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Infectious Disease Clinics of North America

La vaccinazione delle persone con Diabete

 

 

Introduzione

Influenza

Pneumococco

Bibliografia

Dichiarazione

 

Introduzione.

Le malattie infettive sono frequenti in chi soffre di diabete, certi tipi di infezione tendono ad essere più comuni, altre sono più gravi. Responsabili di questa maggior sensibilità alle infezioni sono alterazioni del sistema immunitario, che riguardano principalmente l'immunità cellulo-mediata.

Alterazioni dell'immunità cellulare innata

Nei diabetici sono state descritte anomalie a carico dei polimorfonucleati, dei macrofagi, dei monociti e dei linfociti.

Per quanto concerne i polimorfonucleati, sono state riportate alterazioni di adesione, chemiotassi, fagocitosi, azione ossidativa e capacità di uccisione intracellulare. E' stato riscontrato un livello significativamente più basso della chemiotassi neutrofila sia nel diabete di tipo 1 che nel tipo 2 [1].

E' stata anche evidenziata una significativa correlazione negativa tra il livello di emoglobina glicosilata e l'attività battericida neutrofila [2]. La patogenesi di queste anomalie non è chiara, ma sembra correlata al grado e alla durata della glicemia, dato anche che alcune di queste alterazioni possono essere corrette con un buon controllo glicemico.

Si teorizza anche che l'iperglicemia e la presenza di prodotti finali della glicosilazione porti a uno stato di persistente basso livello di attivazione dei polimorfonucleati. [3]

Questo stato di ipereccitazione porta all'attivazione spontanea dell'azione ossidativa e al rilascio di mieloperossidasi, elastasi e altre sostanze dei granuli neutrofili, che possono essere dannose sia iniziando processi patologici che finiranno col determinare lesioni vascolari sia "consumando" o rendendo tollerante il polimorfonucleato che così risponderà con meno forza agli stimoli dei patogeni; infatti, nonostante l'evidenza nelle persone affette da diabete di un'attivazione spontanea dei polimorfonucleati, la loro risposta dopo stimolazione era più bassa che nei controlli.

Una situazione simile di eccitazione persistente con conseguente tolleranza è stata descritta anche nei monociti.

I livelli a riposo di citochine (TNF alfa, IL-6, IL-8) sono maggiori nei diabetici ma, se stimolate, le cellule di questi pazienti ne producono meno dei controlli

Sono state segnalate anche anormalità nella chemiotassi di macrofagi e monociti

Immunità cellulare e umorale specifica

L'immunità umorale nei diabetici sembra essere normale, con normali livelli di immunoglobuline e normale risposta alle vaccinazioni

L'immunità cellulare specifica risulta invece alterata con una riduzione della proliferazione linfocitaria in risposta agli stimoli [4]. E' stata pure segnalata un'anomala ipersensibilià di tipo ritardato.

 

 

Influenza

Epidemiologia

Il primo studio che ha evidenziato un aumento della mortalità per influenza in diabetici risale al 1935 [5]. Vari altri studi successivi [6-13] hanno mostrato risultati concordanti con questo.

Sebbene uno studio su una serie di casi [14] abbia mostrato un incremento del 200% del numero di ricoveri per complicanze acute di chetoacidosi diabetica durante le epidemie influenzali, non ci sono studi di popolazione che supportino questa osservazione.

Un grosso studio di popolazione effettuato specificamente su diabetici, ha concluso che durante i periodi epidemici le persone con diabete sono 6 volte più a rischio di essere ricoverate per influenza rispetto a controlli correlati per sesso ed età [12]. Nel medesimo studio il rischio relativo stimato di morte per diabetici ricoverati durante i periodi di epidemia influenzale arrivava fino a 91.8 per l'epidemia del 1978.

In conclusione, anche se gli studi effettuati fino ad ora non sono sufficienti a dare una risposta precisa su quale sia la reale incidenza dell'influenza e delle sue complicanze in pazienti diabetici, i dati da essi provenienti suggeriscono che le persone affette da diabete o sue complicanze sono più a rischio per ammalarsi e morire a causa dell'influenza.

 

Immunogenicità del vaccino

Le risposte anticorpale e cellulo-mediata del paziente diabetico alla vaccinazione antinfluenzale sono risultate simili a quelle di controlli  in buona salute in alcuni studi [15-19], ma non in tutti [20-24]. Specialmente in presenza di uremia la risposta al vaccino è stata molto scarsa [25]

Per alcuni l'insufficiente risposta al vaccino è dovuta ad un mancato controllo della glicemia [20]

Per altri, invece, dipenderebbe da un'alterazione della risposta immune propria del diabete di tipo 1 [21,23,24,26].

Una sufficiente risposta al vaccino in più del 70% dei pazienti diabetici è stata riportata in molti studi [15,18,21,27].

