Titolo originale
Pertussis vaccines. WER 1999; 74(18):137-44
http//:www.who.int/wer/pdf/1999/wer7418.pdf
La posizione dell’OMS
L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), attraverso
il suo Dipartimento dei vaccini e dei prodotti biologici,
fornisce informazioni e raccomandazioni sui vaccini compresi nel programma Expanded Programme on Immunization (EPI). In accordo con il suo mandato globale, il Dipartimento sta ora assumendo un ruolo più
esteso in questo campo e pubblica una serie di note informative regolarmente
aggiornate su altri vaccini e combinazioni di vaccini contro malattie che hanno
un impatto sulla sanità pubblica internazionale. Queste note informative
riguardano in primo luogo l’uso dei vaccini nei programmi di immunizzazione
su larga scala; la vaccinazione indirizzata alla protezione individuale, come
quella che si pratica essenzialmente nel settore privato, può giovare ai
programmi nazionali ma non è enfatizzata in questo documento. Le note
informative sintetizzano le informazioni generali essenziali sulle malattie e i
rispettivi vaccini e concludono con la posizione
dell’OMS sul loro uso in un contesto globale. Le note informative sono state
rivisitate da un numero di esperti interni ed esterni
all’OMS e sono destinate principalmente ai responsabili nazionali di sanità
pubblica e ai manager dei programmi di vaccinazione. Tuttavia, le note
informative possono anche essere di interesse per le
agenzie internazionali di finanziamento, per i produttori di vaccini, per la comunità
medica e per i media scientifici.
Sommario e conclusioni
La pertosse è una malattia altamente
contagiosa causata dal Bordetella pertussis. Nel mondo tale agente batterico causa 20-40
milioni di casi di pertosse e circa 200000-400000 mila morti ogni anno. Anche
se la pertosse può colpire ogni età, la maggior parte dei casi di malattia
severa e la maggioranza delle morti sono osservate in
età infantile e pediatrica.
I vaccini sono l’approccio più
razionale nel controllo della pertosse. Per parecchie decadi i vaccini
inattivati a cellula intera (wP)
sono stati parte dei programmi nazionali di vaccinazione dell’infanzia
riducendo consistentemente l’impatto della pertosse in sanità pubblica. Questi
vaccini si producono in oltre 40 Paesi, inclusi quelli in via di sviluppo.
Attualmente, nel mondo, la
copertura della vaccinazione anti-pertossica è circa
dell’80%. La frequenza di reazioni avverse (ma di
solito lievi) e l’insorgenza di eventi neurologici acuti o cronici associati ai
vaccini a cellule intere, hanno incrementato lo sviluppo di una nuova
generazione di vaccini della pertosse, i vaccini acellulari (aP). Questi vaccini, che contengono 1-5 componenti
diversi di B. pertussis, si sono dimostrati
efficaci e con meno effetti collaterali rispetto a quelli a cellula intera.
Quindi, in molti Paesi, attualmente sono in commercio
i vaccini aP. D’altra parte, il sospetto legame tra i
vaccini a cellule intere e i rari casi di danno neurologico permanente non è stato confermato da studi accurati. Inoltre, i vaccini a
cellule intere sono considerevolmente meno costosi e i più efficaci dei due
tipi di vaccino hanno performance analoghe. Entrambi i vaccini sono solitamente
somministrati in combinazione con i tossoidi
tetanico e difterico (DTwP o DtaP).
·
Per più di 4 decadi l’uso nei programmi di
immunizzazione dei bambini di vaccino anti-pertosse a cellule intere di
documentata qualità è stato altamente efficace nel prevenire la pertosse in
tutto il mondo.
·
I vaccini a cellule intere sono
considerevolmente meno costosi dei vaccini acellulari. Perciò, nella maggior
parte dei Paesi, i vaccini a cellule intere rimangono la scelta appropriata per
i programmi vaccinali nella sanità pubblica.
·
Mentre, rispetto alle reazioni avverse entrambi
i vaccini sembrano avere lo stesso alto livello di sicurezza, le reazioni
avverse lievi o medie, invece, sono meno comunemente associate con i vaccini
acellulari.
