|


|
Febbre gialla
Cenni
clinici
E’ una malattia acuta virale di breve durata e di gravità variabile, trasmessa
dalla puntura di una zanzara infetta. La malattia non è trasmissibile
per contatto diretto o attraverso i comuni veicoli.
Dopo un periodo di incubazione di 3-6 giorni la malattia esordisce in
modo improvviso con febbre accompagnata da brividi, cefalea, dolori muscolari
diffusi, prostrazione profonda, nausea, vomito. In seguito compaiono ittero
e manifestazioni emorragiche. Nelle forme gravi si ha febbre emorragica
e segni di insufficienza epatica e renale.
Nel 20-50% dei pazienti con ittero la malattia è letale per shock, coma
epatico o renale.
Il tasso di letalità per febbre gialla nelle zone endemiche varia dal
5 al 15%, con punte più elevate in qualche epidemia (fino all’80%).
Diffusione
La
malattia è endemica nelle zone urbane e forestali delle regioni tropicali
e subtropicali dell’Africa, dell’America meridionale (Bolivia, Brasile;
Colombia, Ecuador, Perù) e del Panama: l’Asia e l’Oceania sono indenni
dalla malattia.
Rischi
per i viaggiatori
La febbre
gialla si verifica raramente nei viaggiatori.

Misure
preventive
Oltre la
vaccinazione i viaggiatori dovrebbero adottare misure di protezione dalle
punture di zanzara quando viaggiano in aree endemiche per febbre gialla:
la malattia è raramente trasmessa in aree urbane tranne che nel corso
di epidemie.
I viaggiatori che si recano in aree rurali dell’Africa e del Sud America,
comunque, potrebbero essere sporadicamente esposti a febbre gialla e altre
malattie trasmesse da zanzare; quelle che trasmettono la febbre gialla
urbana generalmente pungono durante il giorno.
Le punture di zanzare possono essere prevenute soggiornando in ambienti
con aria condizionata o zanzariere, indossando abiti protettivi, usando
repellenti sulla cute esposta e insetticidi contenenti permetrina sugli
abiti tenendo presente le abitudini "diurne" di queste zanzare.
I viaggiatori in aree rurali dovranno portare con sé zanzariere e insetticidi.

Vaccino
E disponibile
un vaccino costituito da un virus vivo attenuato, coltivato su embrione
di pollo, somministrato per via sottocutanea (vedi tabella). La protezione
inizia 10 giorni dopo la prima iniezione (il giorno successivo nel caso
di un richiamo) e gli anticorpi persistono per molti anni (30-35 anni).
In caso di esposizione continua in zone a rischio di infezione vanno effettuati
richiami ogni 10 anni.
Molti Paesi richiedono un certificato di vaccinazione contro la febbre
gialla a tutti i viaggiatori oppure a quelli che provengono o che hanno
transitato in zone endemiche. La vaccinazione è comunque fortemente raccomandata,
indipendentemente dalla durata del viaggio, per tutti i viaggiatori al
di sopra dei 6 mesi di età, che si rechino nelle zone rurali delle aree
endemiche. Le zone di endemicità della febbre gialla (in cui sono presenti
i vettori e i serbatoi animali) si estendono in unarea più vasta
di quella dove sono stati notificati casi allOMS e dove le nazioni
richiedono certificati di vaccinazione e, pertanto, la vaccinazione va
raccomandata a tutti i viaggiatori diretti in tali aree (WHO 1998).
Il certificato viene rilasciato solo dai Centri di vaccinazione autorizzati
dal Ministero della Sanità ed è valido a partire dal 10° giorno successivo
al rilascio e per un periodo di 10 anni.
Lelenco dei Centri è disponibile sul sito del Ministero della Sanità:
www.sanita.it/malinf/struvac/indice.htm
Vaccino anti-febbre gialla.
|
Tipo di vaccino |
Età |
n. dosi |
richiami |
|
Parenterale:sottocute |
> 9 mesi |
1 |
1 dose ogni
10 anni |

Efficacia
del vaccino
Gli studi
clinici effettuati hanno dimostrato la comparsa di anticorpi specifici
da una a due settimane dopo la vaccinazione conferendo un’elevata immunogenicità,
di oltre il 95%.
Effetti
collaterali
Molto
raramente si osservano lievi reazioni locali come arrossamento e dolore
nel punto di inoculazione; le reazioni generali, anch’esse rare, sono
rappresentate da lieve cefalea, febbre, dolori muscolari, o altri sintomi
minori che si verificano tra il 5° e 12° giorno dopo la vaccinazione,
per le quali è indicato un trattamento sintomatico. Il 25% dei soggetti
immunizzati ha riportato una o più reazioni, generalmente lievi, caratterizzate
da sintomi sistemici similinfluenzali (22%), o reazioni locali (5%).

