La situazione in Italia

Sintesi delle evidenze

  • Il morbillo è stato fortemente ridotto in Italia. Questo vale soprattutto per alcune Regioni.
  • In Italia si continuano a verificare epidemie e si continua a morire di morbillo.
  • La frequenza di rosolia si è fortemente ridotta.
  • In Italia continuano a nascere bambini con la rosolia congenita o vi sono gravidanze interrotte a causa della rosolia.
  • La parotite si è fortemente ridotta soprattutto in questi ultimi anni.
  • Un bambino su 5 non è ancora protetto per morbillo, parotite, rosolia.
  • La probabilità di essere vaccinato varia da regione a regione. Si va da regioni dove meno
    di un nuovo nato ogni 20 è a rischio ad altre in cui la metà dei bambini non è ancora protetta.
  • Il morbillo, la rosolia e la parotite non sono ancora eliminate nel nostro Paese perché la
    copertura vaccinale è inadeguata.
  • L'Italia è uno dei Paesi al mondo dove minore è la protezione dei bambini contro il morbillo.

Approfondimenti

Il morbillo
La rosolia
La parotite
Copertura vaccinale

Il Morbillo

Dall'introduzione del vaccino antimorbilloso in poi si è assistito ad un progressiva riduzione dell'incidenza
della malattia anche se le epidemie hanno continuato a succedersi regolarmente ogni 2 -3 anni.

Negli anni 90, in media si registravano ancora in Italia circa 24.000 casi di morbillo, con notevoli oscillazioni
tra gli anni epidemici (fino a quasi 70 mila casi notificati) ed i periodi tra le epidemie.

Soltanto nelle Regioni in cui si è riusciti a vaccinare la maggior parte dei bambini si è ottenuta una reale
riduzione del numero dei casi di morbillo.

L'ultima epidemia che ha diffusamente interessato tutto il nostro Paese si è verificata nel 1997. Nel 2002 e
2003 si è verificata una epidemia che ha interessato soprattutto le Regioni meridionali dove minore era la
copertura vaccinale.

I dati raccolti dall'Istituto Superiore di Sanità attraverso la rete di sorveglianza delle malattie prevenibili da
vaccino (morbillo, rosolia, parotite epidemica, pertosse, varicella), basata sui pediatri di libera scelta (SPES),
permettono di descrivere con molta precisione la recente epidemia.

L'epidemia è iniziata nei primi mesi del 2002 per ridursi nel corso dell'estate. Ha interessato soprattutto la
Campania (incidenza 3346 casi per 100 mila bambini tra 0 e 14 anni) la Calabria (2514 casi per 100.000) il Molise
(1917 casi per 100.000) e il Lazio (535 casi per 100.000).

L'epidemia è quindi ripresa in alcune regioni anche l'anno successivo. Sono state in particolare interessate la
Calabria (6404 casi per 100 mila) la Puglia (2811 casi per 100 mila) l'Abruzzo (1656 casi per 100 mila), Questa
epidemia ha avuto ripercussioni anche nelle altre regioni che hanno subito tutte un aumento del numero dei casi.


L'Italia nel 2002 è stato tra i Paesi che hanno avuta le maggiori frequenze di morbillo.

Questa situazione è evidenziata dalla mappa successiva che riporta l'incidenza di morbillo nei diversi
Paesi del mondo. Dove le coperture sono ridotte, come in Italia e pochi altri Paesi industrializzati, o in molto
Paesi poveri dell'Africa e dell'Asia, l'incidenza del morbillo è elevata.


Fonte

http://www.ministerosalute.it/promozione/malattie/bollettino.jsp

http://www.spes.iss.it/

http://www.ministerosalute.it/promozione/malattie/schede/mpr.doc

Epidemia di morbillo in Campania 2002

I casi di morbillo notificati in Italia in periodo pre-vaccinazioni variavano dai 25000 ai 90000 all'anno fino al
termine degli anni '80 per poi diminuire gradatamente con l'aumento del numero dei vaccinati. La precedente
epidemia si era verificata nel periodo 1995-97.

