In che modo la vaccinazione contro la rosolia fa la differenza

Per approfondire la capacità della vaccinazione di controllare e risolvere il problema della rosolia confrontiamo
la situazione tra diversi Paesi europei.

Sintesi delle evidenze

  1. Elevate coperture vaccinali permettono di eliminare definitivamente la rosolia e la sindrome da rosolia
    congenita (esempio della Finlandia e della Danimarca)

  2. Dove la vaccinazione non è eseguita si hanno ancora oggi imponenti epidemie di rosolia. (esempio
    della Romania).

  3. Quando la copertura vaccinale è ancora inadeguata e la vaccinazione non viene eseguita in modo corretto, si riducono di numero ma continuano a verificarsi casi di rosolia congenita e interruzioni di gravidanza (es. Grecia, Italia, Inghilterra, Francia).

  4. La vaccinazione fa la differenza, in uno stesso Paese mano a mano che aumenta la copertura vaccinale
    diminuiscono i casi fino ad arrivare all'eliminazione. (esempio Finlandia, Francia , Inghilterra).

Approfondimenti

La rosolia in Finlandia. Nessun caso di rosolia da 8 anni.

In Finlandia si è arrivati alla completa eliminazione della rosolia quando si è cambiata la strategia di vaccinazione.
Nel 1975 era iniziata una campagna di vaccinazione rivolta solo alle bambine (11-13 anni) e alle donne suscettibili prima della gravidanza. La copertura vaccinale era del 60-70 %. Continuavano ad esserci casi di rosolia congenita ed epidemie perché il virus circolava liberamente tra i bambini e le bambine e tra i ragazzi maschi.

Nel 1982 la strategia è cambiata ed è stato avviato il programma di eliminazione di morbillo rosolia e parotite che prevedeva 2 dosi di vaccino MPR, la prima a 14 - 18 mesi la seconda a 6 anni di età.

La copertura vaccinale è stata inferiore al 90% nei primi 4 anni del programma. Dal 1987 la copertura ottenuta è superiore al 95%.

In 5 anni il numero di casi di rosolia è passato da 3250 a 99. Le ultime due epidemie, che hanno provocato circa 200-300 casi, si sono verificate nel 1990 e nel 1991e hanno colpito ragazzi e giovani uomini non vaccinati tra i 15 e i 21 anni. Mentre le ragazze che frequentavano le stesse scuole sono risultate protette dalla vaccinazione ricevuta a 11-13 anni. L'ultimo caso di rosolia si è avuto nel 1996. Da allora in Finlandia, si sono avuti solo casi di rosolia importati da altri Paesi (Russia, Estonia, Thailandia e Francia). Anche se il virus è stato reintrodotto in Finlandia, nessuna persona si è infettata; questo dimostra l'elevata protezione garantita dalla vaccinazione.

Fonte

I. Davidkin, H Peltola and P Leinikki Epidemiology of rubella in Finland Eurosurveillance 2004;9:9-10
http://www.eurosurveillance.org/em/v09n04/0904-226.asp

L'evoluzione in Danimarca

Fino al 1987 in Danimarca sono stati registrati in media 20 000 casi di rosolia l'anno Successivamente, con
il crescere della protezione vaccinale, il numero di casi si è sempre più ridotto. Attualmente l'incidenza reale
si considera essere molto bassa, inferiore a 1 per 100 000 abitanti. Questa significativa diminuzione dell'incidenza di rosolia riflette il successo della vaccinazione delle donne in età fertile e prive di anticorpi antirosolia, iniziata in Danimarca nel 1980. Dal 1982 il servizio sanitario nazionale rimborsa la vaccinazione dei bambini e il vaccino MPR è stato introdotto in Danimarca nel programma vaccinale scolastico nel 1987.

Fonte

S Glismann Rubella in Denmark Eurosurveillance 2004;9:9-10
http://www.eurosurveillance.org/em/v09n04/0904-225.asp


Grave epidemia in Romania

In Romania non esisteva un regolare programma di vaccinazione contro la rosolia. Nel 1998 la vaccinazione è stata offerta alle ragazze tra i 15 e i 18 anni, la stessa offerta è stata ripetuta nella sola capitale Bucarest nel 2002 per le bambine di 13-14 anni.

