Influenza
La
malattia
L'influenza è una malattia infettiva
stagionale, ubiquitaria, estremamente contagiosa che può colpire soggetti
di qualsiasi età. Si presenta come un'infezione respiratoria acuta, febbrile
che è caratterizzata dalla rapida comparsa del quadro sintomatologico
di carattere sistemico associato alla compromissione dell'apparato respiratorio.
Dopo una breve incubazione (1-3 giorni) si verifica un esordio brusco
caratterizzato da sintomi sistemici come febbre (38°-39°C e oltre) cefalea,
astenia intensa, artromialgie seguiti da esteso interessamento delle vie
aeree: rinite, faringite, tosse secca.. Sebbene sia uninfezione
generalmente autolimitante, linfluenza soprattutto in soggetti defedati,
anziani e bambini , può determinare complicanze a volte anche fatali.
La mortalità correlata allinfluenza si osserva soprattutto nella
fascia detà superiore ai 60 anni . Infatti circa il 90-94% dei casi
di mortalità associati linfluenza si osserva in questa fascia detà.
Linfluenza si diffonde da persona a persona. Il virus si trova sia
nella saliva che nel muco e può penetrare nellorganismo attraverso
le mucose (bocca, occhi, naso) tramite tosse e starnuti .E altamente
contagiosa, i pazienti sono più infettivi nelle 24 ore prima dellinizio
dei sintomi e allacme della sintomatologia. La presenza del virus
nelle secrezioni nasali cessa generalmente entro 7 giorni dallinizio
della malattia, ma può persistere più a lungo nei bambini più piccoli
e nei pazienti immunocompromessi La diffusione della malattia risulta
più agevole nelle collettività laddove sono più frequenti le occasioni
di contatto e laffollamento. La terapia dell'influenza non complicata
è sostanzialmente sintomatica. L'uso di farmaci antivirali è relativamente
efficace, ma essi vanno assunti molto precocemente (solo dopo essersi
accertati che si tratti di vera influenza) e possono comunque, comportare
effetti collaterali.In pratica è una terapia riservato a soggetti ad alto
rischio non vaccinati e a quelli in cui la vaccinazione è controindicata.
Infatti il principale strumento per combattere linfluenza è la vaccinazione.

L'epidemiologia
Linfluenza è una
malattia ubiquitaria che , nellemisfero occidentale, segue il tipico
andamento stagionale di molte affezioni respiratorie,durante la stagione
invernale. In particolare , lattività influenzale ha il suo picco
tra dicembre e marzo. Linfluenza è presente da millenni nella popolazione
umana, infatti le prime descrizioni di epidemie influenzali risalgono
al V sec.a.C in Grecia e si sono manifestate nel corso dei secoli con
epidemie più o meno gravi o pandemie con un aumento della morbilità e
della mortalità.
Sono stati identificati tre tipi di virus influenzali : i tipi A e
B responsabili della sintomatologia influenzale classica e il tipo
C di scarsa importanza dal punto di vista clinico in quanto sono responsabili
di uninfezione generalmente asintomatica o simile al raffreddore
comune.
Alla base dellepidemiologia dellinfluenza vi è la tendenza
di tutti i virus influenzali a variare, cioè ad acquisire cambiamenti
nelle proteine di superficie che permettono loro di aggirare la barriera
costituita dallimmunità presente nella popolazione dovuta a pregresse
infezioni.
I cambiamenti minori sono si verifica quasi annualmente e sono è responsabile
delle epidemie stagionali.
Queste mutazioni cambiano le caratteristiche antigeniche e fanno si che
limmunità acquisita, naturalmente (perché ci si è ammalati) o artificialmente
(vaccinazione), nella precedente stagione influenzale non sia più sufficiente
a proteggere dalle nuove forme virali in circolazione.
I cambiamenti maggiori sono responsabili delle grandi pandemie su scala
mondiale . Le pandemie si verificano ad intervalli di tempi imprevedibili
( ogni 10 30 anni); nel XX secolo sono avvenute nel 1910 (spagnola)
che ha ucciso oltre 20 milioni di persone in tutto il mondo molte delle
quali erano giovani adulti. Nel 1957 (asiatica) e nel 1968 i tassi di
mortalità sono stati inferiori grazie alla disponibilità degli antibiotici
per trattare le complicanze batteriche e di terapie di supporto più efficaci.
Tra il 1990 e il 1994, in Italia linfluenza ha provocato 3304 morti
e nel 91% si è trattato di persone al di sopra dei 65 anni di età, dato
sottostimato poiché spesso la complicanza dellinfluenza non è riportata
come causa di morte.
Si stima, sempre in Italia, che lepidemia della stagione 1999/2000
abbia interessato oltre 10 milioni di persone.
Lisolamento e lidentificazione
delle diverse varianti dei virus dellinfluenza nelle varie Nazioni
sono possibili grazie alla rete di sorveglianza internazionale dellOMS
http://www.who.int/emc/diseases/flu/index.html
Lalta frequenza di mutazioni che si verificano nei virus influenzali
rende fondamentale una continua sorveglianza della malattia. In Europa
esiste "European Influenza Surveillance Scheme"
: Rete di sorveglianza sentinella delle sindromi influenzali in Europa
http://www.eiss.org/.
In Italia, l'Istituto Superiore di Sanità coordina la rete nazionale di
raccolta dei dati, analizza ed elabora settimanalmente i dati e li trasmette
al Ministero della Sanità che li rende disponibili nel proprio sito web
http://www.flu.iss.it
Annualmente, alla fine di febbraio,un comitato di esperti dellOMS
stabilisce quali sono i ceppi virali da inserire nei vaccini antinfluenzali
che verranno prodotti nellinverno successivo.

