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Epatite A
Cenni
clinici
E una malattia virale
acuta che colpisce il fegato. Dopo un periodo di incubazione di 15-50
giorni (mediamente 30), compaiono, in genere bruscamente, febbre, malessere,
nausea, inappetenza, vomito, dolore addominale, seguiti dopo pochi giorni
da ittero; la malattia solitamente ha un'evoluzione benigna conferendo
un' immunità permanente. I sintomi clinici generalmente non durano oltre
2 mesi, solo nel 10-15% dei casi si ha un decorso prolungato fino a 6
mesi. Nei Paesi in via di sviluppo l'infezione del virus dell'epatite
A colpisce generalmente l'infanzia e presenta un decorso asintomatico
nel 70% dei casi o sintomi lievi.
Raramente linfezione determina unepatite fulminante. Il tasso
di mortalità è di circa lo 0.3%, ma è più elevato con lavanzare
delletà (in soggetti di età superiore a 40 anni è di circa il 2%).
La trasmissione può avvenire per contatto diretto da persona a persona,
tramite oggetti o mani contaminate; attraverso l'ingestione di acqua e
alimenti contaminati, specie verdure e molluschi poco cotti o consumati
crudi. Il virus può essere trasmesso, anche se più raramente, per via
parenterale. Rara è la trasmissione dalla madre al bambino, durante il
parto.
La contagiosità di un soggetto va da 1-2 settimane prima dellinsorgenza
dei sintomi fino a una settimana dopo la comparsa dellittero.
Diffusione
E il
più comune tipo di epatite riportato in Italia dove la malattia è endemica
soprattutto nelle Regioni meridionali. E presente in tutto il mondo,
soprattutto in America Centrale, Sud America, Africa, Medio Oriente, Asia
e Pacifico Occidentale. Nei Paesi in via di sviluppo a scarso livello
igienico-sanitario è uninfezione endemica e interessa soprattutto
la prima decade di vita; nei Paesi industrializzati il contagio avviene
in età adulta.
Rischi
per i viaggiatori
Il rischio di acquisire l'infezione
da epatite A per i viaggiatori all'estero varia con le condizioni di vita,
la durata del soggiorno, e l'incidenza della malattia nell'area visitata.
I viaggiatori nel Nord America, eccetto il Messico, e nei Paesi sviluppati
dell'Europa, Giappone, Australia, e Nuova Zelanda, non hanno un elevato
rischio di infezione. Per i viaggiatori nei Paesi in via di sviluppo il
rischio aumenta con la durata del viaggio, ed è più elevato in coloro
che vivono o visitano aree rurali, oppure mangiano o bevono frequentemente
in situazioni di scarsa igiene. Molti casi di epatite A collegata al viaggio
si verificano in persone dirette in Paesi in via di sviluppo nonostante
seguano itinerari turistici, abbiano alloggi adeguati e attenzioni nel
consumo dei cibo Nei viaggiatori e lavoratori non immuni che soggiornino
in aree endemiche, la malattia è 40 volte più frequente rispetto alla
febbre tifoide e 800 volte rispetto al colera.
Il vaccino antiepatite A è raccomandato per tutte le persone suscettibili
che viaggiano o lavorano in Paesi a media o alta endemia di infezione.

Misure
preventive
Il virus
dell'epatite A è inattivato dall'ebollizione o dalla cottura a 85°C per
circa 1 minuto. I cibi cotti potrebbero costituire un veicolo per la malattia
se vengono contaminati dopo la cottura. E' raccomandata un'adeguata clorazione
dell'acqua per inattivare il virus. Nei Paesi in via di sviluppo i viaggiatori
potrebbero minimizzare il rischio di epatite A e di altre malattie gastrointestinali
evitando cibi e acqua potenzialmente contaminati: non devono bere acqua
non sicura e bevande con ghiaccio né mangiare frutti di mare crudi, verdure
crude, frutta da sbucciare.