In Italia nel 2000 la copertura vaccinale contro il morbillo con almeno una dose all'età di 2 anni era in media
del 74%, con dati che arrivavano attorno e sopra il 90% in Friuli, Emilia e Veneto, ma che in Campania si
abbassavano al 53%.

In quest'ultima regione, nei primi mesi del 2002, l'incidenza del morbillo è aumentata rapidamente dando
inizio ad un'epidemia che si è poi diffusa anche ad altre regioni del Sud Italia a bassa copertura vaccinale
(Molise, Puglia, Calabria). Nelle regioni italiane a copertura vaccinale maggiore, si è invece avuto solo un
piccolo aumento del numero dei casi, quasi tutti importati, senza il verificarsi di vere e proprie epidemie.

Si stima, attraverso l'uso di un sistema attivo di sorveglianza che coinvolge i pediatri della regione, che,
nella sola Campania, circa 40000 bambini minori di 15 anni si siano ammalati nel periodo gennaio-luglio 2002,
con una incidenza della malattia maggiore nelle province di Napoli e Caserta, dove il tasso di vaccinazione
era più basso.

In questo gruppo d'età i soggetti ricoverati in ospedale sono stati 469 (circa 1 ogni 100 casi); tra questi i
bambini minori di un anno erano 44 (circa 6 ogni 100 casi minori di un anno).

Nel 70% dei casi a causare il ricovero era stata la sola sintomatologia tipica del morbillo, senza
complicanze; tra i casi con complicanze, il 23% lamentava problemi respiratori (polmoniti, broncopolmoniti),
il 3% encefalite (12 casi).

Tre bambini, di 6 mesi, 4 anni e 10 anni, sono morti.

Per i maggiori di 15 anni, si stimano circa 4500 casi con 125 ricoveri (circa 3 ogni 100 casi) e 3 casi di encefalite.

Una persona di 29 anni è morta per complicanze respiratorie.

Bibliografia

CDC. Measles Epidemic Attributed to Inadequate Vaccination Coverage --- Campania, Italy, 2002. MMWR 2004;
52:1044-7
http://www.cdc.gov/mmwr/preview/mmwrhtml/mm5243a4.htm

Italian Ministry of Health. Routine vaccination coverage data. Available at http://www.ministerosalute.it/
promozione/malattie/dati_statistici.jsp?label=cop

Ciofi degli Atti ML, Salmaso S, Vellucci L, Caraffa De Stefano D. New measles epidemic in southern Italy:
1,217 cases reported to sentinel surveillance, January--May 2003.
Euro Surveill 2003.
http://www.eurosurveillance.org/ew/2003/030703.asp

La rosolia

La rosolia acquisita

In Italia la vaccinazione contro la rosolia è raccomandata dal 1972. Dal 1990 è raccomandato il vaccino MPR.
I livelli di copertura vaccinale sono però sempre stati relativamente modesti e con forti differenze regionali.
Questi livelli di copertura hanno portato una riduzione dell'incidenza della rosolia ma continuano comunque a
verificarsi periodiche epidemie di grandi dimensioni ogni 4 - 5 anni.

Negli anni 90 si sono avute le due ultime grandi epidemie con oltre 30 mila casi notificati ciascuna.

Poiché la vaccinazione antirosolia è stata attuata, in passato, soprattutto nelle ragazze preadolescenti, più
dell'80% dei casi di rosolia riguardano soggetti di sesso maschile, a testimonianza dell'effetto protettivo
della vaccinazione.

La rosolia congenita

Non si hanno invece dati nazionali per quanto riguarda i bambini nati con rosolia congenita o le interruzioni di
gravidanza in donne che si sono infettate.

I danni conseguenti alle infezioni in gravidanza sono però costantemente presenti nel nostro Paese com'è
testimoniato da quanto è successo a Pavia nel 2002.