·
Livelli di efficacia simili a quelli ottenuti
con i vaccini a cellula intera possono essere ottenuti con i prodotti acellulari,
ma il livello di efficacia può variare considerevolmente tra i vaccini
all’interno di ciascuno di questi due gruppi. Confronti attendibili di
differenti vaccini acellulari e a cellula intera, sono possibili soltanto in
studi che sono designati per questo scopo. Per questo motivo è difficile
disegnare uno studio ottimale per confrontare adeguatamente i differenti
antigeni candidati, e di conseguenza la scelta e il numero dei differenti
antigeni dei vaccini acellulari ideali è ancora dibattuta.
·
L’OMS incoraggia l’uso di vaccini acellulari di
documentata qualità nei Paesi dove la vaccinazione anti-pertosse non è
estesamente accettata a causa della reattogenicità del vaccino a cellule
intere.
·
I principali
ostacoli all’uso esteso dei vaccini aP è rappresentato dal prezzo elevato e
dalla durata della protezione sulla quale non sono ancora disponibili dati
certi. Se questi argomenti possono essere risolti in modo soddisfacente, l’uso
esteso di questo prodotto sarà incoraggiato nel lungo periodo.
·
Aspetti che
necessitano di ulteriore ricerca comprendono la durata della protezione dopo il
ciclo primario con entrambi i tipi di vaccino, l’interferenza della componente
pertosse acellulare quando usato in combinazione con altri vaccini, la capacità
dell’aP di produrre un effetto di immunità di popolazione (herd immunity) e l’epidemiologia della pertosse nella popolazione
adulta.
Considerazioni generali
Aspetti di sanità pubblica
Circa 20-40 milioni di casi di pertosse si verificano ogni anno in tutto il mondo, il 90% dei quali
nei Paesi in via di sviluppo. Da 200000 a 400000 di questi pazienti, la maggior
parte bambini, muoiono per questa malattia. Nel suo primo stadio catarrale, la
pertosse è altamente contagiosa, con un tasso di
attacco secondario di oltre il 90% tra i contatti domestici non immuni. I
soggetti non trattati possono essere contagiati per 3 settimane o più dopo
l’inizio dei tipici attacchi di tosse, anche se la contagiosità diminuisce
rapidamente dopo lo stadio catarrale. La pertosse si verifica
principalmente nei neonati e nei bambini, e la malattia severa e il decesso
sono riportati principalmente nei neonati. Nei lattanti, ai periodi di apnea possono seguire gli spasmi tossigeni.
La polmonite è una complicazione relativamente comune; attacchi epilettici ed encefalopatia si verificano più
raramente. L’incidenza della pertosse negli adolescenti e negli adulti varia
con la frequenza di esposizione alla B. pertussis e
alla copertura vaccinale nella popolazione. Nei Paesi occidentali il 10-12% di
tutti i casi sono stati riportati in persone di età
>15 anni. Tuttavia, dati sulla reale incidenza sono scarsi, così come il
decorso clinico atipico e l’infezione misconosciuta sono comuni in questo
gruppo di età. In aggiunta, la conferma di laboratorio
dei casi sospetti è, nella maggior parte dei casi, non disponibile. I portatori
asintomatici di B.
pertussis sembrano essere rari tra i bambini, e
anche se gli adolescenti e gli adulti sono considerati un’importante sorgente di infezione, i tassi dei portatori in questi gruppi di età
sono largamente non noti.
Attualmente, circa l’80% dei
bambini nel mondo sono vaccinati contro la pertosse, la maggior parte dei quali
hanno ricevuto la combinazione DTwP che è stata
fortemente promossa dall’EPI. Nei Paesi in via di sviluppo, tra i bambini <5
anni, la vaccinazione ha ridotto la mortalità specifica da pertosse a circa
400000 dal 1997, prevenendo circa 750000 morti.
La vaccinazione con vaccini wP è frequentemente (1 su 2-10 iniezioni) associata
con minori reazioni avverse, come rossore e gonfiore locali, febbre e
irritabilità. Pianto prolungato e convulsioni sono meno comuni (1: 100), mentre
episodi di ipotonia-iporesponsività
sono rari (meno di 1: 2000). L’encefalopatia acuta
può anche verificarsi in associazione temporale con la vaccinazione con wP, ma molto raramente (<1:
10,5 milioni). Negli anni ‘70 gli aspetti sulla sicurezza del vaccino portarono
a ridurre l’accettazione di questo vaccino, e in alcuni Paesi industrializzati
il vaccino wP fu sempre
escluso dai programmi nazionali di immunizzazione con un drammatico incremento
dei casi di pertosse. In anni recenti, con l’introduzione del vaccino aP, alcuni di questi Paesi sono
tornati alla combinazione DTP, sostituendo il wP con aP.