Vaccino
E disponibile
un vaccino costituito da virus inattivato, e somministrato per via intramuscolare
nel deltoide; esso determina una protezione già dopo 14-21 giorni dalla
somministrazione di una singola dose. Una dose di richiamo somministrata
dopo 6-12 mesi conferisce una protezione per oltre 10 anni (vedi tabella).
Vi sono pochi dati sullimmunogenicità del vaccino nel lattante,
ma essi indicano elevate percentuali di sieroconversione.
La profilassi si effettua attraverso le comuni norme igienico-sanitarie,
tuttavia la vaccinazione rappresenta la misura di prevenzione più efficace.
Nonostante la vaccinazione non sia controindicata in una persona immune
e non aumenta il rischio di eventi avversi , uno sceening per la ricerca
di anticorpi anti-epatite A prima del viaggio può essere utile per determinare
la suscettibilità ed evitare vaccinazioni non necessarie.
Lo screening sierologico pre-vaccinale può essere indicato in soggetti
che probabilmente hanno già avuto una precedente infezione di epatite
A come adulti di età superiore a 40 anni e nati in zone media ed alta
endemia, se il costo dello screening è inferiore al costo del vaccino.
Non è indicato il test postvaccinale per controllare la risposta anticorpale.
Vaccini antiepatite A
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Tipo di
vaccino
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Età
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dose
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n. dosi
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schedula
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Richiamo
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Havrix
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5 mesi-16 anni
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720 U.E.
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2
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0-12 mesi
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Oltre 10 anni
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Havrix
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> 16 anni
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1440 U.E.
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2
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0-12 mesi
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Vaqta
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2-17 anni
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25 U
|
2
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0-12 mesi
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Vaqta
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> 17
|
50 U
|
2
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0-12 mesi
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Efficacia
del vaccino
In studi randomizzati in doppio cieco
lefficacia protettiva del vaccino per lepatite A si è dimostrata
essere molto elevata (del 94-100%).
Un ciclo vaccinale completo determina un elevato titolo anticorpale dopo
15 giorni dalla vaccinazione, sebbene inferiore a quello osservato a seguito
di infezione naturale. Lefficacia a lungo termine non è stata ancora
stabilita in quanto il vaccino è disponibile da non molti anni; tuttavia
anticorpi titolabili persistono per almeno 8 anni, negli adulti, dopo
un ciclo completo. Modelli matematici stimano che i livelli protettivi
di anticorpi possono persistere da 24 a 47 anni.
In studi recenti è stato dimostrato inoltre che il vaccino anti-epatite
A è efficace nella prevenzione dellinfezione dopo lesposizione:
è pertanto consigliato per gli esposti al contagio familiare in alternativa
alle immunoglobuline. Il vaccino si è dimostrato efficace anche nel bloccare
le epidemie.

Effetti
collaterali
Tra gli effetti
indesiderati vengono segnalati dolore, rossore e tumefazione in sede di
iniezione nel 21% dei bambini vaccinati e nel 56% degli adulti; questi
sintomi sono generalmente lievi e autolimitantisi. Reazioni sistemiche
come malessere, facile stancabilità, febbre, nausea, vomito e perdita
di appetito sono riportati in meno del 5% dei vaccinati. La cefalea è
stata associata alla vaccinazione in oltre il 16% degli adulti e nel 9%
dei bambini. Non sono mai state segnalate reazioni avverse gravi. Nella
sorveglianza postmarketing sono stati riportati rari eventi avversi associati
al vaccino come sincope, ittero, eritema multiforme, convulsioni: non
è stato, comunque, stabilito un rapporto causale con la vaccinazione.
Precauzioni
e controindicazioni
Il vaccino
non deve essere somministrato a soggetti con ipersensibilità accertata
verso i componenti del vaccino o che hanno mostrato segni di ipersensibilità
a seguito di una precedente somministrazione dello stesso vaccino. Unaltra
controindicazione è rappresentata da malattie acute importanti.
Gravidanza
Non sono disponibili dati sufficienti sulla sicurezza del vaccino
in gravidanza e durante lallattamento. Tuttavia poiché il vaccino
è prodotto a partire dal virus inattivato, si ritiene che il rischio teorico
per la donna in gravidanza e il feto in via di sviluppo sia molto basso.
Il vaccino, pertanto, dovrebbe essere somministrato solo se strettamente
necessario.

Bibliografia
- S.A. Plotkin: Vaccines, third
edition
- A.S. Benenson: Manuale per il
controllo delle malattie trasmissibili; XVI edizione
- Red Book 2000 - American Academy
of Pediatrics
- Health Information for International
Travel CDC, Atlanta
- M. Pontecorvo, M. Piazza: Vaccini
e Immunoglobuline VIII edizione.
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