In questa zona, dove la copertura vaccinale è particolarmente bassa, si sono avuti 13 casi di infezione materna.
In 4 casi la gravidanza è stata interrotta. Inoltre, si sono diagnosticati 6 casi di rosolia congenita, 3 in feti e 3
in neonati. Dei tre feti infetti uno fu abortito e due morirono in utero mentre dei tre neonati con infezione congenita
due presentavano una malattia grave e uno presentava un'infezione subclinica.
Durante il follow up dei bambini, uno dei due neonati sintomatici moriva all'età di quattro mesi per un'infezione da
rosolia disseminata e l'altro, all'età di 15 mesi, presentava cecità bilaterale, sordità e grave ritardo mentale. L'altro
bambino all'età di 14 mesi era rimasto asintomatico.
In complesso in questa piccola parte del nostro Paese si sono avuti 4 bambini non nati e 4 bambini morti a causa
della rosolia: una malattia prevenibile con vaccinazione ed eliminata o fortemente controllata in molti altri Paesi.

Fonte

M Ciofi degli Atti, A Filia, M Grazia Revello, W Buffolano, S Salmaso Il controllo della rosolia in Italia Eurosurveillance2004;
9:17-18
http://www.eurosurveillance.org/em/v09n04/0904-529.asp

G. Revello, G. Gorini, M. Zavattoni, M. Furione and G. Gerna Congenital rubella infection following rubella outbreak in
northern Italy, 2002: need for an effective vaccination programme European Journal of Clinical Microbiology & Infectious
Diseases.
http://springerlink.metapress.com/app/home/contribution.asp?wasp=78519up2wm6vtpcb3rt0&referrer=parent&
backto=issue,8,17;journal,2,82;linkingpublicationresults,1:101941,1

http://www.ministerosalute.it/promozione/malattie/bollettino.jsp


Parotite

La frequenza di parotite è rimasta sostanzialmente costante dal 1960 alla fine degli anni 90. Le epidemie si susseguivano
regolarmente ogni 2 - 3 anni. In media si registravano oltre 40 mila casi di parotite l'anno. L'ultima epidemia si è
verificata nel 1997. Da allora si è assistito ad una rapida riduzione della frequenza di malattia, Nel 2003 si è avuto il
numero minimo di notifiche nel nostro Paese. In quest'ultimo anno sono stati segnalati solo 2942 casi.

Andamento del numero di casi di parotite in Italia. (periodo 1964 - 2003)

Fonte

http://www.ministerosalute.it/promozione/malattie/bollettino.jsp

Coperture vaccinali per MPR

Da oltre 15 anni è raccomandato il vaccino MPR però i livelli di copertura vaccinale sono ancora sub-ottimali.

La copertura nazionale di vaccinazione contro il morbillo nei nuovi nati è salita in questi ultimi anni dal 56% all'83,9%.
E' un livello di protezione ancora inadeguato, ma si spera che l'impegno dei servizi di Vaccinazione di tutto il Paese
porti finalmente a raggiungere il livello di vaccinazione che garantisce l'eliminazione del morbillo e della rosolia e la
protezione di tutti i bambini Il piano nazionale di eliminazione è un'occasione per raggiungere questo risultato.

Nel nostro Paese ci con ancora alcune importati differenze regionali. Cinque Regioni hanno una livello di protezione
superiore al 90 %, il livello massimo è ottenuto dai servizi della Basilicata con il 96.6% di nuovi nati vaccinati. Si
hanno, d'altra parte, ancora tre regioni con un livello di protezione inferiore al 80 %: Liguria, Provincia Autonoma
di Bolzano e Calabria, ultima con solo il 53.4% di copertura vaccinale, dove nascono i bambini meno protetti.




 






 

Ministero della Salute, sui dati forniti da Regioni e P.A. al 27 settembre 2004


Ancora oggi, la protezione dei bambini del nostro Paese contro il morbillo è minore di quella assicurata ai bambini di molte altre parti del mondo. Come si vede dalla mappa che riporta i livelli di copertura vaccinale raggiunti nei diversi Paesi (periodo 2000-2003), l'Italia è superata nella protezione contro il morbillo da almeno altri 129 Paesi.

 

 

Coperture media (2000- 2003) Stima agosto 2004 WHO/UNICEF


 

 

Fonte

http://www.ministerosalute.it/promozione/malattie/documenti/CopVaccPED2003.pdf

http://www.ministerosalute.it/promozione/malattie/bollettino.jsp

Documento aggiornato il 31 ottobre 2004