Introduzione al problema
Vaccini disponibili
Il vaccino glicoconiugato antipneumococcico in Italia
Efficacia nelle otiti
Studi in corso dellISS
Conclusioni
Riferimenti bibliografici
Introduzione al problema
Streptococcus pneumoniae (il cosiddetto "pneumococco) è causa
in tutto il mondo di numerose affezioni ad elevata morbilità e mortalità, quali
meningiti, sepsi, polmoniti ed altre affezioni ad alta prevalenza quali otiti medie acute.
Linfezione colpisce soprattutto i bambini sotto i cinque anni ed i soggetti sopra i
65 anni. Particolarmente a rischio sono considerati i soggetti con asplenia, anche solo
funzionale, con anemia falciforme o mediterranea, con alcune forme di immunodeficienza
primitiva o con immunodeficienza acquisita (AIDS).
La comparsa di resistenza alla penicillina in S.pneumoniae tra gli anni '80 e '90
nonché la sua frequente associazione con resistenza ad altri antibiotici
(multiresistenza), ha rinnovato linteresse della comunità medica e scientifica
verso la vaccinazione anti -pneumococcica. La classica struttura antigenica di pneumococco
è la capsula polisaccaridica, di cui sono noti più di 90 tipi, distinguibili
chimicamente e sierologicamente (sierotipi). Relativamente pochi sierotipi sono quelli
più comunemente causa di infezioni gravi; tuttavia la frequenza relativa di detti
sierotipi è diversa a seconda della malattia che si considera, delletà del
soggetto colpito ed anche dallarea geografica in esame.
Gli anticorpi anti-polisaccaride capsulare sono estremamente protettivi nelle infezioni
invasive (meningite e sepsi) analogamente a quanto osservato in altre infezioni da batteri
capsulati (es. Haemophilus influenzae tipo b). Il meccanismo della protezione
risiede sostanzialmente nell'opsonizzazione del batterio che, una volta fagocitato, è
facilmente distrutto all'interno della cellula fagocitica. In altri tipi di infezioni
(polmoniti, otiti), la protezione è probabilmente dovuta a meccanismi più complessi
della sola risposta anticorpale. Pertanto , un buon vaccino contro le infezioni invasive
da pneumococco deve possedere, oltre al richiesto profilo di sicurezza ( peraltro
facilmente ottenibile con polisaccaridi purificati) una buona capacità di indurre
anticorpi opsonizzanti.
Vaccini disponibili
Il vaccino polisaccaridico 23-valente è indicato per soggetti di età
superiore a due anni e offre una protezione contro le malattie invasive da pneumococco
causate dai sierotipi che più frequentemente causano malattie invasive. Benchè questo
vaccino sia in commercio da due decadi la sua efficacia preventiva nelle patologie non
invasive da pneumococco, comprese quelle nei soggetti a rischio, è ancora oggetto di
discussione. Il vaccino 23-valente non è utilizzabile in bambini al disotto dei due anni
di età, quindi in una popolazione di soggetti particolarmente suscettibile all'infezione,
dato che il sistema immunitario di questi soggetti non risponde efficacemente ad antigeni
polisaccaridici. Per ovviare a questi limiti è stato recentemente sviluppato negli Stati
Uniti un vaccino eptavalente glicoconiugato (in cui cioè l'antigene polisaccaridico è
coniugato ad una proteina carrier) per la prevenzione delle malattie invasive da
pneumococco nei primi anni di vita. Come dimostra la straordinaria efficacia della
vaccinazione anti-emofilo nel bambino, i vaccini glicoconiugati conferiscono elevata
protezione anche nella primissima infanzia.
La complessità della tecnologia dei glicoconiugati e lesigenza di non somministare
ai bambini dosi troppo alte di proteina carrier, hanno limitato il numero dei sierotipi
presenti nel vaccino, anche se sono già in preparazione vaccini con maggior numero di
valenze antigeniche. 'E inoltre in fase 1 negli Stati Uniti un vaccino costituito da
proteine della superficie cellulare altamente conservate nella maggior parte dei sierotipi
capsulari. Il vaccino eptavalente contiene i sette sierotipi che più frequentemente
causano malattie invasive nei bambini da 0 a 5 anni in Nord America (l80% di tutti i
ceppi in quellarea geografica). In un ampio studio clinico svolto negli Stati Uniti,
il vaccino si è dimostrato estremamente efficace nella protezione verso le malattie
invasive causate dai sierotipi in esso contenuti (efficacia >95%) (1). Tuttavia sono
molto limitati gli studi di efficacia in bambini a particolare rischio di infezioni
invasive da pneumococco, anche se per la gravità della patologia in questi soggetti e
l'esistenza di un forte razionale per la protezione questo vaccino è fortemente
raccomandato dall'Associazione dei Pediatri Americani nei soggetti a rischio fino ai
cinque anni.
