non vaccinati nel primo anno di vita, una sola dose di vaccino Hib è sufficiente a garantire una valida protezione nei confronti della malattia invasiva; nei bambini affetti da patologie associate ad aumentato rischio di malattia invasiva alcuni Autori raccomandano la somministrazione di 2 dosi separate da 2 mesi d’intervallo.

 

Non vi sono dati a sostegno della somministrazione di dosi di richiamo, neppure nei soggetti a rischio. (9).

 

 

Controindicazioni e precauzioni

 

Controindicazioni e precauzioni d'uso sono le stesse dei vaccini somministrati ai soggetti sani, non essendo stato segnalato per gli asplenici un rischio aumentato di eventi avversi (9).

 

Valutazione economica

 

Negli asplenici non è stata sinora riportata alcuna analisi concernente il rapporto costo-beneficio della vaccinazione.

Le campagne vaccinali condotte sulla popolazione pediatrica, condotte in Svezia (53), Paesi Bassi (54), Stati Uniti (55) e Spagna (56), hanno tutte condotto a valutazioni molto positive in termini di costo/beneficio.

 

 

Altre vaccinazioni

 

L’asplenia non costituisce controindicazione per nessuna vaccinazione. Le vaccinazioni a raccomandazione universale possono tutte essere somministrate seguendo lo stesso calendario e le stesse raccomandazioni che guidano l'uso dei vaccini nella popolazione in buona salute, sia in età adulta che infantile.

 

Ulteriori raccomandazioni per il paziente asplenico: la chemioprofilassi.

 

Le persone aspleniche che eseguono una chemioprofilassi hanno un minore incidenza di setticemia. (57) anche se la combinazione vaccinazione e chemioprofilassi non elimina completamente il rischio di sepsi (58).  Pertanto, oltre alle vaccinazioni è raccomandato eseguire anche una profilassi quotidiana .

Nei bambini con anemia falciforme , la penicillina V per via orale (125 mg due volte al giorno) riduce dell’84% l’incidenza di infezioni  batteriche gravi in confronto ai trattati con placebo(59). Anche se l’efficacia è stata dimostrata solo in quanti sono affetti da anemia falciforme, la raccomandazione di eseguire una chemioprofilassi riguarda tutti i bambini con asplenia ( 50)

 

Non ci sono studi a quale età la chemioprofilassi debba essere interrotta per cui la durata della chemioprofilassi è controversa. La maggior parte degli specialisti effettuano una chemioprofilassi ininterrotta fino all’età di  5 anni e per i bambini che divengono  asplenici dopo i cinque anni di età una antibiticoterpia preventiva è prevista per almeno un anno Altri raccomandano che la chemioprofilassi  debba in tutti i casi  proseguire fino all’età adulta (61).

 

La profilassi raccomandata prevede la somministrazione orale di penicillina V (125 mg due volte al giorno nei bambini di età inferiore a 5 anni e 250 mg 2 volte al giorno nei bambini di età superiore a 5 anni).

 

Ulteriori raccomandazioni: il paziente asplenico e i viaggi internazionali

 

Prima di intraprendere un viaggio all’estero, specie in zone tropicali, il paziente asplenico deve ricevere un’appropriata consulenza da un esperto in Medicina dei Viaggi. In vaste zone del pianeta è infatti molto elevato il rischio di malaria; inoltre, in alcune zone vi è un rischio aumentato di contrarre la babesiosi  o un’ infezione da N. meningitidis.

 

Malaria: l’asplenia di per sé non è associata ad una maggiore suscettibilità alla malaria, tuttavia il paziente asplenico, qualora contragga l’infezione, presenta un rischio molto elevato di infezione fulminante (63). Pertanto il paziente deve essere dettagliatamente informato sulle misure di profilassi antivettoriale e di chemioprofilassi da adottare in caso di soggiorno in zone malariche.

 

Babesiosi: l’infezione è ubiquitaria;  non è nota la prevalenza dell’infezione nei Paesi con endemia malarica, dove probabilmente talora viene erroneamente diagnosticata come malaria (63). In Europa la maggior parte dei casi si è verificata in Yugoslavia, Russia, Francia, Gran Bretagna e Irlanda. Negli USA è stata segnalata negli Stati di Washington, New York, California e Missouri. Essendo l’infezione trasmessa dalla puntura di un insetto (Ixodes scapularis e Ixodes ricinus) le uniche misure di protezione sono quelle antivettoriali (in primo luogo l’utilizzo di un repellente cutaneo).

 

N. meningitidis: la raccomandazione di effettuare la vaccinazione antimeningococcica è rafforzata qualora il soggetto asplenico si rechi nella c.d. “cintura della meningite”, ossia la striscia di territorio posta al di sotto del deserto del Sahara in cui sono frequenti le epidemie di meningite meningococcica (17,63).

 

Aggiornamento 10 gennaio 2003

 

     

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