Tra il 2002 e il 2003 in questo Paese si è avuta una epidemia con oltre 115 mila casi segnalati di rosolia. 29 casi di rosolia sono stati confermati in donne in gravidanza.

L'incidenza più elevata è stata registrata nei bambini in età scolare. Le coorti di ragazze adolescenti vaccinate nel 1998 e nel 2002 (quando era disponibile un vaccino contro la rosolia) presentavano tassi di incidenza
considerevolmente inferiori rispetto a quelli dei ragazzi della stessa classe di età che non erano stati vaccinati.

In assenza di vaccino per controllare l'epidemia, è stato sviluppato un piano di risposta all'epidemia per migliorare la sorveglianza e la diagnosi delle donne infettate nel corso della gravidanza. In conseguenza dei danni provocati da questa epidemia in Romania si è prevista dal maggio 2004 la introduzione del vaccino contro morbillo-parotite-rosolia (MPR) per la vaccinazione di routine dei bambini tra i 12 e i 15 mesi e del vaccino monovalente per la vaccinazione delle ragazze di 13-14 anni

Fonte

A Rafila, M Marin, et. Al. A large rubella outbreak, Romania - Eurosurveillance 2004; 2004,9:7-8
http://www.eurosurveillance.org/em/v09n04/0904-224.asp

La rosolia in Inghilterra, Scozia e Galles

Nel Regno Unito i vaccini contro la rosolia per le bambine in età scolare sono stati introdotti dal 1970. Nel 1988 è stata introdotta la vaccinazione di massa contro Morbillo Parotite e Rosolia (MPR) nei bambini di 12-15 mesi; la vaccinazione delle bambine in età scolare è stata interrotta nel 1996 e sostituita da una seconda dose di vaccino MPR per tutti i bambini in età prescolare. Sono disponibili i dati sulle interruzioni volontarie di gravidanza legate alla rosolia, sulle nascite di bambini affetti da sindromi da rosolia congenita (RC), sulla suscettibilità alla rosolia in sottogruppi di popolazione e sulle vaccinazioni. Le notifiche di casi di rosolia sono diminuite da circa 50 per anno tra il 1971 e il 1975 a poco più di 20 per anno nel periodo 1986-90, e le interruzioni di gravidanza sono passate da una media di 750 per anno a 50. Dal 1991 al 2002 sono stati registrati circa 40 neonati con RC e 60 interruzioni volontarie di gravidanza.

La figura che riporta il numero di casi di rosolia congenita (CR) e di interruzioni di gravidanza in donne infettate con rosolia nel Regno Unito, rende evidente la drastica riduzione del numero di danni ottenuti in questo Paese grazie alla vaccinazione.

Un terzo delle madri dei bambini nati con una Rosolia congenita si era infettato all'estero, per la maggior parte nel Paese d'origine (infezioni importate); un terzo delle madri nato all'estero, si era infettato nel Regno Unito perché non vaccinato contro la rosolia in età infantile nel Paese di origine; il terzo restante era nato nel Regno Unito.

Le donne nate nel Regno Unito sono molto più protette contro la rosolia delle donne residenti nel Regno Unito, ma nate all'estero.

Fonte

P Tookey Rubella in England, Scotland and Wales Eurosurveillance2004;9:21-22
http://www.eurosurveillance.org/em/v09n04/0904-231.asp

Il controllo della rosolia in Francia

L'introduzione nel 1983 della vaccinazione contro la rosolia nel calendario vaccinale francese ha portato a una drastica riduzione dell'incidenza delle infezioni da rosolia durante la gravidanza e della sindrome da rosolia congenita. Questa riduzione è attestata dai dati di sorveglianza.

Tuttavia, l'insufficiente copertura vaccinale nei bambini (che in Francia da molti anni è stabile intorno all'85%) e nelle donne in età fertile porta a mantenere la circolazione del virus e alla comparsa, ogni anno, di diverse dozzine di infezioni durante la gravidanza. Anche questo esempio dimostra che bisogna proseguire nell'impegno recentemente intrapreso di migliorare la copertura vaccinale se si vogliono prevenire le epidemie dovute a significativi livelli di suscettibilità nelle giovani donne.

