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Epatite B
Cenni
clinici
E una malattia virale
che colpisce solo luomo, che può presentarsi come una semplice sieroconversione
asintomatica (nel 50% degli adulti) fino alla malattia subacuta o conclamata.
La malattia si manifesta, dopo un periodo di incubazione di 45-160 giorni,
con malessere, mancanza di appetito, nausea, vomito, dolore addominale,
e comparsa, dopo 1-2 giorni, di ittero.
La forma acuta in circa l1-2% dei casi evolve in epatite fulminante
che ha un tasso di mortalità di 63-93
Il 10% delle infezioni acute negli adulti e il 90% nei bambini nati da
madri portatrici di epatite B diventano croniche. Dal 30 al 50% dei bambini
che si infettano con epatite B dalletà di 1-5 anni, diventa portatore
del virus; nelladulto tale rischio è di 6-10%.
Lepatite cronica può evolvere in cirrosi (circa il 50% dei casi),
in insufficienza epatica e carcinoma epatocellulare primitivo.
Tutti i soggetti portatori di epatite B sono potenzialmente contagiosi.
La trasmissione dellinfezione può avvenire per quantità anche minime
di sangue od emoderivati per via percutanea diretta (endovenosa, intramuscolare,
sottocutanea o intradermica); o attraverso esposizione delle mucose a
sangue o siero o secrezioni sessuali.
La trasmissione sessuale e perinatale è dovuta allesposizione delle
mucose a sangue o liquidi organici infetti.
Il più comune fattore di rischio per l'infezione di epatite B In Italia
è rappresentato dall'uso di droghe iniettive seguito dai rapporti sessuali
eterosessuali e omosessuali e dal contatti con portatori cronici.
Diffusione
Circa il
45% della popolazione mondiale vive in aree dove vi è unelevata
prevalenza di infezione cronica (l8% della popolazione è portatore
di epatite B). La malattia è più frequente nelle aree tropicali e subtropicali
in condizioni di scarsa igiene, sovraffollamento, basso livello socio-economico,
in particolari comunità (tossicodipendenti, malati di mente, omosessuali),
in rapporto a particolari abitudini sessuali o comportamentali (tatuaggi).
Nei Paesi sviluppati linfezione si presenta in gruppi di popolazione
ad alto rischio (tossicodipendenti, omosessuali, dializzati, operatori
sanitari).
In Cina, Sud Est Asiatico, la maggior parte dellAfrica e
delle isole del Pacifico, alcune zone del Medio Oriente e il bacino Amazzonico
l8-15% della popolazione è portatore del virus. Il rischio di infezione
è superiore al 60% e la maggior parte delle infezioni si verificano alla
nascita o nelletà infantile, quando il rischio di cronicizzazione
della malattia è più elevato.
Negli Stati Uniti, nellEuropa occidentale e in Australia
lepatite B è una malattia a bassa endemicità: le infezioni si verificano
principalmente nelletà adulta e solo lo 0,1-0,5% della popolazione
è portatore cronico del virus.
In Italia che è considerato un Paese ad endemia intermedia si stima
che la frequenza di portatori cronici sia compresa tra il 2-3% della popolazione
generale.

Rischi
per i viaggiatori
Il rischio di infezione
di epatite B per i viaggiatori internazionali è generalmente basso, eccetto
per alcuni viaggiatori in Paesi ad alta endemicità per epatite B. I fattori
da considerare nello stabilire il rischio sono: 1) la prevalenza di portatori
di epatite B nella popolazione; 2) il contatto diretto con il sangue,
o secrezioni, o i rapporti sessuali con persone potenzialmente infette;
3) la durata del viaggio.
Trattamento
post-esposizione
Per i soggetti
non vaccinati che subiscono un infortunio a rischio di infezione di epatite
B sarà utilizzato la schedula accelerata con somministrazione ai tempi
0,1,2 mesi e una dose di rinforzo a 6-12 mesi dalla terza.
