L' ERADICAZIONE DELLA POLIOMIELTITE.
La malattia e la vaccinazione che non ci saranno più.

La nascita del progetto di eradicazione.
Il 31 maggio 1998 , come ogni altro giorno, 1000 sono stati paralizzati dalla polio. La maggior parte di questi bambini viveva nei Paesi più poveri del mondo.

In quello stesso giorno a Ginevra, i leaders sanitari del mondo hanno deciso di eradicare la poliomielite dal mondo per sempre.

I progressi
Nel gennaio 2000, dopo poco più di dieci anni da quando l’iniziativa di eradicazione era stata lanciata, erano solo 30 i bambini che erano paralizzati ogni giorno dalla polio nel mondo. Ma ancora 30 tutti i giorni.
Progressi straordinari si stanno compiendo lungo la strada della eradicazione della poliomielite. All’inizio del 2000 la malattia era ancora endemica in 30 Paesi ma l’anno precedente erano 50, quindi ben 175 Paesi del mondo sono già liberi dalla polio. Nel 1988 la polio era presente invece in125 Paesi; dieci anni per scendere ai 50 del 98, un anno per arrivare ai 30 dell’inizio del 2000.
Tre interi continenti sono già liberi da Polio, cioè non si verificano casi di trasmissione indigena di polio. Le Americhe sono tate certificate libere da polio nel 1994. La regione del Pacifico orientale che comprende la Cina è stata certificata nel 2000.
In Europa non si verificano casi di polio da due anni. L’ultimo caso di poliomielite nella regione Europea è stato segnalato il 26 novembre 1998. Questo bambino si chiama Melik Milas. Vive in un piccolo villaggio della provincia di Agri, in Turchia al confine con l’Iran. Melik aveva 33 mesi quando è stato paralizzato dalla polio. Non aveva ricevuto nessuna vaccinazione contro la polio ed è stato colpito da un poliovirus di tipo 1.

La cooperazione
Per sostenere questo sforzo si sono mobilitati l’UNICEF, l’OMS, il Rotary International, che ha stanziato 500 mila $, la Banca Mondiale, i CDC e le agenzia di cooperazione allo sviluppo di Australia, Belgio, Canada, Danimarca Finlandia, Germania, Italia, Giappone, Gran Bretagna e Stati Uniti.

Le strategie per i prossimi anni
Quattro strategie di base devono essere attuate con successo nei Paesi dove la malattia è endemica per garantire che l’eradicazione sia raggiunta. Queste sono:

  1. Ottenere una elevata copertura della vaccinazione di routine dei nuovi nati con quattro dosi di vaccino orale (OPV) nel primo anno di vita. La vaccinazione di routine è il fondamento dell’iniziativa di eradicazione. In tutti i Paesi del mondo almeno il 90% dei bambini deve essere vaccinato. Questa vaccinazione è inserita nel programma di vaccinazione di base raccomandato dall’OMS per proteggere i bambini dalle principali cause di malattie e di mortalità. Il programma, chiamato EPI (Expanted Programme of Immunization) contrasta: polio, difterite, pertosse, tetano neonatale, morbillo, tubercolosi, epatite B e febbre gialla.
  2. Giornate Nazionali di Immunizzazione (NIDs). Le NIDs sono la maggiore attività per interrompere la circolazione del poliovirus selvaggio nei paesi dove la malattia è ancora presente. Queste giornate vengono condotte nei Paesi o nelle Regioni ad elevato rischio di trasmissione della malattia. Durante le giornate di vaccinazione tutti i bambini che hanno meno di 5 anni ricevono due dosi di vaccino a distanza di un mese se non sono stati adeguatamente vaccinati prima. Le NIDs sono una strategia per interrompere la circolazione del virus selvaggio, ma non sono utili ad aumentare la copertura.
  3. La sorveglianza attiva dei casi di paralisi flaccida acuta con l’esecuzione di specifiche indagini di laboratorio permette di individuare tutti i casi di polio. Questa attività deve essere condotta per alcuni anni prima di poter essere sicuri che un Paese sia libero da polio. In Italia questa attività, necessaria per certificare che il nostro Paese è libero da Polio, è stata condotta dal Ministero della Sanità e dall’Istituto Superiore di sanità.
  4. Campagna di recupero. I dati della sorveglianza delle AFP sono usati per identificare in quali aree si ha la parte finale della catena di trasmissione del virus selvaggio. In queste aree, due dosi aggiuntive sono somministrate a tutti i bambini di meno di 5 anni se non già correttamente vaccinati da un team di vaccinazione che procede casa per casa. Questa campagna intensiva di vaccinazione permette di assicurare che i bambini "difficili da raggiungere" siano vaccinati e garantire in questo modo la completa interruzione della catena di trasmissione.

L’impegno che si chiede a questi poverissimi paesi per garantire la eradicazione della polio è notevole.