Uno studio nazionale sull’encefalopatia
nei bambini nel Regno Unito mostrò un modesto aumentato rischio di encefalopatia acuta (in primo
luogo con manifestazioni convulsive) dopo la vaccinazione con DTP. Tuttavia,
successive dettagliate revisioni di tutti gli studi
disponibili da numerose fonti (United States Institute of Medicine - Advisory Committee for Immunization Practices - Associazioni pediatriche dell’Australia,
Canada, Regno Unito e Stati Uniti) concludevano che i dati non dimostravano una
relazione causale tra DtwP e disfunzione cronica del
sistema nervoso nei bambini. Perciò, anche se gli
attacchi febbrili e gli episodi ipotonici-iporesponsivi
che possono seguire la DtwP preoccupano i genitori e
i medici, non vi è evidenza scientifica che queste reazioni abbiano qualche
conseguenza permanente nei bambini.
L’agente patogeno
Borditella pertussis,
l’agente causale della pertosse, è un germe gram-negativo
con affinità per le mucose dell’apparato respiratorio. Non sono state
dimostrate significative variazioni antigeniche. B pertussis è
patogena solo per l’uomo. L’infezione è facilmente trasmessa con i contatti
stretti, principalmente attraverso le goccioline di saliva. Oltre
la tossina pertossica (PT), i fattori di virulenza
sono rappresentati da: emoagglutinina filamentosa, fimbrie e pertactina. Dopo
un periodo di incubazione di 7-10 giorni, gli
individui suscettibili sviluppano sintomi catarrali inclusa la tosse che nei
casi tipici sviluppa gradualmente attacchi parossistici. Durante la fase
parossistica della malattia, l’eradicazione dei batteri
con i farmaci, come l’eritromicina, non cambia
significativamente il decorso clinico della malattia. Finora sembra essere molto poco comune lo sviluppo di una aumentata resistenza ai
farmaci antimicrobici. La conferma batteriologica dei casi sospetti di pertosse
è spesso tralasciata, in quanto la coltura della B. pertussis
non sembra persistere oltre la fase catarrale, e poi richiede speciali terreni
di coltura. Una malattia lieve simile alla pertosse nell’uomo, qualche volta, è
causata da un agente strettamente correlato, B. parapertussis.
Risposta immunitaria
La pertosse induce in una lunga protezione, anche se non
per tutta la vita, contro le manifestazioni tipiche della malattia. Tuttavia la protezione può non essere completa poiché l’infezione
può passare facilmente inosservata o manifestarsi sotto una forma atipica,
specialmente negli adulti, in persone presumibilmente immuni. Inoltre, i
nati da madri che hanno avuto la pertosse non necessariamente
sono protetti. Perciò, dopo una precedente infezione,
per sostenere una valida immunità, può essere richiesta un’occasionale
esposizione a ceppi di B. pertussis circolanti nalla
comunità. Anche se il livello di anticorpi verso la
tossina pertossica o verso l’emoagglutinina
filamentosa sono qualche volta usati come indicatori sierologici
di protezione, la mancanza di termini di correlazione di immunità generalmente
accettati e l’assenza di modelli animali ostacolano la valutazione di nuovi
candidati vaccini anti-pertosse e rendono difficile il controllo dell’omogeneità
della produzione.
Giustificazione per il controllo vaccinale
Prima dell’uso esteso del vaccino
anti-pertosse nei programmi routinari di
vaccinazione dell’infanzia, la pertosse era un considerevole problema di sanità
pubblica nei Paesi sviluppati, e in quelli in via di sviluppo. Data l’alta
contagiosità della malattia, vi erano sempre molti casi secondari tra i
contatti non immuni. Anche se il trattamento profilattico con antibiotici nel
periodo di incubazione di solito previene la malattia,
la difficoltà di una diagnosi precoce, il costo relativo e le preoccupazioni di
ordine ecologico di favorire la comparsa di una farmacoresistenza
limitano il trattamento profilattico dei contatti individuali selezionati.
Vaccini anti-pertosse a cellule intere (wP)
La vaccinazione dei
neonati con i vaccini anti-pertussici a cellule
intere secondo i calendari vaccinali approvati, di
solito è associata a quelle contro il tetano e la difterite, e ha mostrato
un’efficacia dell’80% o più, e in Paesi con buona copertura vaccinale la
morbosità e la mortalità da pertosse sono state ridotte a livelli bassi.
