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In che modo la vaccinazione contro il morbillo fa la differenza L'efficacia della vaccinazione è particolarmente evidente se si confronta la copertura vaccinale raggiunta e l'incidenza del morbillo nei diversi paesi. Dove si raggiungono adeguate coperture vaccinali la malattia scompare, dove invece il numero di persone vaccinate è limitato, le epidemie continuano. Il vaccino fa da solo la differenza tra le continue epidemie e la completa eliminazione, che è stata raggiunta in molti Paesi. Dove
non si vaccina si continua a morire di morbillo
Approfondimenti Dove non si vaccina si continua a morire di morbillo Cosa succede quando si vaccina poco - Epidemia di morbillo in Campania 2002 I casi di morbillo notificati in Italia in periodo pre-vaccinazioni variavano dai 25000 ai 90000 l'anno fino al termine degli anni '80, per poi diminuire gradatamente con l'aumento del numero dei vaccinati. La precedente epidemia si era verificata nel periodo 1995-97. In Italia nel 2000 la copertura vaccinale contro il morbillo con almeno una dose all'età di 2 anni era in media del 74%, con dati che arrivavano attorno e sopra il 90% in Friuli, Emilia e Veneto, ma che in Campania si abbassavano al 53%. In quest'ultima regione, nei primi mesi del 2002, l'incidenza del morbillo è aumentata rapidamente dando inizio ad un'epidemia che si è poi diffusa anche ad altre regioni del Sud Italia a bassa copertura vaccinale (Molise, Puglia, Calabria). Nelle regioni italiane a copertura vaccinale maggiore, si è invece avuto solo un piccolo aumento del numero dei casi, quasi tutti importati, senza il verificarsi di vere e proprie epidemie. Si stima, attraverso l'uso di un sistema attivo di sorveglianza che coinvolge i pediatri della regione, che, nella sola Campania, circa 40000 bambini minori di 15 anni si siano ammalati nel periodo gennaio-luglio 2002, con un'incidenza della malattia maggiore nelle province di Napoli e Caserta, dove il tasso di vaccinazione era più basso. In questo gruppo di età i soggetti ricoverati in ospedale sono stati 469 (circa 1 ogni 100 casi); tra questi i bambini minori di un anno erano 44 (circa 6 ogni 100 casi minori di un anno). Nel 70% dei casi a causare il ricovero era stata la sola sintomatologia tipica del morbillo, senza complicanze; tra i casi con complicanze, il 23% lamentava problemi respiratori (polmoniti, broncopolmoniti), il 3% encefalite (12 casi). Tre bambini, di 6 mesi, 4 anni e 10 anni, sono morti. Per i maggiori di 15 anni, si stimano circa 4500 casi con 125 ricoveri (circa 3 ogni 100 casi) e 3 casi di encefalite. Una persona di 29 anni è morta per complicanze respiratorie. Bibliografia CDC. Measles Epidemic Attributed to Inadequate Vaccination Coverage --- Campania, Italy, 2002. MMWR 2004; 52:1044-7 http://www.cdc.gov/mmwr/preview/mmwrhtml/mm5243a4.htm Ministero della salute - Dati di copertura vaccinale routinari. http://www.ministerosalute.it/promozione/malattie/dati_statistici.jsp?label=cop. Ciofi degli Atti ML, Salmaso S, Vellucci L, Caraffa De Stefano D. New measles epidemic in southern Italy: 1,217 cases reported to sentinel surveillance, January--May 2003. Euro Surveill 2003. http://www.eurosurveillance.org/ew/2003/030703.asp. Il morbillo è ancora presente in Giappone L'OMS ha come obiettivo l'eliminazione del morbillo su scala globale, ma nonostante questi sforzi internazionali, il morbillo continua ad essere costantemente presente in uno dei Paesi più potenti e sviluppati del mondo: il Giappone. Il vaccino anti-morbillo è stato introdotto per la prima volta in Giappone nel 1966 ed il vaccino MPR (morbillo parotite rosolia) nel 1989. Successivamente, nel 1993, il vaccino MPR è stato ritirato a causa di un numero inaspettatamente alto di casi di meningite asettica benigna associato con la componente anti-parotite (il vecchio ceppo Urabe AM9). Nel 1994 è stato eliminata l'obbligatorietà delle vaccinazioni in età pediatrica. Da allora il Giappone sta lottando con il problema del morbillo. Le coperture vaccinali per il morbillo sono molto più basse di altri Paesi come gli USA, dove il morbillo è stato quasi eliminato. Nel 2000 si sono verificati circa 200.000 casi di morbillo e si sono avuti 88 morti (soprattutto bambini). Questo è successo in un Paese che ha ottime condizioni economiche e di vita con una mortalità infantile tra le più basse del mondo. Tuttavia per l'incapacità delle istituzioni ad informare adeguatamente dell'importanza delle vaccinazioni, i genitori non sono consapevoli dell'importanza di malattie come il morbillo e ancora molti bambini giapponesi muoiono per malattie prevenibili da vaccino. Fonte: Harumi Gomi, Hiroshimi Takahashi. Why is measles still endemic in Japan? The Lancet, Vol. 364, July 24, 2004. Mortalità
