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QUANTO SONO PERICOLOSE QUESTE MALATTIEMorbillo, orecchioni e rosolia sono spesso considerate malattie che danno pochi disturbi, da cui si guarisce senza conseguenze e che tutti prima o poi avranno, malattie quindi di scarso peso: un piccolo prezzo da pagare per diventare adulti. Non è così. La possibilità, non bassa come si è portati a credere, che diano complicanze severe, unita alla loro contagiosità e diffusione, le rende malattie importanti e pericolose. Il morbillo e la parotite, si accompagnano ad un grave malessere del bambino che, oltre a procurargli una certa sofferenza, ne limita sensibilmente la capacità di svolgere le proprie attività. Il bambino sta male e ha la necessità di essere assistito dai genitori. Il 15 % dei casi di morbillo si complicano. Il 2% delle persone con il morbillo devono essere ricoverate in ospedale. La rosolia quando non colpisce donne in gravidanza è effettivamente una malattia di lieve entità, ma la sua pericolosità per il feto è enorme, inoltre se contratta in età adulta si complica spesso con dolori ed infiammazioni articolari. Per nessuna di queste malattie disponiamo di una terapia specifica.
SINTESI DELLE EVIDENZE A. La malattia non complicata Approfondimenti Tutti si ammalano di morbillo
Tutti si ammalano di parotite (orecchioni)
Tutti si ammalano di rosolia
Le complicanzeB. Mortalità Approfondimenti
C. Complicanze Neurologiche Approfondimenti
D. Complicanze nel caso di infezione in gravidanza Approfondimenti
F. Complicanze rare Approfondimenti
APPROFONDIMENTI Il morbillo Il morbillo è una malattia virale acuta trasmessa da goccioline respiratorie. Il periodo di incubazione è in media di circa 10 giorni, variando dai 7 ai 18. Ha un decorso più grave nei bambini molto piccoli e negli adulti. Le manifestazioni cliniche comprendono febbre, congiuntivite, tosse, raffreddore, cefalea, eruzione cutanea (esantema). La febbre dura almeno una settimana e spesso raggiunge o supera i 39°. L'esantema inizia dal volto, in genere dopo 3-5 giorni di febbre, per proseguire verso tronco e arti, dura 4-7 giorni é costituito da macule di colorito rosso-violaceo, spesso pruriginose. Durante l'esantema la febbre è elevata e le condizioni del malato appaiono notevolmente alterate. Il morbillo è molto infettivo da circa 4 giorni prima e fino a 4 giorni dopo la comparsa dell'eruzione cutanea. Fino a 15-17 persone suscettibili possono essere contagiate da ogni singolo malato. Per la sua alta infettività, sostanzialmente tutte le persone, prima o poi, si ammalano di morbillo e quindi rischiano di essere colpiti dalle sue gravi complicanze. la parotite (orecchioni) La parotite è una malattia virale acuta trasmessa da goccioline respiratorie. Ha un periodo di incubazione di 12-25 giorni. In circa il 30% dei casi l'infezione è solo subclinica e le manifestazioni tipiche sono molto attenuate o assenti. Le manifestazioni cliniche comprendono infiammazione delle parotidi (con gonfiore e dolore ad una o entrambe le ghiandole salivari situate davanti alle orecchie), febbre e mal di testa. La febbre dura da 1 a 6 giorni, l'infiammazione delle parotidi dura anche più di 10 giorni ed è spesso accompagnata da difficoltà a parlare e mangiare. In quasi metà dei casi ci sono sintomi respiratori. Il 20-30% degli uomini adulti presenta un'infiammazione ai testicoli (orchi-epididimite) caratterizzata da gonfiore e dolore che dura 1-2 settimane. Anche in assenza di sintomatologia conclamata, chi si ammala di parotite può trasmettere la malattia ad altre persone. L'infettività dura da circa una settimana prima ad una settimana dopo l'esordio della malattia. Fino a 10-12 persone suscettibili possono essere contagiate da ogni singolo malato o portatore non sintomatico. Come per le altre malattie dell'infanzia, l'infettività è molto elevata, anche se minore del morbillo. Alla fine, perciò, tutti si ammalano di parotite, ma una certa quota si ammala da