Tuttavia, in anni recenti un incremento nell’incidenza di pertosse,
particolarmente in bambini più grandi e negli adulti è stato riportato in un
certo numero di Paesi inclusi Australia, Canada, Stati Uniti e parecchi altri
Paesi in Europa. Le ragioni di questo incremento non
sono note in gran parte, ma la qualità sub-ottimale del vaccino a cellule
intere interessato e la ciclica variazione nel modo di presentarsi della
malattia possono aver aumentato l’effetto della riduzione dell’immunità da
vaccino in certi Paesi. Mentre l’insuccesso a mantenere alte coperture del
ciclo primario regolarmente ha come effetto aumentate morbosità e mortalità da
pertosse, specie nei più giovani gruppi di età, altri
meccanismi possono verosimilmente spiegare un aumento della riportata morbosità
nei gruppi di età più vecchi, tra cui un’intensificata sorveglianza e una
maggiore attenzione a questo problema. Perciò, se l’esposizione occasionale
alla B. pertussis
serve a sostenere l’immunità indotta dal vaccino, è immaginabile che
l’aumentata morbosità da pertosse si verificherà tra i
bambini più grandi e gli adulti in comunità dove tale esposizione è ridotta
sotto un livello critico.
I vaccini a cellule intere di riconosciuta buona qualità
sono già disponibili e costano pochi centesimi di dollaro per dose nei Paesi in
via di sviluppo. Inoltre, parecchi di questi Paesi producono un numero
sufficiente di dosi per il loro fabbisogno nazionale. Dovrebbe essere studiato
attentamente da questi Paesi, alla luce dei loro piani a lungo termine,
l’impatto del passaggio verso la produzione di vaccini acellulari rispetto al
proseguimento della produzione di quelli a cellule
intere. Studi di costo-beneficio sui vaccini a cellule intere usati in tutto il
mondo hanno chiaramente documentato il loro valore nei
Paesi industrializzati.
Argomenti sulla sicurezza del vaccino a cellule intere
hanno reso, in alcuni Paesi, piuttosto controversa la vaccinazione routinaria dei bambini contro la pertosse, portando allo
sviluppo di una nuova generazione di vaccini basati su componenti
batterici selezionati, piuttosto che su cellule intere inattivate.
Vaccini anti-pertosse acellulari (aP)
I primi vaccini acellulari furono sviluppati in
Giappone, ove furono ammessi per la vaccinazione dei bambini dell’età di due o più anni nel 1981, e per neonati all’età di tre
mesi nel 1989. La prima combinazione DTaP fu ammessa
negli Stati Uniti nel 1991, come prima alternativa ai boosters DTwP nei bambini che avevano fatto il ciclo di base con DTwP. La vaccinazione con aP, con inizio all’età di due mesi, con o senza i tossoidi DT, è ora inclusa nei programmi di vaccinazione routinaria dell’età infantile in molti Paesi. Non si sa se
la durata della protezione con vaccino aP
sia la stessa del vaccino wP.
La ridotta reattogenicità dei
vaccini aP verosimilmente ha
aumentato la disponibilità della popolazione ad accettare la vaccinazione anti-pertossica, avendo così un impatto positivo sulle attitudini
del pubblico verso la vaccinazione dell’infanzia in generale. Inoltre la
diminuita reattogenicità di questi prodotti
incoraggia la convinzione dell’utilità delle dosi booster successive al ciclo
primario.
I migliori vaccini wP
e aP, mostrano la stessa efficacia nel prevenire la
pertosse tipica. Tutti i vaccini aP
contengono la tossina pertossica inattivata, che
nella maggior parte dei casi è combinata con l’emoagglutinina
fialmentosa e, qualche volta, con componenti addizzionali della B.
pertussis, come fimbrie
e pertactina. In studi multicentrici
recentemente effettuati in Germania, Italia e Svezia,
i vaccini DTaP si sono dimostrati meno reattogeni rispetto ai DTwP in
termini di febbre alta, attacchi epilettici ed episodi ipotonici-iporesponsivi.