del morbillo in Francia: effetto di una copertura vaccinale sub-ottimale
Se diminuiscono le vaccinazioni si riduce la protezione in una Paese: l'epidemia in Irlanda. Fino al 1992 le coperture vaccinali contro il morbillo in Irlanda erano molto alte. Ma in quegli anni, venne dato molto risalto al riconoscimento da parte della Corte suprema di un nesso di causalità tra un caso di encefalopatia in un adulto e la pregressa vaccinazione contro la pertosse (vaccino cellulare) il cosiddetto "Caso BEST". Inoltre ampia eco ebbe a partire dal 1998 l'ipotesi di un rapporto tra vaccinazione contro il morbillo e l'autismo. [Successivamente questa relazione è stato dimostrato essere falsa]. Il risultato è stato una riduzione della protezione del Paese con una copertura media del 76% e oscillazioni geografiche comprese tra il 68 e l'86%. Tra il settembre 1999 e il luglio 2000 è scoppiata un'epidemia che ha provocato circa 1500 casi, che hanno colpito in gran parte bambini di età inferiore ai due anni. L'epidemia ha colpito soprattutto la parte nord di Dublino. Tra i 111 bambini ricoverati nell'ospedale di riferimento della zona, il The Children's University Hospital, 33 hanno avuto bisogno di un trattamento in unità di cura intensiva e per 7 bambini è stata necessaria la ventilazione meccanica. Il morbillo ha causato 3 morti. La copertura vaccinale nella zona era inferiore al 70%. La zona di Dublino interessata dall'epidemia oltre ad una bassa copertura vaccinale è caratterizzata da un'elevata proporzione di popolazione immigrata. Lo studio molecolare ha dimostrato che il virus responsabile dell'epidemia (genotipo D2) era strettamente correlato con un ceppo inizialmente identificato nel Sud Africa. La copertura inadeguata ha quindi facilitato l'importazione di virus del morbillo. Mc Brien J, Murphy J et al. Measles outbreak in Dublin, 2000 Pediatr Infect Dis 2003; 22: 580-584. Coughlan S. Connel J, et al. Suboptimal measles-mumps-rubella vaccination coverage facilitates an imported measles outbreak in Ireland. Clin Infect Dis 2002; 35: 84-86 http://www.ndsc.ie/Publications/Measles/d516.PDF Dove si vaccina bene il morbillo è eliminato Il morbillo è stato eliminato in Finlandia dal 1996 La Finlandia è stato il primo Paese dell'Europa a documentare l'eliminazione del morbillo: l'ultimo caso acquisito in Finlandia è stato notificato nel 1996. In Finlandia agli inizi degli anni 70 erano ancora notificati annualmente più di 15.000 casi di morbillo (incidenza media: 366/100.000). Un programma di vaccinazione contro il morbillo a dose singola avviato nel 1975 aveva fallito nell'intento di eliminare il morbillo, principalmente a causa della bassa copertura raggiunta (<70%). Nel 1982 si è dato avvio ad un nuovo programma di vaccinazione basato sull'utilizzo del vaccino combinato morbillo parotite rosolia (MPR) con due dosi di MPR, una a 14-18 mesi e l'altra all'età di 6 anni. In aggiunta, i bambini tra le due fasce di età furono vaccinati in un programma di recupero tra il 1983 e il 1986. (Campagna simile a quella che si sta conducendo solo oggi nel nostro Paese). Alla fine, la copertura dell'MPR supera il 96%. Dal 1996 in Finlandia sono stati identificati 4 casi importati, che tuttavia non hanno provocato alcun caso secondario, indicando la presenza di elevati livelli di protezione della popolazione.. Inoltre, nel 1997 la Finlandia è stato anche il primo Paese certificato ad essere libero di parotite epidemica e di rosolia. Per rimanere libera da morbillo anche in futuro, la Finlandia dovrà comunque continuare a seguire un calendario a due dosi e mantenere una copertura molto alta. Fonte: Angie Rose, Pekka Nuorti, Irja Davidkin, Hanna Nohynek Measles eliminated in Finland since 1996 - will it last? Eurosurveillance Weekly, volume 7, issue 3, 16.1.2003. http://www.eurosurveillance.org/ew/2003/030116.asp La
Svezia vicina all'eliminazione del morbillo Tutti
i 5 casi potevano essere collegati al soggiorno in un paese straniero,
e Londra sembra rappresenti un'area particolarmente a rischio per gli
svedesi. Tre dei cinque pazienti erano adulti. In un caso si trattava
di un viaggiatore internazionale che aveva visitato paesi in via di sviluppo
per molti anni, infine infettatosi in Pakistan. Due dei casi erano invece
bambini vissuti per lungo tempo "on the road" tra il Kosovo
e la Svezia. Morbillo
e vaccino anti-morbillo in Norvegia Prima
del 1969 il morbillo si presentava tipicamente in forma epidemica con
ricorrenze ogni tre anni. Il numero di notifiche annuali è diminuito
gradualmente a partire dalla metà degli anni 70, e dal 1990 sono
