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VACCINI,
LA GRANDE SFIDA PER SALVARE I BAMBINI
30.500 bambini muoiono
ogni giorno, nel mondo, per malattie banali, gran parte delle quali si
potrebbero prevenire con le vaccinazioni. Eppure vaccinare un bambino
contro le 6 principali malattie killer costa in media solo 30.000 lire
(compresi i costi dei vaccini, aghi e siringhe sterili, impianti per la
refrigerazione).
Grazie ai risultati delle
campagne condotte dall'UNICEF negli scorsi decenni, che hanno portato
dal 5% del 1974 al 74% del 1998 la percentuale di bambini del mondo vaccinati
contro le sei principali malattie killer (polio, morbillo, pertosse, tetano,
difterite, tbc), attualmente i programmi di vaccinazione riescono a salvare
3 milioni di bambini lanno in tutto il mondo. Ma ogni anno nascono
30 milioni di bambini che non riceveranno neppure quelle sei vaccinazioni
di base. E milioni di bambini continuano a morire ogni anno a causa di
malattie che potrebbero essere prevenute con vaccini già esistenti.
Inoltre sta crescendo il divario tra i vaccini prontamente disponibili
per i bambini che vivono nei paesi più poveri, in assoluto i meno protetti,
e quelli disponibili per i bambini dei paesi industrializzati. Per questo
l'UNICEF ha promosso una "Grande Alleanza per i Vaccini" ("Global
Alliance for Vaccines and Immunization", in sigla GAVI),
per assicurare a ogni bambino del mondo la protezione dalle malattie prevenibili
con i vaccini.
Obiettivo dell'alleanza è rilanciare i programmi di vaccinazione a tutti
i livelli: internazionale, regionale e nazionale. Lalleanza GAVI
si propone di ridurre questo gap attraverso unazione combinata che
coinvolge le organizzazioni internazionali di sviluppo, le banche per
lo sviluppo multilaterale, le organizzazioni filantropiche, i leader del
settore privato e altri soggetti, uniti nel promuovere limpegno
mondiale per le vaccinazioni; nella convinzione che limmunizzazione
è una pietra angolare per la salute, una componente chiave di un più largo
quadro di sviluppo economico e di riduzione della povertà, e un passo
avanti essenziale nella protezione della salute dei bambini.
Per realizzare la missione di proteggere i bambini di tutti i paesi del
mondo, di tutti i livelli socio-economici, da malattie prevenibili con
le vaccinazioni, la GAVI ha stabilito alcuni obiettivi prioritari:
- estendere la copertura dei servizi di
vaccinazione già avviati;
- espandere luso di tutti i vaccini
esistenti a costi ridotti;
- accelerare lo sviluppo e lintroduzione
di nuovi vaccini e tecnologie;
- accelerare la ricerca e lo sviluppo
di vaccini per combattere malattie molto diffuse nei paesi in via di
sviluppo;
- far sì che la copertura immunitaria
sia un punto centrale nelle politiche di sviluppo internazionale.

VACCINAZIONI, LE PRIME
CAMPAGNE DI MASSA
Tra la fine degli anni
40 e i primi anni 50 lUNICEF fu protagonista, insieme alla Croce
Rossa, della campagna internazionale contro la tubercolosi, mirata
a vaccinare tutti i bambini europei. Questa campagna segnò un crescente
coinvolgimento dellUNICEF nellassistenza sanitaria, oltre
che nellassistenza alimentare e di emergenza. Nuovi medicinali e
nuovi vaccini erano sempre più a buon mercato e per la prima volta nella
storia offrivano la reale possibilità di eliminare antiche piaghe.
La prima malattia a soccombere alla campagna di massa, negli anni 50,
fu la framboesia, una terribile malattia della pelle diffusissima
nei paesi tropicali. E questo successo fu anche di stimolo ad altre campagne,
tra cui quelle contro la tubercolosi, il tracoma e la lebbra.
Nei decenni successivi, mentre grazie alla crescente diffusione delle
vaccinazioni anti vaiolo questa malattia si avviava alla scomparsa
(ufficialmente decretata nel maggio 1980, con la conseguente sospensione
delle vaccinazioni in tutto il mondo), la poliomielite diventava
epidemica. Ma in realtà la poliomielite è una malattia antica, che accompagna
l'umanità da oltre 3000 anni; le sue nefaste conseguenze sono rappresentate
persino in un antico bassorilievo egiziano.

L'OFFENSIVA FINALE CONTRO
LA POLIOMIELITE.
Una grande offensiva finale
contro la poliomielite è stata lanciata dall'ONU nel settembre 2000, a
New York, in occasione del Global Polio Partners Summit. Avviata
nel 1988, liniziativa mondiale per sconfiggere la polio, condotta
dallUNICEF, dallOMS, dal Rotary International e dal CDC (Center
for Disease Control and Prevention) di Atlanta, sta dando buoni risultati:
il numero dei casi di malattia, dodici anni fa intorno ai 350.000, è drasticamente
sceso nel 1999 a 7.000 casi accertati, cui vanno aggiunti 20.000 casi
presunti ma non accertati.
La polio sta rapidamente scomparendo in molte parti del mondo: soltanto
12 anni fa 125 paesi erano colpiti dal virus, che adesso resiste ancora
in 30 paesi tra cui India, Angola, Nigeria, Iraq, Somalia, Sudan ed Etiopia,
Afghanistan, Bangladesh e Pakistan. La polio è stata ormai debellata in
Europa, in America, nelle regioni del Pacifico Orientale, ed è quasi scomparsa
in Africa. I progressi finora ottenuti sono notevoli: solo lo scorso anno,
durante le Giornate Nazionali e Regionali di Vaccinazione - anche grazie
allimpegno di oltre 10 milioni di volontari in quasi 100 nazioni
sono stati vaccinati 470 milioni di bambini.
I costanti conflitti in alcuni paesi dellAfrica e dellAsia
meridionale hanno creato serie difficoltà allo svolgimento delle campagne
contro la polio, ma efficaci interventi da parte dellUNICEF e di
altre Agenzie dellONU sono riusciti ad ottenere tregue durante le
quali le fazioni in guerra hanno deposto le armi in giorni stabiliti per
permettere agli operatori sanitari di vaccinare i bambini. In queste "Giornate
di tranquillità" sono stati vaccinati, solo questanno, nella
R.D. del Congo 11 milioni di bambini; nel 1999 sono stati vaccinati 4,4
milioni di bambini in Afghanistan e 3 milioni di bambini in Angola; analoghi
interventi sono stati realizzati in Sierra Leone e nel Sudan meridionale,
in Iraq e Somalia.

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