Differenze nel disegno dello studio, nella preparazione del vaccino e nella
popolazione in studio, complicano i confronti diretti all’interno del gruppo
dei vaccini aP come pure tra
i vaccini aP e wP. Un
numero di vaccini aP sono
adesso disponibili, sia in forma singola che nella forma combinata, con o senza
l’aggiunta dell’epatite B o dell’Haemophilus influenzae tipo B (Hib) o del
vaccino antipoliomielitico (IPV). Sembrano essere molto rare le
controindicazioni per il DtaP. Come per il DTwP i
neonati HIV positivi dovrebbero ricevere il vaccino. Oltre all’uso nel ciclo
primario, la minore reattogenicità dei vaccini aP dovrebbe aumentarne l’uso nella
quarta e quinta dose a 2 anni (18-24 mesi), e a 4-7 anni, dove raccomandato.
La posizione generale dell’OMS sui nuovi vaccini
I vaccini destinati all’uso in sanità pubblica
su larga scala devono:
–
soddisfare i requisiti di
qualità definiti nel documento informativo sulla qualità dei vaccini del GPV;
–
essere sicuri e avere un impatto significativo contro la malattia
in questione in tutte le popolazioni target;
–
se destinati a neonati o
bambini piccoli, essere facilmente adattabili ai calendari vaccinali e ai tempi
dei programmi nazionali di immunizzazione dell’infanzia;
–
non interferire
significativamente con la risposta immunitaria ad altri vaccini somministrati
simultaneamente;
–
essere formulati tenendo conto
dei problemi tecnici che si possono incontrare, ad esempio, in termini di
refrigerazione e di conservazione;
–
avere prezzi appropriati ai
differenti mercati.
La posizione dell’OMS sui vaccini anti-pertosse
Vi sono grandi differenze nel contenuto, modalità di preparazione ed efficacia dei vaccini aP e wP. Tuttavia estesi trials clinici hanno dimostrato che i vaccini più efficaci di entrambe le categorie proteggono più dell’80% dei
riceventi dalla malattia clinica. Una volta raggiunta un’alta copertura
vaccinale e fatto in modo che essa sia mantenuta, tali vaccini elimineranno la
pertosse come problema di sanità pubblica. Allo stesso tempo, una recente
esperienza illustra l’importanza di assicurare una documentata alta qualità dei
vaccini wP usati nei
programmi di immunizzazione nazionali.
Nessuna relazione causale è stata identificata tra
vaccinazione con wP o aP e danno cerebrale permanente o morte. In termini di arrossamento e gonfiore nel punto di iniezione, febbre,
agitazione, pianto prolungato, convulsioni febbrili ed episodi ipotonici-iporesponsivi, i vaccini aP
mostrano qualche miglioramento rispetto ai vaccini wP.
Una migliore informazione sulla frequenza (seppure esiste) di
eventi avversi rari e gravi associati con il vaccino aP
potrà essere ottenuta realizzando studi post-marketing sulla sicurezza.
Non vi è nessuna indicazione di
interferenza immunologica clinicamente significativa
tra aP e altri vaccini somministrati simultaneamente
in differenti siti. Tuttavia la ridotta immunogenicità
del vaccino Hib quando combinato con alcuni vaccini aP desta preoccupazione e
necessita di ulteriore delucidazione.
Poco si sa della durata della protezione dei vaccini aP e wP
nelle popolazioni senza intercorrenti infezioni pertussiche
e senza portatori di B. pertussis. Allo stesso modo, il possibile effetto dei
rispettivi vaccini sulla colonizzazione faringea della B. pertussis e sulla pertosse media tra
gli adolescenti e gli adulti necessita di essere
meglio determinata, considerando il possibile ruolo dei giovani adulti
nell’epidemiologia della malattia. Un’aumentata sorveglianza è richiesta per
valutare la reale protezione di lungo periodo data da entrambi i vaccini aP e wP.
Sebbene molti studi comparativi tra i vaccini aP e i vaccini wP
siano stati condotti finora solo in Paesi industrializzati, in principio ci si
aspetta che i nuovi vaccini DTaP siano pienamente
efficaci in tutte le regioni del mondo. Tuttavia, i costi di sviluppo
considerevolmente più alti dei vaccini aP
rispetto a quelli wP fanno sì che i prezzi per dose
siano difficilmente alla portata della maggior parte dei Paesi in via di
sviluppo. D’altra parte, in quei Paesi dove è stata esclusa la componente wP dai vaccini
combinati DTP per paura di seri effetti collaterali, il vaccino aP può rappresentare un prerequisito perché la popolazione
accetti la vaccinazione antipertussica come parte dei
programmi di vaccinazione dell’infanzia.