In che modo la vaccinazione contro il morbillo fa la differenza

L'efficacia della vaccinazione è particolarmente evidente se si confronta la copertura vaccinale raggiunta e l'incidenza del morbillo nei diversi paesi. Dove si raggiungono adeguate coperture vaccinali la malattia scompare, dove invece il numero di persone vaccinate è limitato, le epidemie continuano. Il vaccino fa da solo la differenza tra le continue epidemie e la completa eliminazione, che è stata raggiunta in molti Paesi.

Dove non si vaccina si continua a morire di morbillo
Dove si vaccina bene il morbillo è eliminato
L'Italia sta realizzando un programma che ha funzionato in altri Paesi


Sintesi delle evidenze

  1. Quando non si vaccina abbastanza i bambini continuano a morire di morbillo anche nei Paesi ricchi (Italia 2002 - Giappone 2000 - Francia) se si riducono le vaccinazioni si torna a morire (Irlanda 1999)

  2. Il morbillo è stato eliminato in molti Paesi (Finlandia, Svezia, Norvegia) o fortemente controllato in alcuni continenti (Le Americhe).

  3. In Paesi dove le condizioni di vita e i sistemi sanitari sono tra loro completamente diversi, ma si è raggiunta una adeguata protezione vaccinale, il morbillo è stato sconfitto ovunque (Le Americhe).

  4. In Paesi tra loro simili per condizioni di vita, il morbillo c'è solo dove si vaccina poco (La situazione in Europa negli anni '90)

  5. Piani di eliminazione simili a quello che si sta conducendo in Italia hanno portato alla eliminazione del morbillo (Australia - Catalogna).

Approfondimenti

Dove non si vaccina si continua a morire di morbillo

Cosa succede quando si vaccina poco - Epidemia di morbillo in Campania 2002

I casi di morbillo notificati in Italia in periodo pre-vaccinazioni variavano dai 25000 ai 90000 l'anno fino al termine degli anni '80, per poi diminuire gradatamente con l'aumento del numero dei vaccinati. La precedente epidemia si era verificata nel periodo 1995-97.

In Italia nel 2000 la copertura vaccinale contro il morbillo con almeno una dose all'età di 2 anni era in media del 74%, con dati che arrivavano attorno e sopra il 90% in Friuli, Emilia e Veneto, ma che in Campania si abbassavano al 53%.

In quest'ultima regione, nei primi mesi del 2002, l'incidenza del morbillo è aumentata rapidamente dando inizio ad un'epidemia che si è poi diffusa anche ad altre regioni del Sud Italia a bassa copertura vaccinale (Molise, Puglia, Calabria). Nelle regioni italiane a copertura vaccinale maggiore, si è invece avuto solo un piccolo aumento del numero dei casi, quasi tutti importati, senza il verificarsi di vere e proprie epidemie.

Si stima, attraverso l'uso di un sistema attivo di sorveglianza che coinvolge i pediatri della regione, che, nella sola Campania, circa 40000 bambini minori di 15 anni si siano ammalati nel periodo gennaio-luglio 2002, con un'incidenza della malattia maggiore nelle province di Napoli e Caserta, dove il tasso di vaccinazione era più basso.

In questo gruppo di età i soggetti ricoverati in ospedale sono stati 469 (circa 1 ogni 100 casi); tra questi i bambini minori di un anno erano 44 (circa 6 ogni 100 casi minori di un anno).

Nel 70% dei casi a causare il ricovero era stata la sola sintomatologia tipica del morbillo, senza complicanze; tra i casi con complicanze, il 23% lamentava problemi respiratori (polmoniti, broncopolmoniti), il 3% encefalite (12 casi).

Tre bambini, di 6 mesi, 4 anni e 10 anni, sono morti.

Per i maggiori di 15 anni, si stimano circa 4500 casi con 125 ricoveri (circa 3 ogni 100 casi) e 3 casi di encefalite.

Una persona di 29 anni è morta per complicanze respiratorie.

Bibliografia

CDC. Measles Epidemic Attributed to Inadequate Vaccination Coverage --- Campania, Italy, 2002. MMWR 2004; 52:1044-7 http://www.cdc.gov/mmwr/preview/mmwrhtml/mm5243a4.htm

Ministero della salute - Dati di copertura vaccinale routinari.

http://www.ministerosalute.it/promozione/malattie/dati_statistici.jsp?label=cop.