Il vaccino glicoconiugato antipneumococcico in Italia
Fattori critici per valutare l'introduzione del vaccino
antipneumococcico glicoconiugato nei programmi di vaccinazione dell'infanzia sono la
conoscenza della frequenza di malattie invasive da S. pneumoniae e la
caratterizzazione dei sierotipi responsabili al fine di stimare la quota di malattia
prevenibile. Tali parametri, insieme con il grado di copertura vaccinale già raggiunta
per altre vaccinazioni infantili raccomandate da tempo, determinano devono essere
criticamente considerati per determinare la priorità da attribuire alla vaccinazione
anti-pneumococcica infantile nei programmi di vaccinazione offerti dalla sanità pubblica
1. frequenza di malattie invasive da pneumococco. Studi
condotti tra gli anni '80 e oggi in alcuni paesi europei documentano che l'incidenza
complessiva delle malattie invasive da pneumococco per la popolazione generale varia tra
il 5.2 per 100.000 (2) e il 15.2 per 100.000 (3). Nei bambini da 0 a 5 anni i tassi di
incidenza sono compresi tra 10.1 per 100.000 (4) e 24.2 per 100.000 (5). Una sinossi dei
dati disponibili in letteratura è disponibile in Tabella 1
In Italia, l'unica fonte di informazione sulle infezioni invasive da S.
pneumoniae attualmente disponibile è rappresentata dalla sorveglianza su base
volontaria delle meningiti batteriche, che dal 1994 è stata ampliata per includere anche
agenti eziologici diversi da Neisseria meningitidis. Secondo i dati raccolti da
questo sistema di sorveglianza, dal 1994 ad oggi l'incidenza media delle meningiti da
pneumococco in Italia è stata pari a 0.5/100.000. (i dati regionali sono
consultabili in tabelle annuali su internet allindirizzo
http://www.simi.iss.it/meningite_batterica.htm).
Il numero assoluto di casi identificati ogni anno è aumentato da 109
casi nel 1994 a 309 nel 1999, anche se il dato provvisorio per l'anno 2000 (mancano i dati
definitivi di 3/20 regioni) indica una diminuzione con 231 casi segnalati nella
popolazione di ogni età. La frequenza dei casi di meningite batterica nella stagione
invernale è associata all'intensità di circolazione di virus influenzali e quindi il
numero di casi osservabili in ogni anno è variabile. L'età media dei casi identificati
è circa 50 anni e solo il 15% dei casi aveva un'età sotto i 5 anni. Rapportata alla
popolazione presente Ll'incidenza età-specifica è più alta nei soggetti con età tra 0
e 4 anni (1.2 per 100.000) e soprattutto con età inferiore ad un anno (2.23 per 100.000)
(6). Tali valori sono tra i più bassi registrati di in Europa e di gran lunga inferiori a
quelli stimati negli USA in epoca pre-vaccinale. Tuttavia i dati ottenuti in altri paesi
con sistemi di sorveglianza su tutte le malattie invasive da pneumococco (sepsi e
polmoniti batteriemiche) indicano che le meningiti rappresentano il quadro clinico più
severo ma sono solo una quota di minoranza (8-14%) delle malattie invasive) e che la
numerosità dei casi identificati dipende anche dall'attitudine ad eseguire accertamenti
microbiologici nella prassi ospedaliera e dall'uso precoce di un trattamento antibiotico.
Quantunque questo suggerisca la possibilità che l'incidenza di meningiti sia più alta di
quanto rilevato dalla sorveglianza in atto, dati precisi per il nostro paese non sono al
momento disponibili. le probabilità di isolamento batteriologico sono fortemente
dipendenti dall'effettuazione precoce di trattamento antibiotico. Tuttavia dati in merito
non sono ancora disponibili per l'Italia..
2. sierotipi circolanti. I sierotipi circolanti in Europa
sono, in ordine di frequenza, diversi da quelli circolanti in Nord America. Pertanto i
sierotipi presenti nel vaccino eptavalente rappresentano una percentuale minore (dal 60 al
70%, secondo i diversi studi) di tutti i sierotipi più frequenti nelle malattie invasive
da 0 a 5 anni (7). In Italia uno studio, seppur limitato , dei ceppi isolati da liquor e
sangue di bambini da 0 a 5 anni, ha messo in evidenza che circa un quarto degli isolati
appartengono a sierotipi non compresi nel vaccino eptavalente. Rispetto alla resistenza
agli antibiotici, bisogna tener presente che nel nostro paese la resistenza alla
penicillina ha una frequenza è ancora ad una frequenza limitata (9-10%), benchè in
aumento, mentre la resistenza ai macrolidi è molto elevata (30% dei ceppi). I ceppi che
più frequentemente in Italia sono resistenti alla penicillina e/o ai macrolidi
appartengono a sierotipi compresi nel vaccino 7-valente (sierotipi 6B, 9V, 14, 23F) (8).