Fonte

D. Lévy-Bruhl, C Six, I Parent Rubella control in France Eurosurveillance2004;9:21-22
http://www.eurosurveillance.org/em/v09n04/0904-227.asp

Epidemiologia della rosolia e della sindrome da rosolia congenita in Grecia, 1994-2003

Nel 1993 si è verificata in Grecia una grande epidemia di rosolia e di sindrome da rosolia congenita (SRC). L'epidemiologia della rosolia e della SRC, dal 1993, descritta in questo articolo, si basa su dati di sorveglianza e su studi e rapporti pubblicati.
Dopo il 1993, l'incidenza della rosolia è fortemente diminuita, ma nel 1999 si è verificata un'epidemia più contenuta, che ha riguardato essenzialmente le giovani adulte e sono stati notificati quattro casi di SRC (4/100 000 nascite di bambini vivi).
Attualmente in Grecia viene vaccinata contro la rosolia una proporzione molto alta di bambini, ma la copertura vaccinale degli adolescenti è insufficiente (60-80% a seconda degli studi). Una proporzione non trascurabile di donne in età fertile è suscettibile alla rosolia (10-20% nelle zone urbane). Da ciò consegue che vi è un rischio di epidemie locali o anche più estese. Questa situazione mostra l'importanza dell'attuazione di una politica globale di prevenzione.

Fonte

T. Panagiotopoulos, T. Georgakopoulou Eurosurveillance2004;9:21-22

La situazione in Italia

In Italia la vaccinazione contro la rosolia è raccomandata dal 1972. Dal 1990 è raccomandato il vaccino MPR. I livelli di copertura vaccinale sono però sempre stati relativamente modesti.

I risultati ottenuti da due indagini nazionali facevano rilevare un livello di copertura del 56% nel 1998, salito dopo 5 anni, nel 2003, al 78%. Le differenze regionali però erano ancora rilevanti, con un tasso di copertura variabile dal 55 % delle regioni meridionali al 90 % delle regioni settentrionali.

Questi livelli di copertura hanno portato una riduzione della incidenza della rosolia, ma periodiche epidemie di grandi dimensioni continuano a verificarsi ogni 4 - 5 anni.

Non si hanno invece dati nazionali per quanto riguarda i bambini nati con rosolia congenita o le interruzioni di gravidanza in donne che si sono infettate.

Nel 2002 a Pavia, dove la copertura vaccinale è particolarmente bassa, si sono avuti 13 casi di infezione materna. In 4 casi la gravidanza è stata interrotta. Inoltre, si sono diagnosticati 6 casi di rosolia congenita, 3 in feti e 3 in neonati. Dei tre feti infetti uno fu abortito e due morirono in utero, mentre dei tre neonati con infezione congenita, due presentavano una malattia grave e uno presentava una infezione subclinica.
Durante il follow up dei bambini, uno dei due neonati sintomatici moriva all'età di quattro mesi per una infezione da rosolia disseminata e l'altro, all'età di 15 mesi, presentava cecità bilaterale, sordità e grave ritardo mentale. L'altro bambino all'età di 14 mesi risultava asintomatico.
In complesso in questa piccola parte del nostro Paese si sono avuti 4 bambini non nati e 4 bambini morti a causa della rosolia, una malattia prevenibile con vaccinazione e già eliminata o fortemente controllata in molti altri Paesi.

Fonte

M Ciofi degli Atti, A Filia, M Grazia Revello, W Buffolano, S Salmaso Il controllo della rosolia in Italia Eurosurveillance2004;
9:17-18 http://www.eurosurveillance.org/em/v09n04/0904-529.asp

G. Revello, G. Gorini, M. Zavattoni, M. Furione and G. Gerna
Congenital rubella infection following rubella outbreak in northern Italy, 2002: need for an effective vaccination programme
European Journal of Clinical Microbiology & Infectious Diseases.
http://springerlink.metapress.com/app/home/contribution.asp?wasp=78519up2wm6vtpcb3rt0&referrer=parent&
backto=issue,8,17;journal,2,82;linkingpublicationresults,1:101941,1


Documento aggiornato il 31 ottobre 2004