Le priorità per l’OMS
I problemi maggiori si avranno in alcuni Paesi che sono quindi considerati prioritari per l’OMS.
I Paesi riserva: (Banghladsh, Repubblica Democratica del Congo, Etiopia, India ,Nigeria, Pakistan). Questi Paesi sono caratterizzati da una elevatissima densità di popolazione, alti tassi di natalità, bassi livelli di copertura con la vaccinazione di routine in larghe zone del Paese, un sistema sanitario sub-ottimale. Con una intensa circolazione dei poliovirus ed un alto numero di casi, questi Paesi funzionano da "riserva globale" di poliovirs, esportando poliovirus nei Paesi vicini.
I Paesi affetti da guerre. (Afghanistan, Angola, Repubbliga Democratica del Congo, Somalia e Sudan). I conflitti impediscono lo sviluppo delle attività di vaccinazione e di sorveglianza della malattia. Nel passato la vaccinazione contro la polio è riuscita a fermare anche le guerre. In molti Paesi in guerra sono state condotte le "giornate della tranquillità" , in questi giorni veniva stipulata una tregua e la guerra veniva fermata per permettere che i bambini venissero vaccinati contro la polio.

Gli obiettivi del Piano strategico
Gli obiettivi del Piano strategico 2001 – 2005 che porterà alla eradicazione della polio prevedono:

  • entro la fine del 2000 che il poliovirus selvaggio sia endemico in un massimo di 20 Paesi
  • entro la fine del 2001 che il poliovirus selvaggio sia endemico in un massimo di 10 Paesi
  • entro la fine del 2002 la trasmissione dei poliovirus deve essere interrotta globalmente e il processo di contenimento deve essere iniziato in tutte le regioni dell’OMS;
  • entro la fine del 2003 tutte le riserve finali del poliovirus selvaggio devono essere identificate;
  • entro al fine del 2004 deve essere sviluppata una strategia per la interruzione della vaccinazione contro la polio:
  • entro la fine del 2005 deve essere acquisita la certificazione di globale eradicazione della poliomielite.

I traguardi
Se le attività previste potranno essere condotte in tutti i Paesi e saranno di conseguenza assicurati gli obiettivi previsti, nel 2005 il mondo verrà dichiarato libero dalla polio.
La vaccinazione potrà essere interrotta e quindi potranno essere risparmiati, ogni anno, 1,5 miliardi di dollari.
Oggi si vede un futuro certo per la polio che è fatto di assenza di malattia e assenza di vaccinazione.
La generazione precedente ci ha salvati dal vaiolo, noi ora stiamo salvando tutte le generazioni future dalla polio.

L'ERADICAZIONE DEL VAIOLO
La malattia e la vaccinazione che non ci sono più.

La nascita del progetto di eradicazione.
Quando si parla di vaccinazioni è impossibile non parlare del vaiolo. L’eradicazione di questa malattia rappresenta infatti il maggiore successo mai ottenuto con una strategia vaccinale. Il vaiolo infatti non esiste più nel mondo dal 1979, data nella quale è stata decretata la sua eradicazione.
A questo risultato si è potuti arrivare grazie all’intuizione di due scienziati che durante il secolo scorso dimostrarono come il trasferimento di liquido infetto dalle pustole delle mucche su una persona era in grado di prevenire il vaiolo. Fu l’inizio di una storia che dura ancora oggi. Anche se molti di noi portano sul braccio il caratteristico segno della vaccinazione, oggi per questa malattia non viene praticata più alcuna vaccinazione.

Come è stato possibile?
Vaccinando per un lungo periodo la quasi totalità della popolazione si è riusciti ad impedire che il virus che provoca la malattia potesse circolare. Il virus del vaiolo, per sopravvivere, ha bisogno di un ospite umano che sia suscettibile alla malattia. Quando nella popolazione non ci sono più suscettibili o sono molto pochi, il germe non sa più dove andare e quindi scompare.

I progressi
Nel 1967 il vaiolo era ancora endemico in 31 paesi del mondo. Solo in quell’anno tra 10 e 15 milioni di persone furono colpite dalla malattia. Di queste, circa 2 milioni morirono, e tra coloro che erano sopravvissuti milioni rimasero sfigurati o ciechi. L’ultimo caso conosciuto di vaiolo è stato registrato in Somalia il 26 Ottobre 1977.

I traguardi.
Da allora, se il vaiolo non fosse stato eradicato, almeno altre venti milioni di persone sarebbero morte per questa malattia. Da allora, se il vaiolo non fosse stato eradicato, centinaia di milioni di persone sarebbero state vaccinate contro il vaiolo e si sarebbero verificate decine di migliaia di encefaliti post-vacciniche.
La stessa operazione che la Sanità Mondiale ha condotto con il vaiolo va perseguita per altre malattie. Prima fra tutte la poliomielite per la quale il risultato è a portata di mano Quando ci saremo riusciti non avremo più bisogno della vaccinazione contro la poliomielite e sarà possibile puntare decisamente all’eradicazione di altre malattie come il morbillo.