Contemporaneamente alla somministrazione della prima dose di vaccino
è opportuna la somministrazione di immunoglobuline specifiche in sede
corporea diversa da quella dove è stato inoculato il vaccino. Le immunoglobuline
vanno comunque somministrate entro 7 giorni e il ciclo di vaccinazione
va iniziato entro 14 giorni dal contatto potenzialmente infettante.

Vaccino
La vaccinazione
antiepatite B è raccomandata a tutte le persone che lavorano in ambito
sanitario (medici, dentisti, personale di laboratorio ecc.) che possono
esporsi a sangue potenzialmente infetto. Alle persone non vaccinate precedentemente
che, in aree ad alta o moderata endemia, lavoreranno in ambito sanitario
per qualunque durata, è fortemente consigliata la vaccinazione prima del
viaggio.
La vaccinazione può essere presa in considerazione anche per le
persone che progettano di risiedere più di 6 mesi in aree con moderato
o alto livello di endemia e che non sono in grado di prevedere il tipo
di contatto con la popolazione locale. In particolare dovrebbero essere
vaccinati le persone che prevedono un contatto sessuale con la popolazione
locale, che vivranno in aree rurali e/o avranno un contatto fisico quotidianio
con gli abitanti del luogo e le persone che potrebbero richiedere un intervento
medico, dentale o altri trattamenti durante il loro soggiorno.
La vaccinazione potrebbe essere presa in considerazione anche per
viaggi di breve durata (< a 6 mesi) in coloro che avranno un diretto
contatto con sangue, o contatti sessuali con residenti in aree a moderato
o alto livello di endemicità per la trasmissione di epatite B.
I vaccino antiepatite B attualmente in uso è prodotti con la tecnica
di DNA ricombinante, inserendo un plasmide contenente il gene dell'antigene
di superficie dell'epatite B nel lievito.
E stato dimostrato che i vaccini per lepatite B sono
molto sicuri sia per gli adulti che per i bambini.
La schedula vaccinale prevede la somministrazione di tre dosi di
vaccino, per via intramuscolare, ai tempi 0, 1, 6 mesi. Non sono previsti
richiami nei soggetti che hanno risposto alla vaccinazione. (vedi tab.).
La vaccinazione dovrebbe essere iniziata almeno 6 mesi prima del
viaggio per essere completata prima della partenza. Una certa protezione
è fornita anche da una o due dosi, per cui, se indicata, la vaccinazione
sarà comunque iniziata sebbene non possa essere completato prima della
partenza. Tuttavia non si ha unottima protezione finche non si è
completato la vaccinazione.
Non cè nessuna interferenza tra il vaccino antiepatite B
e altri vaccini o immunoglobuline somministrati simultaneamente. La sede
ottimale di inoculazione negli adulti è il muscolo deltoide; la somministrazione
nel gluteo determina una più bassa risposta.
Studi a lungo termine hanno dimostrato che la memoria immunologica
rimane per almeno 12 anni e conferisce protezione anche contro lepatite
cronica da virus B, sebbene il livello anticorpale possa diventare basso
o non più determinabile. Per i bambini e adulti con stato immunitario
normale, non è richiesto un richiamo di vaccino, né è necessario accertare
il loro livello anticorpale con test sierologici.
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Tipo di
vaccino*
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Età
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Dose
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n. dosi
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richiami
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Recombivax
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Fino a 19 anni
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5 m g.
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0, 16- 12mesi
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Nei soggetti con
stato immunitario normale non sono richiesti
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Recombivax
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> 19 anni
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10 m g.
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0,1,6-12 mesi
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Engerix B
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Fino a 19 anni
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10 m g.
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0,1,6-12 mesi
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Engerix B
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> 19 anni
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20 m g.
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0,1,6-12 mesi
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*La schedula accelerata
prevede la somministrazione di 4 dosi ai tempi 0,1,2, 12 mesi.