stati notificati meno di 20 casi l'anno, fatta eccezione per il 1990 (95
casi), 1992 (73 casi) e il 1996 (23 casi).. I
numeri riportati in tabella sono da considerare sottostimati soprattutto
per quanto riguarda le cifre dei periodi prevaccinali, quando in pratica
tutti i bambini avevano avuto il morbillo. Per quanto riguarda i casi
mortali sono conteggiati solo i casi dove il morbillo compariva sulla
scheda di morte come diagnosi principale, escludendo tutti i casi in cui
il morbillo è stato una condizione che ha contribuito al decesso. Importante è la situazione nelle Americhe, dove si è raggiunta nel 2002 una copertura globale del 92% e si è molto vicini all'eliminazione del morbillo da tutto il continente. In questo continente, accanto ai grandi Paesi ricchi come gli USA e il Canada, l'obiettivo di eliminazione del morbillo è stato raggiunto anche in Paesi grandi e problematici come il Messico e il Brasile e in Paesi come quelli Centroamericani dove la povertà è ancora un problema molto importante. In 4 anni, dal 2000 al 2003, in una popolazione di circa 830 milioni di abitanti, si sono avuti solo 5000 casi di morbillo, più della metà dei quali nel solo Venezuela, che è uno dei 4 paesi della regione con una copertura ancora bassa (inferiore all'80%). Quindi paesi dove si è raggiunta un'adeguata protezione vaccinale hanno tutti sconfitto il morbillo, nonostante condizioni di vita, risorse economiche e sistemi sanitari completamente diversi tra loro. Nel 2003 in tutto il continente Americano, dal Canada al Cile dagli Stati Uniti d'America a Cuba a Haiti, si sono avuti 126 casi di morbillo, la maggior parte dei quali sono stati importati da altri Paesi. Nel 2004 i casi sono diminuiti ancora. Fino al 23 ottobre 2004, sono stati confermati in tutto il continente solo 95 casi di morbillo (64 in Messico; 24 negli Stati Uniti, di cui 13 importati; 7 in Canada, tutti di importazione). Fonte http://www.paho.org/english/ad/fch/im/Measles.htm http://www.paho.org/English/AD/FCH/IM/sme1042.pdf La situazione in Europa nella prima metà degli anni 90 La tabella riporta le coperture vaccinali e la frequenza di morbillo durante la prima metà degli anni '90 in alcuni stati europei. In questi Paesi sia le condizioni di vita che i sistemi sanitari sono tra loro sostanzialmente equivalenti. La frequenza di morbillo è molto alta in Italia e in Francia dove la copertura vaccinale è bassa mentre è sostanzialmente scomparso dove le coperture vaccinali erano elevate.
Fonte: Daniel Lévy-Bruhl et al. ESEN: a comparison of vaccination programmes - Part three: measles mumps and rubella Eurosurveillance Vol.3. N.12 Dicembre1998 http://www.eurosurveillance.org/em/v03n12/0312-221.asp L'Italia sta realizzando un programma che ha funzionato in altri Paesi Il programma di controllo del morbillo in Australia Negli anni '90, il programma australiano di vaccinazione prevedeva due dosi del vaccino MPR, la prima a 1 anno, la seconda a 14-16 anni. Le coperture vaccinali erano abbastanza elevate e l'ultima grande epidemia di morbillo si era registrata nella Regione del New South Wales nel 1993-94. Fra il 1989 ed il 1998, si sono avuti 6 decessi per morbillo e 8 morti da panencefalite sclerosante sub-acuta (PESS), una complicanza a lungo termine del morbillo, conseguenza quindi delle precedenti epidemie. Nel 1998, l'età per la seconda dose del vaccino MPR è stata abbassata a 4 anni di età. Nel 1998 è stata condotta in tutte le scuole primarie una campagna nazionale di controllo di morbillo, simile a quella che si sta conducendo in Italia, che prevedeva l'offerta della vaccinazione MPR a tutti i bambini di età superiore a 4 anni, che altrimenti non avrebbero ricevuto una seconda dose. Nel 2002 sono stati notificati in Australia 31 casi di morbillo con un'incidenza di 2 casi per milione di abitanti. Nel 2003 la copertura vaccinale in Australia all'età di 2 anni è risultata, per il vaccino MPR, del 93.5%. Fonte: NSW Health Report of the New South Wales Chief Health Officer. Communicable diseases, Measles http://immunise.health.gov.au/measles.htm Yohannes K, Roche P, Blumer C et al. 2004, Australia's Health 2004, AIHW Interruzione
della trasmissione del morbillo autoctono in Catalogna b)
Un programma per la somministrazione della seconda dose alle coorti di
nascita tra il 1990 e il 1993, per assicurare che tutti i bambini siano
appropriatamente vaccinati. Gli
ultimi due casi registrati risalivano al giugno 1999 e al luglio 2000.
Questi risultati confermano il successo del programma di eliminazione
del morbillo messo in atto in Catalogna nel 1998. Documento aggiornato il 31 ottobre 2004 |
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