Sicurezza nella somministrazione del PCV7
IL VACCINO CONIUGATO ANTIPNEUMOCOCCICO
Vantaggi del vaccino pneumococcico coniugato: basi immunologiche
Composizione del vaccino
Immunogenicità
Efficacia
Analisi costo beneficio
Sicurezza del vaccino
Rivaccinazione con PPV23
Somministrazione del vaccino
Precauzioni e controindicazioni
RACCOMANDAZIONI PER LUSO DI PCV7
Schedula vaccinale.
Aree per la ricerca futura
Vantaggi del vaccino pneumococcico coniugato: basi
immunologiche
I polisaccaridi batterici, inclusi quelli presenti sulla capsula dello
Pneumococco, sono antigeni T-indipendenti. Gli antigeni T-indipendenti stimolano i
linfociti B maturi, ma non i linfociti T. Questo tipo di antigene induce una risposta da
parte del sistema immunitario che è di breve durata ed è caratterizzata dalla risposta
anamnestica (booster) ad una successiva stimolazione con polisaccaridi naturali (84,85). I
vaccini polisaccaridici non sono in grado di evocare una risposta immune protettiva nei
neonati e nei bambini molto piccoli, poichè in essi la risposta anticorpale agli antigeni
T-indipendenti è scarsa. Sebbene una risposta anticorpale agli antigeni T-dipendenti sia
già presente subito dopo la nascita, la risposta immune agli antigeni T-indipendenti si
sviluppa durante i primi anni di vita. Certo è che i sierotipi che causano la maggior
parte delle malattie pneumococciche (ossia, 6A, 14, 19F, 23F) rimangono scarsamente
immunogeni fino a circa 5 anni di età (86).
Coniugando i polisaccaridi alle proteine si modifica la natura della
risposta antipolisaccaridica da T-indipendente a T-dipendente. Questo complesso antigenico
stimola una risposta da parte dei linfociti T-helper, inducendo una risposta primaria
consistente nei neonati ed una robusta reazione booster alla riesposizione (84). Il
successo del vaccino coniugato anti-Hib nel ridurre del 95% l'incidenza delle malattie
invasive da Hib nellinfanzia, a seguito dell'introduzione del vaccino per
lutilizzo nei neonati nel 1990, è un esempio della potenziale efficacia dei vaccini
batterici coniugati polisaccaride-proteina. Un calo nellincidenza delle malattie
invasive da Hib si era verificato nei bambini di età <1 anno, già prima che il
vaccino fosse licenziato per lutilizzo in questa fascia detà (87). Questo
effetto di herd-immunity fu confermato successivamente dallosservazione che il
vaccino coniugato anti-Hib interrompe la trasmissione della malattia riducendo
lacquisizione dello stato di portatore. Si è osservato che i vaccini
pneumococcici coniugati, a differenza di quelli polisaccaridici, sono in grado di ridurre
lo stato di portatore e potrebbero indurre effetti di popolazione oltre che di
protezione individuale.
Composizione del vaccino
Il vaccino pneumococcico coniugato 7-valente (Prevnar) è costituito da
sette polisaccaridi capsulari purificati di S. Pneumoniae, ciascuno dei quali è
coniugato ad una variante non tossica della tossina difterica, CRM197 (CRM: cross
reactive material). Il vaccino contiene approssimativamente 2 m g di ciascun polisaccaride
capsulare dei sierotipi 4, 9V, 14, 19F e 23F e delloligosaccaride del 18C, 4 m g del sierotipo 6B, 20 m g di proteina carrier CRM197
e 0,125 mg di alluminio per ogni dose da 0,5 ml, come adiuvante alluminio fosfato. Il
Prevnar non contiene thimerosal o altri conservanti. I sierotipi inclusi nel PCV7 e i
sierotipi potenzialmente cross-reagenti (cioè 6A, 9A, 9L, 18B e 18F) sono responsabili
dell'86% delle batteriemie, dell'83% delle meningiti e del 65% delle otiti medie acute
(OMA), nei bambini di età <6 anni, verificatesi negli USA nel periodo 1978-1994 (79).
Immunogenicità
Il vaccino coniugato polisaccaride-proteina induce la comparsa di
anticorpi tipo-specifici che si legano al polisaccaride di superficie del batterio e
aumentano l'opsonizzazione, la fagocitosi e la distruzione degli pneumococchi. Il titolo
anticorpale necessario per prevenire sia l'infezione che la malattia da pneumococco non è
noto. Inoltre, il dosaggio quantitativo della concentrazione anticorpale totale, come
misurato nella maggior parte dei saggi anticorpali pneumococcici, potrebbe non essere
correlato con il livello della risposta immune efficiente. I saggi funzionali (per es.
lattività opsonofagocitica) potrebbero essere più appropriati delle concentrazioni
sieriche anticorpali per la valutazione di risposte clinicamente rilevanti alla
vaccinazione antipneumococcica (88).