Efficacia sul campo

Mancano prove definitive sull'efficacia della vaccinazione antiifluenzale nei diabetici, ma diversi studi (che riportano una prevalenza di diabetici tra 6 e 14.5%) mostrano un'efficacia della vaccinazione nelle persone a rischio per la maggior parte delle stagioni epidemiche [29-33]; anche se in questi studi i malati di diabete non sono considerati come gruppo a sé stante, le conclusioni sono a favore dell'ipotesi di vaccinare queste persone.

In particolare, si sostiene con forza la vaccinazione antinfluenzale quando il diabete sia accompagnato da altre patologie o riguardi un anziano.

Nei pochi studi che includono un numero sufficiente di diabetici per giungere a conclusioni statisticamente significative, la vaccinazione antiinfluenzale si dimostrava efficace nel ridurre i ricoveri ospedalieri durante le epidemie. [34]

 

Calendario della vaccinazione contro l’influenza

 

Il vaccino contro l’influenza deve essere regolarmente ripetuto ogni anno, di regola  dalla metà di ottobre a novembre, secondo le seguenti modalità:

 

Da 6 mesi a 35 mesi

½ dose (0,25 ml) ripetuta a distanza di almeno 4 settimane per i bambini che vengono vaccinati per la prima volta

Da 3 anni a 12 anni

1 dose (0,50 ml) ripetuta a distanza di almeno 4 settimane per i bambini che vengono vaccinati per la prima volta

Oltre i 12 anni

1 dose (0,50 ml)

 

 

 

Pneumococco

Epidemiologia

La polmonite pneumococcica è la più comune forma di polmonite batterica acuta contratta nelle comunità e il pneumococco è il microorganismo più frequentemente associato con le polmoniti correlate all'influenza. [13,35-38].

La batteriemia è stata evidenziata nell'8-50% delle infezioni pneumococciche ed ha un tasso di letalità del 15-20% [39].

Anche se non c'è completo accordo su questo [40] ed è difficile valutarne l'impatto come fattore di rischio indipendente, il diabete,  assieme all'età avanzata e ad altri fattori come l'alcoolismo o la cirrosi, sembra essere tra i maggiori responsabili dell'aumento del rischio di morte in caso di batteriemia pneumococcica [41-46].

Immunogenicità del vaccino

Sebbene siano sorte delle perplessità sull'efficacia della vaccinazione a causa della possibile influenza dei dismetabolismi sulla risposta immune cellulo-mediata [18,21,47], è stato riportato [48] che individui con diabete e complicanze come la sindrome nefrotica possono avere una risposta sierologica appropriata. 

Efficacia sul campo del vaccino

Ci sono pochi studi che valutino l'efficacia sul campo del vaccino antipneumococcico in persone con diabete.

Nel solo studio RCT che permetta un esame sufficientemente dettagliato in diabetici, effettuato su 664 pazienti, non non è stata evidenziata efficacia della vaccinazione antipneumococcica (IC del RR 0.8-1.92) [49], ma  lo studio si riferiva al vecchio vaccino 14-valente ed aveva una potenza statistica troppo bassa per dare risposte precise sull'efficacia della vaccinazione [50-51].

Studi di coorte e caso-controllo hanno mostrato un'efficacia della vaccinazione antipneumococcica del 77-90% nella prevenzione delle infezioni invasive pneumococciche in pazienti diabetici [49-50, 52-58].

E' stato suggerito che il vaccino antipneumococcico potrebbe essere efficace nel prevenire la forme batteriemiche ma non altri tipi di malattia pneumococcica,  questo potrebbe effettivamente dipendere dal vaccino, ma anche la difficoltà di stabilire con precisione l'etiologia pneumococcica di una malattia in assenza di batteriemia potrebbe avere una certa importanza nell'abbassare i tassi di efficacia

Molti studi hanno mostrato che il vaccino è efficace nel ridurre la batteriemia pneumococcica, comune complicanza dell'infezione pneumococcica con un alto tasso di mortalità. Questa efficacia da sola è sufficiente a sostenere l'uso di questa vaccinazione nei diabetici, anche se l'efficacia nel ridurre le patologie non batteriemiche non è stata provata.

 

Modalità di uso del vaccino ed indicazioni particolari

Nessuna indicazione particolare. Controindicazioni, precauzioni e modalità d'uso sono quelle relative ai vaccini praticati in soggetti sani

 

 

Valutazione economica

Nessuna analisi economica che riguardi il rapporto costo-benificio delle vaccinazioni antiinfluenzale ed antipneumococccica specificamente nei malati di diabete è fino ad ora riportata. [59]

 

 

Altre vaccinazioni.

 

 

Bibliografia sintetica

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Dichiarazione

 

Il documento è stato redatto sulla base di aggiornate conoscenze scientifiche ed è stato concordato tra:

 

Network Italiano dei Servizi di Vaccinazione

Mauro Ramigni – Servizio di Igiene e Sanità Pubblica – ASL n. 3 di Bassano (VI)

 

 

 

 

 

Approvato in data ……………….

Il seguente documento verrà aggiornato ogni qualvolta la letteratura scientifica offrirà nuove informazioni rilevanti o comunque ogni due anni.