Ciofi degli Atti ML, Salmaso S, Vellucci L, Caraffa De Stefano D. New measles epidemic in southern Italy: 1,217 cases reported to sentinel surveillance, January--May 2003. Euro Surveill 2003. http://www.eurosurveillance.org/ew/2003/030703.asp.

Il morbillo è ancora presente in Giappone

L'OMS ha come obiettivo l'eliminazione del morbillo su scala globale, ma nonostante questi sforzi internazionali, il morbillo continua ad essere costantemente presente in uno dei Paesi più potenti e sviluppati del mondo: il Giappone.

Il vaccino anti-morbillo è stato introdotto per la prima volta in Giappone nel 1966 ed il vaccino MPR (morbillo parotite rosolia) nel 1989. Successivamente, nel 1993, il vaccino MPR è stato ritirato a causa di un numero inaspettatamente alto di casi di meningite asettica benigna associato con la componente anti-parotite (il vecchio ceppo Urabe AM9). Nel 1994 è stato eliminata l'obbligatorietà delle vaccinazioni in età pediatrica.

Da allora il Giappone sta lottando con il problema del morbillo. Le coperture vaccinali per il morbillo sono molto più basse di altri Paesi come gli USA, dove il morbillo è stato quasi eliminato.

Nel 2000 si sono verificati circa 200.000 casi di morbillo e si sono avuti 88 morti (soprattutto bambini).

Questo è successo in un Paese che ha ottime condizioni economiche e di vita con una mortalità infantile tra le più basse del mondo. Tuttavia per l'incapacità delle istituzioni ad informare adeguatamente dell'importanza delle vaccinazioni, i genitori non sono consapevoli dell'importanza di malattie come il morbillo e ancora molti bambini giapponesi muoiono per malattie prevenibili da vaccino.

Fonte: Harumi Gomi, Hiroshimi Takahashi. Why is measles still endemic in Japan? The Lancet, Vol. 364, July 24, 2004.

Mortalità del morbillo in Francia: effetto di una copertura vaccinale sub-ottimale

La promozione della vaccinazione antimorbillo in Francia dal 1983 ha comportato una riduzione del 97% dei casi di morbillo ma una riduzione solo del 60% in termini di mortalità. Il livello di copertura dei nuovi nati, stabile da alcuni anni attorno al 84%, non è ottimale e ha come conseguenza un aumento della proporzione dei casi che insorgono nelle classi di età maggiori, dove le complicanze sono più frequenti e serie. La maggior parte dei decessi si è avuta per complicanze neurologiche: encefaliti e leucoencefalomielite. La riduzione della mortalità si è avuta soprattutto nei bambini di età inferiore a 5 anni (maggiormente vaccinati).



Fonte:
I.Bonmarin, D.Levy-Bruhl Measles in France: the epidemiological impact of suboptimal immunisation coverage Eurosurveillance Monthly 2002; 7: 55-60
http://www.eurosurveillance.org/em/v07n04/0704-221.asp

Se diminuiscono le vaccinazioni si riduce la protezione in una Paese: l'epidemia in Irlanda.

Fino al 1992 le coperture vaccinali contro il morbillo in Irlanda erano molto alte. Ma in quegli anni, venne dato molto risalto al riconoscimento da parte della Corte suprema di un nesso di causalità tra un caso di encefalopatia in un adulto e la pregressa vaccinazione contro la pertosse (vaccino cellulare) il cosiddetto "Caso BEST". Inoltre ampia eco ebbe a partire dal 1998 l'ipotesi di un rapporto tra vaccinazione contro il morbillo e l'autismo. [Successivamente questa relazione è stato dimostrato essere falsa]. Il risultato è stato una riduzione della protezione del Paese con una copertura media del 76% e oscillazioni geografiche comprese tra il 68 e l'86%.

Tra il settembre 1999 e il luglio 2000 è scoppiata un'epidemia che ha provocato circa 1500 casi, che hanno colpito in gran parte bambini di età inferiore ai due anni.

