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PertosseLa
pertosse (o tosse canina) è una malattia causata da un batterio la
Bordetella pertussis. La malattia
non complicata dura circa da 6 a 10 sett. e si compone di tre stadi:
catarrale, parossistico e della convalescenza.La
malattia esordisce solitamente con starnuti, raucedine e una fastidiosa
tosse notturna. Successivamente, dopo 10-14 giorni, si manifesta una tosse
convulsiva e ostinata che rende difficoltosa la respirazione e persino
l'alimentazione. Questa fase può durare fino a 2-3 settimane. Gli accessi
di tosse sono costituito da 5 – 15 colpi di tosse violenti e ravvicinati
che si verificano durante una singola esprirazione. Solitamente si
concludono con una rapida e profonda ispirazione: il tipico "urlo
inspiratorio" e l’espulsione di un blocchetto di catarro molto
denso e vischioso. Gli attacchi sono seguiti, a volte, dal vomito. Nei
lattanti si possono avere crisi di soffocamento. La convalescenza inizia
in genere dopo 4 settimane. Gli accessi di tosse diventano meno frequenti
e gravi e le condizioni generali del bambino migliorano.
La
malattia è tanto più grave quanto più precocemente colpisce il bambino.
In
media, circa il 20 % dei casi di pertosse devono essere
ospedalizzati. In
Italia, fino all'inizio degli anni '90 venivano segnalati oltre 13.000
casi di pertosse ogni anno; la graduale diffusione della vaccinazione,
introdotta come pratica volontaria a partire dal 1970, ha favorito il
progressivo calo del numero di casi che oggi si attestano su qualche
migliaio all'anno. Il
vaccino, (DTP) a cellule intere è disponibile fin dal 1940. Negli ultimi
anni è disponibile il nuovo vaccino "acellulare" (DTaP),
contenente cioè soltanto alcuni componenti del batterio. Questo nuovo vaccino, rispetto al
vecchio preparato ottenuto con cellule batteriche intere, provoca un minor
numero di reazioni nei vaccinati, pur conservando una elevata efficacia
protettiva. Chi dovrebbe essere vaccinato?
Chi non dovrebbe essere vaccinato? ·
I
bambini che hanno una grave allergia nei confronti del vaccino o di suoi
componenti. ·
Persone
che presentano una malattia acuta in atto grave o moderata devono
attendere il miglioramento clinico o la guarigione prima di ricevere il
vaccino. · La vaccinazione DTaP dei bambini con problemi neurologici può essere somministrata se i disturbi neurologici sono stabilizzati o hanno una causa identificata. Se la causa non è identificata la somministrazione del vaccino deve essere rinviata fino alla stabilizzazione.
Il
ciclo di base è costituito da tre dosi di vaccino, da praticare entro il
primo anno di vita del bambino (al terzo, quinto e dodicesimo mese) contemporaneamente alle altre
vaccinazioni infantili. Oggi di solito viene utilizzato il vaccino
esavalente. Una
dose di richiamo (associata con le componenti contro la difterite e il
tetano DTaP) viene eseguita nel sesto anno e un’altra a 14
anni. La protezione conferita dalla vaccinazione antipertossica è di circa l'85%. L’efficacia della vaccinazione si riduce con il passare del tempo per questo è importante eseguire i richiami previsti. In genere, quando la pertosse si verifica nei vaccinati si presenta in forma meno grave. Circa
la metà dei bambini che ricevono vaccini esavalenti, così come il vaccino
triplo DTaP o le altre combinazioni di vaccino contro la pertosse, non ha
nessuna reazione. La
maggior parte degli altri bambini presenta solo reazioni lievi. L’evento
più frequente è la febbre che si può avere in circa un terzo dei bambini.
Reazioni locali si verificano nel 20 % dei casi. Queste comprendono
dolore, rossore e gonfiore nel punto dove è stata eseguita l’iniezione; si
verificano in genere entro 48
ore dalla vaccinazione e durano fino a un paio di giorni. Le reazioni
locali aumentano con il numero di dosi eseguite. Circa il 40% dei bambini ha gonfiore o dolenzia
al braccio con la quarta dose di DTaP eseguita a 5-6
anni.
Alcuni bambini possono sviluppare un esteso gonfiore temporaneo dell’arto
dove l'iniezione è stata eseguita.
Nel
caso che i sintomi si protraggano per più di due giorni può essere
opportuno consultare il medico per verificare se questi rappresentino un
comune effetto collaterale ad una vaccinazione o se invece si riferiscano
ad un'altra malattia che deve essere riconosciuta e trattata.
In
rari casi (1-2 ogni 10.000) si possono avere reazioni più importanti, come convulsioni correlate alla febbre
alta. Reazioni allergiche di tipo anafilattico con gonfiore della bocca, difficoltà del
respiro, pressione bassa e shock, sono del tutto eccezionali (meno di 1
caso ogni milione di vaccinati). Se si verificasse
una reazione importante o insolita, rivolgetevi al vostro medico. In
questo caso va fatta la segnalazione d'avvento avverso ed è
importante avvisare il servizio di vaccinazione. E’ stata
scientificamente esclusa ogni relazione tra la sindrome della morte
improvvisa in culla del lattante (SIDS) e la vaccinazione
antipertosse. Dichiarazione Vi
è assoluta certezza scientifica che un bambino vaccinato è molto più
sicuro di un bambino non vaccinato. La
scelta di non vaccinare è rischiosa, è importante
aderire alla proposta di vaccinazione e proteggere il proprio bambino da
malattie, come la pertosse, che possono compromettere per sempre la sua
salute. Aggiornato al 18
dicembre 2007 Bibliografia
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