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Efficacia
del vaccino
Dopo tre
dosi intramuscolo di vaccino antiepatite B oltre il 90% degli adulti e
il 95% dei bambini sviluppa un'adeguata risposta anticorpale.
Tuttavia ciò dipende dall'età, infatti oltre i 40 anni il 90% dei recettivi
risponde, mentre nei soggetti di oltre 65 anni solo il 75% dei vaccinati
sviluppa un titolo anticorpale protettivo. La vaccinazione nell'80-100%
dei casi è efficace nel prevenire l'infezione o la malattia in coloro
che ricevono un ciclo vaccinale completo. Nei soggetti emodializzati o
immunocompromessi è indicata, per ogni fase del ciclo primario di vaccinazione,
lutilizzazione di una dose doppia di vaccino. La protezione sembra
duratura anche se declina il livello anticorpale: per i bambini e gli
adulti con normale stato immunitario, una volta completato il ciclo primario
di vaccinazione non sono necessarie dosi di richiamo anche in assenza
di anticorpi a titolo dosabile.
Effetti
collaterali
Sono riportati
dolore nel punto di inoculazione (13-29% negli adulti, 3-9% nei bambini);
lievi reazioni sistemiche come affaticabilità, cefalea, irritabilità (11-17%
negli adulti, 0-20% nei bambini); febbre (1-6% dei casi). Raramente si
verificano reazioni allergiche. Sono stati riportati casi di Sindrome
di Guillain-Barré, artrite reumatoide e malattie demielinizzanti come
rara associazione con la prima dose di vaccino, tuttavia non è stato dimostrato
un rapporto causa-effetto.

Precauzioni
e controindicazioni
Il vaccino
è controindicato nelle persone che presentano una storia di ipersensibilità
ai componenti del vaccino (tiomersal, lievito)
Precauzioni: cefalee ricorrenti, terapie immunosoppressive, grave
compromissione cardio-polmonare.
Non sono stati osservati effetti collaterali sul feto nelle donne
gravide vaccinate.
Poiché linfezione da HBV può determinare una malattia importante
nella madre e uninfezione cronica per il neonato, la gravidanza
non deve essere considerata una controindicazione per la vaccinazione
delle donne così come non lo è lallattamento.
Gravidanza
Sulla base dei dati disponibili, non cè rischio di reazioni
avverse per il feto quando viene somministrato il vaccino antiepatite
B nelle donne in gravidanza. Linfezione da epatite B che colpisce
un a donna in gravidanza può essere una malattia grave per la madre e
uninfezione cronica per il neonato. Tuttavia né la gravidanza né
lallattamento devono essere considerate una controindicazione alla
vaccinazione.

Bibliografia
- S.A. Plotkin: Vaccines, third edition.
- S. Benenson: Manuale per il controllo
delle malattie trasmissibili; XVI edizione
- Red Book 2000 - American Academy of
Pediatrics
- Health Information for International
Travel CDC, Atlanta
- M. Pontecorvo, M. Piazza: Vaccini e
Immunoglobuline VIII edizione.
- Plotkin e Orenstein: Hepatitis
B Vaccine,
in Vaccines, quarta edizione 2005
- David L. Heymann MD
– WHO - Manuale
per il controllo delle malattie trasmissibili - Dicembre
2004
- CDC
Health Information for International Travel 2008 http://wwwn.cdc.gov/travel/yellowBookCh4-HepB.aspx
- Department of Health
UK- Immunisation Against Infectious Disease - "The Green Book"
Ottobre 2007.Chapter 18: Hepatitis B.
- http://www.dh.gov.uk/en/Policyandguidance/Healthandsocialcaretopics/Greenbook/DH_4097254
- Organizzazione
Mondiale della Sanità – Vaccinazione contro l’ Epatite B - Position
paper (July 2004) Original English and French versions [pdf 343kb]
- American
Academy of Pediatric s- Rapporto del comitato sulle malattie
infettive - Red Book ed. 2006 – Pacini editore – Capitolo
Epatite B: 239-25
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