L'epidemia ha colpito soprattutto la parte nord di Dublino. Tra i 111 bambini ricoverati nell'ospedale di riferimento della zona, il The Children's University Hospital, 33 hanno avuto bisogno di un trattamento in unità di cura intensiva e per 7 bambini è stata necessaria la ventilazione meccanica. Il morbillo ha causato 3 morti.

La copertura vaccinale nella zona era inferiore al 70%.

La zona di Dublino interessata dall'epidemia oltre ad una bassa copertura vaccinale è caratterizzata da un'elevata proporzione di popolazione immigrata. Lo studio molecolare ha dimostrato che il virus responsabile dell'epidemia (genotipo D2) era strettamente correlato con un ceppo inizialmente identificato nel Sud Africa.

La copertura inadeguata ha quindi facilitato l'importazione di virus del morbillo.

Mc Brien J, Murphy J et al. Measles outbreak in Dublin, 2000 Pediatr Infect Dis 2003; 22: 580-584.

Coughlan S. Connel J, et al. Suboptimal measles-mumps-rubella vaccination coverage facilitates an imported measles outbreak in Ireland. Clin Infect Dis 2002; 35: 84-86

http://www.ndsc.ie/Publications/Measles/d516.PDF

Dove si vaccina bene il morbillo è eliminato

Il morbillo è stato eliminato in Finlandia dal 1996

La Finlandia è stato il primo Paese dell'Europa a documentare l'eliminazione del morbillo: l'ultimo caso acquisito in Finlandia è stato notificato nel 1996.

In Finlandia agli inizi degli anni 70 erano ancora notificati annualmente più di 15.000 casi di morbillo (incidenza media: 366/100.000). Un programma di vaccinazione contro il morbillo a dose singola avviato nel 1975 aveva fallito nell'intento di eliminare il morbillo, principalmente a causa della bassa copertura raggiunta (<70%).

Nel 1982 si è dato avvio ad un nuovo programma di vaccinazione basato sull'utilizzo del vaccino combinato morbillo parotite rosolia (MPR) con due dosi di MPR, una a 14-18 mesi e l'altra all'età di 6 anni. In aggiunta, i bambini tra le due fasce di età furono vaccinati in un programma di recupero tra il 1983 e il 1986. (Campagna simile a quella che si sta conducendo solo oggi nel nostro Paese).

Alla fine, la copertura dell'MPR supera il 96%. Dal 1996 in Finlandia sono stati identificati 4 casi importati, che tuttavia non hanno provocato alcun caso secondario, indicando la presenza di elevati livelli di protezione della popolazione.. Inoltre, nel 1997 la Finlandia è stato anche il primo Paese certificato ad essere libero di parotite epidemica e di rosolia.

Per rimanere libera da morbillo anche in futuro, la Finlandia dovrà comunque continuare a seguire un calendario a due dosi e mantenere una copertura molto alta.

Fonte:

Angie Rose, Pekka Nuorti, Irja Davidkin, Hanna Nohynek Measles eliminated in Finland since 1996 - will it last? Eurosurveillance Weekly, volume 7, issue 3, 16.1.2003. http://www.eurosurveillance.org/ew/2003/030116.asp

La Svezia vicina all'eliminazione del morbillo

Nel 2001 in Svezia si sono verificati solo 5 casi di morbillo (tutti non vaccinati) in una popolazione di poco meno di 9 milioni. Questo corrisponde ad un'incidenza di 0,06 per 100.000 abitanti.

Tutti i 5 casi potevano essere collegati al soggiorno in un paese straniero, e Londra sembra rappresenti un'area particolarmente a rischio per gli svedesi. Tre dei cinque pazienti erano adulti. In un caso si trattava di un viaggiatore internazionale che aveva visitato paesi in via di sviluppo per molti anni, infine infettatosi in Pakistan. Due dei casi erano invece bambini vissuti per lungo tempo "on the road" tra il Kosovo e la Svezia.