adolescente quando la malattia può essere molto più pericolosa. La Rosolia acquisita La rosolia acquisita (da distinguere dalla rosolia congenita, con cui indichiamo quella trasmessa dalla madre al feto) è una malattia virale trasmessa da goccioline respiratorie. Ha un periodo di incubazione di circa 2-3 settimane. I sintomi sono spesso modesti e circa il 50% dei casi può essere subclinico o inapparente. Nei bambini l'esantema rappresenta comunemente la prima manifestazione. L'esantema della rosolia normalmente inizia sul volto e quindi progredisce verso il tronco e gli arti, dura circa tre giorni ed è occasionalmente pruriginoso; è più pallido rispetto a quello del morbillo e non tende a confluire. Negli adolescenti e negli adulti è spesso preceduto (da 1 a 5 giorni prima) da febbre modesta, malessere e infezione delle prime vie respiratorie. L'ingrossamento dei linfonodi può durare diverse settimane. Sono più frequentemente coinvolti i linfonodi del collo e quelli situati dietro le orecchie. Negli adulti in circa il 30% dei casi, specie nelle donne, si manifestano artralgia e artrite, che colpiscono più frequentemente le dita ed i polsi. Anche in assenza di sintomatologia conclamata, chi si ammala di rosolia può trasmettere la malattia ad altre persone. L'infettività dura da circa una settimana prima ad almeno 4 giorni dopo l'inizio dell'esantema. Fino a 7-8 persone suscettibili possono essere contagiate da ogni singolo malato o portatore non sintomatico. Come per le altre malattie dell'infanzia, l'infettività è molto elevata anche se minore di morbillo e parotite. Prima o dopo, quindi, tutti si ammalano di rosolia, ma una certa quota si ammala in età giovane adulta quando la malattia può essere molto più pericolosa. Bibliografia
B. MortalitàLa mortalità per morbillo nei Paesi industrializzati è compresa tra 0,1 e 2 decessi ogni mille casi. Nel periodo 1999-2000 si è verificata un'epidemia di morbillo in una comunità religiosa olandese contraria alle vaccinazioni, con complessivamente circa 3000 casi notificati e 3 morti (mortalità 1 su 1000). Nel 2000 si è avuta un'epidemia in Irlanda con 1396 casi notificati e due morti (mortalità 1,5 su 1000). In Campania, durante l'epidemia che ha interessato nel 2002 le Regioni meridionali dell'Italia, si sono stimati circa 40 mila casi e 4 decessi con una letalità di 0,1 decessi ogni mille casi; ulteriori morti si sono verificate in altre Regioni. In Giappone nel 2000 si sono avuti 88 morti e 200 mila casi di morbillo con una letalità di 0.44 per mille. Negli USA tra il 2001 e il 2003 si sono avuti 216 casi di morbillo con due morti con una letalità dell'1%. Il rischio aumenta negli adolescenti e negli adulti. La polmonite è responsabile di circa il 60% dei decessi ed è la principale causa di morte del bambino, mentre l'encefalite lo è nell'adolescente e nell'adulto. La mortalità per parotite è variabile da 2.5 - 50 casi per milione. La metà dei casi di morte si verifica nelle persone di età superiore a 19 anni. La letalità della rosolia è di un decesso ogni 30 mila casi. BIBLIOGRAFIA
L'encefalopatia postinfettiva è una complicanza poco frequente del morbillo, della rosolia e eccezionalmente anche della parotite. Un caso di encefalite si verifica approssimativamente ogni 1000 casi di morbillo, ogni 5000 casi di rosolia e ogni 50.000 casi di parotite. Nel morbillo, si verifica in genere dopo 6 giorni dall'esantema (1 - 15 gg) ed è caratterizzata da febbre, mal di testa, rigidità nucale, vomito, irritazione meningea, convulsioni e coma. Circa il 25 % di queste persone hanno esiti neurologici permanenti. La letalità dell'encefalite è approssimativamente del 15 %. Nell'epidemia di morbillo del 1999-2000 in una comunità religiosa olandese contraria alle vaccinazioni, con circa 3000 casi notificati si sono avuti 5 ricoveri per encefalite. In Italia nel 2002 sono stati ricoverati 81 bambini di età inferiore a 14 anni per un'encefalite che ha complicato il morbillo.