Precauzioni
e controindicazioni
Età
La vaccinazione contro la febbre gialla è controindicata nei bambini di
età inferiore a 6 mesi.
I bambini di meno di 4 mesi di età non devono essere vaccinati in quanto
hanno un maggior rischio di encefalite temporalmente associata alla vaccinazione.
Il rischio di questa complicazione appare correlato alletà.
La decisione di vaccinare o meno i bambini tra i 4 e i 9 mesi deve basarsi
sulla stima del rischio di esposizione (i bambini di più di 4 mesi che
si recano in zone con epidemie in corso devono essere vaccinati se non
è possibile ottenere un livello elevato di protezione contro le zanzare).
Gravidanza
E prudente evitare di vaccinare le donne in gravidanza: la vaccinazione
è ammessa oltre il 6° mese di gravidanza in caso di soggiorno in aree
ad alto rischio di trasmissione della malattia. In queste circostanze
il rischio di malattia è molto più elevato rispetto al minimo rischio
teorico della vaccinazione nei confronti del feto.
Non ci sono tuttavia evidenze di danno fetale derivante dal vaccino anche
se sono stati osservati tassi di sieroconversione materna più bassi per
lo stato di immunosoppressione associato alla gravidanza; è perciò indicato
procedere a una nuova vaccinazione dopo il parto.
Immunosoppressione
Limmunodeficienza dovuta allinfezione da virus HIV determina
una riduzione della risposta immunologica alla vaccinazione con un meccanismo
ancora non chiaro. Una diminuzione della risposta anticorpale si verifica
anche negli stati di malnutrizione e in altre situazioni di immunodeficienza:
leucemia, linfomi, somministrazioni di corticosteroidi, radiazioni, ecc.
Il vaccino comunque è raccomandato nei pazienti con infezione da HIV asintomatici.
Per i soggetti con AIDS, invece, non vi sono evidenze scientifiche per
stabilire con certezza se la somministrazione del vaccino rappresenti
un rischio. La decisione di vaccinare i soggetti immunocompromessi deve
essere presa considerando, in ogni singolo caso, le condizioni cliniche
del paziente e il rischio di esposizione.
Se il viaggio in zone a rischio per febbre gialla è necessario e la vaccinazione
è controindicata, i soggetti devono essere avvisati del rischio e istruiti
sulle precauzioni da adottare per evitare di essere punti dalle zanzare.
Lassunzione di cortisone a basse dosi o per brevi periodi di tempo
(< 2 settimane), o somministrato a livello locale (occhio, cute), per
aerosol, o per iniezioni intraarticolare, non rappresenta una controindicazione
alla vaccinazione.
I familiari degli immunodepressi che non presentano controindicazioni,
possono ricevere il vaccino contro la febbre gialla.
Ipersensibilità
Poiché il vaccino contro la febbre gialla è prodotto su uova embrionate
e contiene proteine delluovo che possono scatenare reazioni allergiche,
i soggetti che hanno presentato segni e sintomi di shock anafilattico
dopo aver ingerito uova, non devono essere vaccinati. Se la vaccinazione
risulta necessaria per lalto rischio di esposizione, devono essere
sottoposti a test cutanei per le componenti del vaccino prima della sua
somministrazione.
Se la vaccinazione è richiesta dalle norme di un Paese, ma non vi è un
reale rischio di infezione per le caratteristiche del soggiorno, al paziente
allergico alluovo potrebbe essere rilasciato un certificato internazionale
di esenzione.
Associazione con altri vaccini e farmaci
Gli studi effettuati hanno dimostrato che la risposta anticorpale al vaccino
antifebbre gialla non è inibito dalla somministrazione contemporanea di
altri vaccini o a distanza di un tempo variabile da pochi giorni a un
mese. I vaccini antimorbillo e antitubercolare sono stati somministrati
in combinazione senza determinare alcuna interferenza né sono state riscontrate
reazioni più gravi.
Anche il vaccino antiepatite B può essere somministrato in associazione.
Se i vaccini a virus vivi non sono somministrati contemporaneamente devono
essere distanziati di 4 settimane.
Non vi sono dati sulla possibile interferenza tra il vaccino per la febbre
gialla e quelli per il tifo, la rabbia, la peste e lencefalite giapponese.
Alcuni dati indicano che coloro che hanno ricevuto il vaccino per la febbre
gialla e per il colera contemporaneamente o a distanza di 1-3 settimane,
hanno sviluppato una minore risposta anticorpale nei confronti di entrambi
i vaccini: a meno chè non ci siano tempi ristretti, dovrebbero essere
somministrati con un intervallo minimo di 3 settimane.

Bibliografia
- S.A.
Plotkin: Vaccines, third edition.
- A.S. Benenson: Manuale per il controllo delle malattie trasmissibili;
XVI edizione.
- Red Book 2000 - American Academy of Pediatrics.
- Health Information for International Travel – CDC, Atlanta.
- M. Pontecorvo, M. Piazza: Vaccini e Immunoglobuline – VIII edizione.
- Plotkin e Orenstein:
Yellow Fever Vaccine, in Vaccines, quarta edizione - 2005
- David L. Heymann MD
– WHO - Manuale
per il controllo delle malattie trasmissibili - Dicembre
2004
American
Academy of Pediatric s- Rapporto del comitato sulle malattie
infettive - Red Book ed.
2006 – Pacini editore – Capitolo Arbovirus: 169-174.
- CDC
Health Information for International Travel 2008 http://wwwn.cdc.gov/travel/yellowBookCh4-YellowFever.aspx http://wwwn.cdc.gov/travel/yellowBookCh5-MalariaYellowFeverTable.aspx
- Department of Health
UK- Immunisation Against Infectious Disease - "The Green Book"
2006.Chapter 35: Yellow Feverhttp://www.dh.gov.uk/en/Policyandguidance/Healthandsocialcaretopics/Greenbook/DH_4097254
- Organizzazione
Mondiale della Sanità – Vaccinazione contro la febbre gialla
- Position
paper (October 2003) Original English and French versions [pdf 339kb]
|