Fonte:
Johan Giesecke , Malin Arneborn, and Anders Tegnell. Measles near extinction in Sweden Eurosurveillance Weekly, Issue 3, 17.1.2002
http://www.eurosurveillance.org/ew/2002/020117.asp

Morbillo e vaccino anti-morbillo in Norvegia

La vaccinazione contro il morbillo, con una singola dose di vaccino somministrata a 12 mesi di età, è stata introdotta nel 1969. Il vaccino Morbillo Parotite Rosolia (MPR) è stato introdotto nel 1983 con un calendario che prevede due dosi di vaccino, una a 15 mesi e un'altra a 13 anni.

Prima del 1969 il morbillo si presentava tipicamente in forma epidemica con ricorrenze ogni tre anni. Il numero di notifiche annuali è diminuito gradualmente a partire dalla metà degli anni 70, e dal 1990 sono stati notificati meno di 20 casi l'anno, fatta eccezione per il 1990 (95 casi), 1992 (73 casi) e il 1996 (23 casi)..
L'epidemia più recente si è verificata verso la fine del 1996. L'autorità sanitaria locale ha registrato 82 casi, di cui 14 notificati al MSIS. La maggior parte dei casi non era vaccinata per convinzioni personali (solo 3 casi erano vaccinati). Probabilmente il morbillo è stato introdotto a Nesodden da due bambini non vaccinati infettati in Svizzera.
Dal 1998 al 2001 sono stati notificati 8 casi. 6 pazienti avevano contratto la malattia all'estero (Mongolia, Pakistan, Sri Lanka) e 1 paziente era un caso secondario. Il rimanente caso, senza contatti fuori Norvegia, è stato notificato nel 1999.

I numeri riportati in tabella sono da considerare sottostimati soprattutto per quanto riguarda le cifre dei periodi prevaccinali, quando in pratica tutti i bambini avevano avuto il morbillo. Per quanto riguarda i casi mortali sono conteggiati solo i casi dove il morbillo compariva sulla scheda di morte come diagnosi principale, escludendo tutti i casi in cui il morbillo è stato una condizione che ha contribuito al decesso.
L'ultimo caso di encefalite da morbillo si è verificato nel 1994.


Fonte:
Oistein Lovoll - Measles and measles immunisation in Norway: historical rewiev and present situation - Eurosurveillance Weekly Issue 12, 21 March 2002
http://www.eurosurveillance.org/ew/2002/020321.asp

La situazione nelle Americhe

Importante è la situazione nelle Americhe, dove si è raggiunta nel 2002 una copertura globale del 92% e si è molto vicini all'eliminazione del morbillo da tutto il continente.

In questo continente, accanto ai grandi Paesi ricchi come gli USA e il Canada, l'obiettivo di eliminazione del morbillo è stato raggiunto anche in Paesi grandi e problematici come il Messico e il Brasile e in Paesi come quelli Centroamericani dove la povertà è ancora un problema molto importante. In 4 anni, dal 2000 al 2003, in una popolazione di circa 830 milioni di abitanti, si sono avuti solo 5000 casi di morbillo, più della metà dei quali nel solo Venezuela, che è uno dei 4 paesi della regione con una copertura ancora bassa (inferiore all'80%).

Quindi paesi dove si è raggiunta un'adeguata protezione vaccinale hanno tutti sconfitto il morbillo, nonostante condizioni di vita, risorse economiche e sistemi sanitari completamente diversi tra loro.

Nel 2003 in tutto il continente Americano, dal Canada al Cile dagli Stati Uniti d'America a Cuba a Haiti, si sono avuti 126 casi di morbillo, la maggior parte dei quali sono stati importati da altri Paesi.

Nel 2004 i casi sono diminuiti ancora. Fino al 23 ottobre 2004, sono stati confermati in tutto il continente solo 95 casi di morbillo (64 in Messico; 24 negli Stati Uniti, di cui 13 importati; 7 in Canada, tutti di importazione).

Fonte

http://www.paho.org/english/ad/fch/im/Measles.htm

http://www.paho.org/English/AD/FCH/IM/sme1042.pdf

La situazione in Europa nella prima metà degli anni 90

La tabella riporta le coperture vaccinali e la frequenza di morbillo durante la prima metà degli anni '90 in alcuni stati europei. In questi Paesi sia le condizioni di vita che i sistemi sanitari sono tra loro sostanzialmente equivalenti. La frequenza di morbillo è molto alta in Italia e in Francia dove la copertura vaccinale è bassa mentre è sostanzialmente scomparso dove le coperture vaccinali erano elevate.