2) Panencefalite sclerosante subacuta (PESS) La Panencefalite sclerosante subacuta è una rara malattia degenerativa del sistema nervoso centrale causata dalla persistenza di un virus del morbillo difettivo all'interno del tessuto cerebrale. I segni e i sintomi di deterioramento mentale e motorio si verificano in media a distanza di 7 anni dal morbillo. Il bambino va incontro a cambiamento progressivo della personalità, convulsioni miocloniche, coma e decesso. La malattia è sempre mortale. La frequenza è di circa 1 caso di PESS ogni 100.000 casi di morbillo. E' più frequente nei bambini che hanno subito il morbillo nei primi due anni di vita. Sono stati segnalati anche 20 casi di panencefalite progressiva dopo rosolia.
Una meningite asettica si verifica nel 4 - 6% delle persone con parotite. Si tratta di una forma lieve clinicamente indistinguibile da altre forme di meningite asettica. La maggior parte di questi casi è comunque ricoverata. Questa forma di meningite è benigna e guarisce senza determinare esiti permanenti in 3- 20 giorni. Una parte dei casi di meningoencefalite da parotite si verifica senza che vi sia un evidente interessamento delle parotidi.
Convulsioni febbrili sono relativamente rare. E' riportata una frequenza di 6-7 casi ogni mille casi di morbillo. L'episodio convulsivo è considerato come una particolare reazione del sistema nervoso, al rapido innalzarsi della temperatura. In genere si verifica nei bambini tra i sei mesi ed i 5 anni di vita ed è indipendente dalla causa della febbre. Solitamente si manifesta con perdita di coscienza e scosse degli arti, talvolta con uno stato di irrigidimento o di rilasciamento muscolare. In genere dura alcuni minuti, dopo di che spesso compare una profonda sonnolenza, che rappresenta il periodo di ritorno alla normalità. Le convulsioni febbrili si risolvono senza sequele.
La parotite è la principale causa di sordità neurosensoriale tra i bambini. Questa sordità di solito compare improvvisamente e rimane per tutta la vita, nell'80% dei casi è monolaterale. Spesso si accompagna a disturbi vestibolari con alterazioni dell'equilibrio. La frequenza di questa complicanza è rara: 1 caso ogni 20 mila. Disturbi uditivi transitori sono invece relativamente frequenti e si hanno nel 4 - 6% dei casi di parotite.
D. Complicanze nel caso di infezione in gravidanza Oltre l'85 % dei neonati infettati dalla rosolia nel primo trimestre di gestazione sviluppa una sindrome da rosolia congenita che può interessare qualsiasi organo. Le anomalie più frequenti sono oculari (cataratta, retinopatia, glaucoma), cardiache, uditive (sordità neurosensoriale) e neurologiche (ritardo mentale, disturbi comportamentali). Prima della vaccinazione l'incidenza era compresa tra 1 e 2 casi ogni 10000 nati vivi nei periodi tra le epidemie e saliva a 10 - 40 casi ogni 10000 nati vivi nei periodi epidemici. L'infezione da parotite nel primo trimestre causa aborto spontaneo in più del 25% dei casi. Invece, nonostante il virus della parotite possa attraversare la placenta e infettare il feto, non vi sono prove del fatto che l'infezione in gravidanza causi malformazioni congenite. Il morbillo in corso di gravidanza sembra aumentare il rischio di aborto spontaneo, di parto prematuro e di basso peso del bambino alla nascita.
E. Altre complicanze importanti e frequenti Complessivamente il 15 % dei casi di morbillo si complica e il 2% dei malati deve essere ricoverato in ospedale. Anche la parotite si può complicare soprattutto quando l'infezione è acquisita dagli adolescenti e dagli adulti. La rosolia si complica invece con minore frequenza, le complicanze sono soprattutto a carico delle donne adulte. L'otite media complica con relativa frequenza il morbillo, si manifesta infatti in circa un bambino ogni 10. La sintomatologia è simile a quella delle altre otiti con dolore, febbre e insonnia. Colpisce quasi esclusivamente i bambini.