La
vaccinazione
Sono in commercio
vaccini con virus interi inattivati (cioè uccisi) ed altri in cui
sono presenti solo le parti fondamentali del virus necessarie a stimolare
la risposta immunitaria: vaccini a sub-unità costituiti solo dalle
proteine presenti sulla superficie del virus e i vaccini split-virus
(a virus dissociati) privi dellinvolucro proteico.
Questi due tipi di vaccino danno unottima protezione e gli eventuali
effetti collaterali sono ridotti al minimo.
La vaccinazione è la strategia migliore per prevenire linfluenza
e soprattutto per evitare le complicanze dellinfluenza qualora si
sviluppasse la malattia.
La strategia vaccinale corrente non mira allinterruzione della trasmissione,
obiettivo impraticabile dato che ogni anno bisognerebbe vaccinare lintera
popolazione, bensì alla prevenzione delle complicanze cliniche e dei decessi
nelle fasce più a rischio.
Immunogenicità
ed efficacia protettiva
I vaccini sono
efficaci ed evitano la malattia in più del 90 % dei giovani adulti se
i virus costituenti il vaccino sono simili ai ceppi circolanti. Mentre
ha una efficacia più ridotta 30-40 % - nellevitare linfluenza
nelle persone anziane e malate.
Tuttavia se il vaccino non è molto efficace nel evitare la malattia nellanziano,
è molto più efficace nel prevenire le complicanze e la morte da influenza.
Tra le persone anziane, il vaccino ha una efficacia del 50-60 % nel prevenire
lospedalizzazione e dell80% nel prevenire la morte.

Chi
deve essere vaccinato
Il vaccino è raccomandato per tutte le
persone a rischio di complicanze secondarie a causa delletà o di
patologie:
- tutte le persone di età oltre i 64 anni
- persone di qualunque età affette da:
- disordini cronici di tipo respiratorio
o polmonare (bronchitici, enfisematosi, asmatici
)
- diabete mellito
- disfunzioni renali
- immunodepressione dovuta o meno ai farmaci
- patologie emopoietiche
- sindromi da malassorbimento intestinale
- fibrosi cistica
- malattie congenite o acquisite che comportino
carente produzione di anticorpi
- quando sono previsti interventi chirurgci
di notevole entità
Inoltre il vaccino è fortemente
raccomandato
- a bambini a partire dai sei mesi detà
e fino ai 18 anni che sono stati sottoposti ad una terapia a lungo termine
con acidoacetilsalicilico perché luso di questo farmaco aumenta
la probabilità di sviluppare a seguito dellinfluenza la sindrome
di Reye
Infine la vaccinazione
è raccomandata
- a tutte le persone che svolgono attività
lavorative di primario interesse collettivo (es. operatori sanitari
in ospedale) o che potrebbero trasmettere linfluenza a persone
ad alto rischio di complicanze (es. operatori sanitari)

Chi
non deve essere vaccinato
Sconsigliata a chi è allergico
alle proteine delluovo , che sono presenti in quantità minima nel
vaccino.
Va differita se sono in
corso malattie febbrili. Non è controindicata se sono presenti infezioni
minori delle vie respiratorie
Lutilizzo di terapie
immunodepressive o di patologie in atto in cui il sistema immunitario
è compromesso non è una controindicazione alla vaccinazione , ma limmunità
conferita dalla vaccinazione potrebbe non essere ottimale.
Nel caso di malattie autoimmuni,
poiché la vaccinazione stimola lattività immunitaria, è necessario
valutare caso per caso lopportunità di effettuare la vaccinazione.
E prudente evitare
la rivaccinazione in chi ha sviluppato la sindrome di Guillan-Barrè entro
6 settimane da una precedente vaccinazione antinfluenzale.
Modo
d'uso
Il vaccino va somministrato per via intramuscolare
e, negli adulti e nei bambini grandi , liniezione va effettuata
nel muscolo deltoide (braccio) Per i più piccoli è consigliato il muscolo
antero-laterale della coscia.
Per i bambini fino a 12 anni che vengono vaccinati per la prima volta
si consigliano due dosi di vaccino da praticarsi a distanza di almeno
quattro settimane, mentre per i più grandi e gli adulti è sufficiente
una sola dose.
La vaccinazione va ripetuta annualmente.

Quando
vaccinarsi
Il periodo più indicato per la vaccinazione
va da ottobre a fine novembre. E sconsigliato vaccinarsi troppo
presto perché limmunità data dal vaccino declina nellarco
di 6-8 mesi.
Nel caso di persone che si recano per lunghi periodi allestero bisogna
tener presente che landamento stagionale dellinfluenza è diverso,
infatti nellemisfero australe la stagione influenzale va da aprile
a settembre e nei paesi tropicali linfezione è presente per tutto
lanno.
Effetti
collaterali
Il vaccino è di solito
ben tollerato.
In alcuni casi può manifestarsi nella sede in cui è stata effettuata la
vaccinazione una reazione cutanea con arrossamento e gonfiore di breve
durata.
Il vaccino antinfluenzale contiene solo virus in forma non infettiva e
non può provocare linfluenza. Tuttavia, a volte , soprattutto in
chi si vaccina per la prima volta, possono presentarsi a distanza di 6-12
ore dalla vaccinazione, sintomi come febbre, dolori muscolari ,mal di
testa in forma molto lieve e di breve durata (massimo 48 ore).
Reazioni allergiche immediate (orticaria, angioedema , asma) sono in genere
dovute ad ipersensibilità alle proteine delluovo.
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