Copertura vaccinale (nel 1995-96)

Incidenza morbillo (casi ogni 100.000 abitanti all'anno dal 1990 al 1996)

FINLANDIA

98%

<1

SVEZIA

97%

< 1

OLANDA

94%

0.4-3

DANIMARCA

88%

0.4-3.5

FRANCIA

83%

100

ITALIA

56%

40-140

Fonte:

Daniel Lévy-Bruhl et al. ESEN: a comparison of vaccination programmes - Part three: measles mumps and rubella Eurosurveillance Vol.3. N.12 Dicembre1998 http://www.eurosurveillance.org/em/v03n12/0312-221.asp

L'Italia sta realizzando un programma che ha funzionato in altri Paesi

Il programma di controllo del morbillo in Australia

Negli anni '90, il programma australiano di vaccinazione prevedeva due dosi del vaccino MPR, la prima a 1 anno, la seconda a 14-16 anni. Le coperture vaccinali erano abbastanza elevate e l'ultima grande epidemia di morbillo si era registrata nella Regione del New South Wales nel 1993-94.

Fra il 1989 ed il 1998, si sono avuti 6 decessi per morbillo e 8 morti da panencefalite sclerosante sub-acuta (PESS), una complicanza a lungo termine del morbillo, conseguenza quindi delle precedenti epidemie.

Nel 1998, l'età per la seconda dose del vaccino MPR è stata abbassata a 4 anni di età. Nel 1998 è stata condotta in tutte le scuole primarie una campagna nazionale di controllo di morbillo, simile a quella che si sta conducendo in Italia, che prevedeva l'offerta della vaccinazione MPR a tutti i bambini di età superiore a 4 anni, che altrimenti non avrebbero ricevuto una seconda dose. Nel 2002 sono stati notificati in Australia 31 casi di morbillo con un'incidenza di 2 casi per milione di abitanti. Nel 2003 la copertura vaccinale in Australia all'età di 2 anni è risultata, per il vaccino MPR, del 93.5%.

Fonte:

NSW Health Report of the New South Wales Chief Health Officer. Communicable diseases, Measles http://immunise.health.gov.au/measles.htm

Yohannes K, Roche P, Blumer C et al. 2004, Australia's Health 2004, AIHW

Interruzione della trasmissione del morbillo autoctono in Catalogna

Nel 1988 il Dipartimento di Sanità e Sicurezza Sociale della Catalogna, una regione della Spagna, ha iniziato un programma per l'eliminazione del morbillo nella regione entro l'anno 2000. L'incidenza dell'infezione in Catalogna (popolazione stimata 6.090.040) è scesa da 470 per 100.000 abitanti nel 1983 a 1,01 per 100.000 nel 1997 e a 0,5 per 100.000 nel 1999.
La fase finale del programma di eliminazione del morbillo è cominciata nel novembre 1998. Sono state adottate tre strategie principali:

a) Miglioramento della protezione attraverso la somministrazione della seconda dose di vaccino MPR (morbillo, parotite, rosolia) all'età di 4 anni invece che a 11.

b) Un programma per la somministrazione della seconda dose alle coorti di nascita tra il 1990 e il 1993, per assicurare che tutti i bambini siano appropriatamente vaccinati.
c) Potenziamento della sorveglianza epidemiologica dei casi sospetti, che include pronta notifica del caso da parte del medico curante (entro 24 ore dai primi sintomi). Vaccinazione della popolazione suscettibile che ha avuto contatti con il caso (compagni di scuola, membri della famiglia).

Gli ultimi due casi registrati risalivano al giugno 1999 e al luglio 2000. Questi risultati confermano il successo del programma di eliminazione del morbillo messo in atto in Catalogna nel 1998.


Fonte :
Salleras L., et al., Interruzione della trasmissione del morbillo autoctono confermata in Catalogna, Spagna Eurosurveillance 2001; 6:113- http//www.eurosurveillance.org/em/v06n07/0607-521.asp

Documento aggiornato il 31 ottobre 2004