La diarrea è tra le complicanze più frequenti del morbillo (8% dei casi). Nei Paesi in via di sviluppo la diarrea può essere persistente e la conseguente disidratazione può essere molto pericolosa. Invece, nei nostri Paesi si tratta di una complicanza non grave seppur frequente del morbillo.
La trombocitopenia idiopatica (riduzione del numero di piastrine circolanti) è una complicanza poco frequente del morbillo e della rosolia. Si verifica in un caso ogni 3.000 casi di morbillo e con la stessa incidenza (1 caso ogni 3000) anche in corso di rosolia. Complica la fase acuta della malattia ma può anche comparire, spesso improvvisamente a distanza di due-tre settimane dalla malattia virale. Si manifesta con una porpora (comparsa, di solito agli arti, di macchie dovute a piccole emorragie cutanee), sangue da naso (epistassi) e ha in genere un decorso clinico benigno. Raramente si hanno gravi manifestazioni emorragiche. La maggioranza dei bambini recupera rapidamente, in media dopo tre-quattro settimane, un numero di piastrine normale, anche senza alcuna terapia. Le cronicizzazioni e le recidive dopo la sospensione della terapia, rare nei bambini, sono più frequenti negli adulti. In Italia nel 2002 sono stati ricoverati 16 bambini di età inferiore a 14 anni per una trombocitopenia che ha complicato il morbillo.
Una polmonite complica circa il 6% dei casi di morbillo. Si può trattare di una polmonite virale o di un'infezione batterica (Stafilococco, pneumococco, ecc.) che si sovrappone a complicare il morbillo. La polmonite è la principale causa di morte del bambino con il morbillo. Nell'epidemia di morbillo del 1999-2000 in una comunità religiosa olandese contraria alle vaccinazioni, in circa 3000 casi di malattia si sono avuti 156 casi di polmonite. In Italia nel 2002 sono stati ricoverati 391 bambini di età inferiore a 14 anni per una polmonite che ha complicato il morbillo.
La pancreatite è riportata come complicanza della parotite nel 4% dei casi. Verso la fine della prima settimana, alcuni pazienti possono accusare grave nausea e vomito, con dolore addominale particolarmente intenso all'epigastrio. Questi sintomi scompaiono nell'arco di 1 settimana e il paziente guarisce completamente. L'iperglicemia nella pancreatite da parotite è transitoria e reversibile. Anche se sono state riportate segnalazioni di isolati casi di diabete mellito correlati temporalmente alla parotite e sono state descritte anche “epidemie” di diabete avvenute a pochi mesi di distanza da epidemie di parotite, non vi sono prove di una relazione tra pancreatite da parotite e diabete mellito.
6) Orchite (infiammazione dei testicoli) L'orchite è una complicanza molto comune della parotite nei maschi adolescenti o adulti. Si verifica nel 20-50 % dei casi di parotite, di solito dopo l'infiammazione parotidea, ma in alcuni casi la può precedere. E' bilaterale nel 20-30% dei casi. Di solito ha un inizio improvviso con dolore testicolare, rossore, gonfiore, nausea, vomito e febbre. Il dolore dura una settimana mentre il gonfiore può essere presente per settimane. Circa il 50% delle persone con orchite hanno un certo grado di atrofia testicolare, ma la sterilità è rara. Anche la rosolia può spesso provocare dolore testicolare negli uomini adulti.
7) Ooforite (infiammazione delle ovaie) L'infiammazione delle ovaie è presente nel 5% delle donne adolescenti e adulte. Questa complicanza è meno dolorosa dell'orchite nell'uomo e si risolve senza determinare una riduzione della fertilità.
Interessamento articolare si può verificare nel 70 % delle donne adulte, mentre è possibile ma raro nei bambini e nei maschi adulti. Sono soprattutto colpite le dita, il polso e le ginocchia. I dolori articolari di solito si verificano contemporaneamente o subito dopo la comparsa dell'esantema cutaneo; possono durare fino ad un mese. L'artrite cronica è una rara complicanza della rosolia.
In conseguenza delle tre malattie che possono essere evitate con il vaccino MPR si possono avere altre complicanze meno frequenti.
Bibliografia
Documento aggiornato il 5 novembre 2004 |
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