Poiché, come si è detto, il vaccino conferisce protezione verso un
numero limitato di sierotipi, mentre nella popolazione generale ne circolano diversi,
desta preoccupazione la possibilità che un uso esteso del vaccino eptavalente nei bambini
possa far variare la composizione dei sierotipi circolanti , esercitando una pressione
selettiva. In particolare i sierotipi vaccinali potrebbero essere sostituiti nei bambini
da altri sierotipi presenti più frequentemente negli adulti, vanificando lefficacia
della vaccinazione. Nei paesi in cui il vaccino ha un uso esteso, il monitoraggio
efficiente e capillare dei sierotipi circolanti è assolutamente raccomandato ed
implementato.
Efficacia nelle otiti
Rispetto alla efficacia nelle otiti medie acute, spesso fonte di accesi
dibattiti, va ricordato che: i) il vaccino eptavalente è stato registrato solo per la
prevenzione di infezioni invasive; ii) il pneumococco causa circa un terzo di tutte le
otiti medie acute; iii) i sierotipi dei ceppi che causano otite sono parzialmente diversi
da quelli che causano malattia invasiva; iv) lefficacia protettiva osservata in un
recente studio clinico è stata del 34% per le otiti da pneumococco e 6% per tutte le
otiti (9). Con questa efficacia, un eventuale uso del vaccino sull'intera popolazione
infantile italiana sarebbe del tutto ingiustificato.
Studi in corso dellISS
Recentemente lIstituto Superiore di Sanità (Laboratorio di
Epidemiologia e Biostatistica e Laboratorio di Batteriologia e Micologia Medica) ha
avviato due studi basati sulla sorveglianza di laboratorio per acquisire maggiori dati
sulle malattie invasive da pneumococco: il primo è mirato a valutare lincidenza di
dette malattie nella popolazione totale di due regioni campione italiane (Piemonte e
Puglia), il secondo a valutare il profilo di antibiotico-resistenza e i sierotipi di ceppi
invasivi isolati da 70 laboratori sul territorio nazionale.
Conclusioni:
Dai dati sopra esposti è evidente che la disponibilità di un vaccino
sicuro ed efficace contro le più gravi patologie da pneumococco nel bambino è un
importante strumento di prevenzione , specialmente in unera di aumento di resistenza
agli antibiotici. Tuttavia, per individuare il razionale d'uso nei programmi di
immunizzazione infantile, il giudizio di qualità del vaccino deve essere integrato dai
dati iI dati disponibili nel nostro paese , sia come di incidenza di malattie invasive,
sia come di quali siano i sierotipi circolanti nei bambini, e dalla frequenza di ceppi
resistenti ai trattamenti di elezione. Inoltre tali elementi devono essere ulteriormente
integrati con aspetti operativi dell'offerta vaccinale, quali numero di somministrazioni
separate e costi., sono ancora scarsi per conclusioni definitive Allo stato attuale si
ritiene 'E necessario acquisire acquisire maggiore un maggior numero di dati
epidemiologici, microbiologici e clinici per una valutazione più completa stima più
accurata dellimpatto della vaccinazione come intervento prioritario di sanità
pubblica.
Recentemente lIstituto Superiore di Sanità (Laboratorio di
Epidemiologia e Biostatistica e Laboratorio di Batteriologia e Micologia Medica) ha
avviato due studi basati sulla sorveglianza di laboratorio per acquisire maggiori dati
sulle malattie invasive da pneumococco : il primo è mirato a valutare lincidenza di
dette malattie nella popolazione totale di due regioni campione italiane (Piemonte e
Puglia), il secondo a valutare il profilo di antibiotico-resistenza e i sierotipi di ceppi
invasivi isolati da 70 laboratori sul territorio nazionale. Nel complesso, il vaccino
eptavalente è sicuro ed efficace per le indicazioni previste, ma un suo uso esteso nella
popolazione infantile italiana, come misura prioritaria di Sanità Pubblica, potrebbe
essere raccomandato quando ulteriori dati saranno disponibili per la valutazione
dell'impatto presumibile di questa vaccinazione nel ridurre le malattie invasive da
pneumococco nel nostro paese.
Luso del vaccino-glicoconiugato in particolari soggetti a rischio
(le categorie elencate sopra), in cui comunque il vaccino anti-pneumococcico è indicato,
potrebbe essere estesamente raccomandato. Oltre a quanto detto sopra circa la scarsità
degli studi clinici in quest'area, va tenuto presente che tali soggetti , dopo i due anni
di età, dovrebbero comunque ricevere anche il vaccino 23-valente per una più ampia
protezione.
Riferimenti bibliografici
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Annalisa Pantosti
Antonio Cassone
Laboratorio di Batteriologia e Micologia Medica
Istituto Superiore di Sanità
Tabella 1. Incidenza età specifica delle malattie invasive da Pnc
nei principali studi europei.