Sebbene non siano ancora noti i livelli specifici di anticorpi o
l'attività opsonofagocitica correlati con la protezione nei confronti della malattia
pneumococcica, la presenza di anticorpi tipo-specifici verso il polisaccaride capsulare è
correlata alleffetto protettivo negli adulti. Gli studi sul vaccino coniugato
anti-Hib hanno dimostrato che livelli di anticorpi anticapsulari ³ 0,15 m g/ml sono protettivi nei
confronti di infezioni da Hib successive; quindi i ricercatori hanno ipotizzato che questo
livello minimo potrebbe essere protettivo anche nei confronti della malattia pneumococcica
(89-91). Mediante il dosaggio delle concentrazioni anticorpali totali, i ricercatori hanno
dimostraro che i vaccini coniugati antipneumococcici, che utilizzano diverse proteine
carriers, sono più immunogeni del PPV23 nei bambini piccoli (92-98).
Studi di immunogenicità in neonati e bambini sani
In uno studio, 212 neonati sani, furono randomizzati per ricevere o
PCV7 o un vaccino coniugato meningococcico di controllo, alle età di 2, 4, 6 e 12-15
mesi. La vaccinazione con PCV7 determinò un sostanziale incremento delle concentrazioni
sieriche anticorpali nei confronti di tutti e sette i sierotipi, rispetto alle
concentrazioni di base. Dopo 3 dosi di PCV7, dal 92% (sierotipi 6B e 23F) al 100%
(sierotipo 4) dei bambini avevano una concentrazione di anticorpi tipo-specifici ³ 0,15m g/ml e dal 51% (sierotipo 9
V) al 90% (sierotipo 19F) di essi raggiungevano un livello ³ 1,0 m g/ml nei confronti dei sierotipi vaccinali. La quarta dose
indusse una risposta anamnestica a ciascuno dei sette sierotipi (95).
Bambini con Anemia a cellule falciformi (SCD)
In uno studio condotto su bambini e giovani adulti affetti da SCD, i
bambini di età ³
2 anni avevano ricevuto o PPV23 soltanto (n=12) o PCV7 (2 dosi, a distanza di 8 settimane)
seguito da PPV23, 8 settimane più tardi (n=11) (93). Alla misurazione effettuata dopo 3-6
settimane dalla somministrazione di PPV23, le concentrazioni medie geometriche degli
anticorpi sierici (GMCs) risultarono più alte nel gruppo a cui era stato somministrato
PCV7 più PPV23 che in quello che aveva ricevuto PPV23 soltanto, nei confronti di tutti i
sierotipi del PCV7, con una significatività statistica per i sierotipi 14 e 19F. Le GMCs
anticorpali sieriche furono simili nei due gruppi per i sierotipi 1 e 15B, i due sierotipi
contenuti nel PPV23, ma non nel PCV7, dimostrando che il PCV7 non interferiva con la
risposta immune al PPV23. Dopo la somministrazione di PPV23, quattro degli undici soggetti
appartenenti al gruppo a cui era stato somministrato PCV7 più PPV23 e due degli undici
che avevano ricevuto PPV23 soltanto, riportarono febbre. La frequenza e la severità delle
reazioni locali al PPV23 non mostrarono differenze nei due gruppi.
In uno studio su 34 bambini con SCD di età <24 mesi che erano stati
vaccinati con PCV7 alle età di 2, 4 e 6 mesi, le GMCs delle IgG tipo-specifiche, dosate
con metodo ELISA, passarono da un valore base <0,1 m g/ml a un valore >2,0 m g/ml un mese dopo la terza dose, nei confronti di tutti e 7 i
sierotipi vaccinali (97, 99). Tra i 27 partecipanti che rimasero nello studio e che erano
stati vaccinati con PPV23 alletà di 24 mesi, si verificò unimportante
risposta booster (GMC >9.0m g/ml) dopo la somministrazione di PPV23, per tutti i sierotipi
del vaccino PCV7. Sia lattività opsonizzante sierica che le IgG totali furono
misurate per due sierotipi (6B e 14), ed in entrambi i test fu riscontrato un sostanziale
incremento dopo la dose booster con PPV23.
Bambini HIV positivi
I dati riguardanti luso del PCV7 nei bambini infettati da HIV
sono limitati. Tuttavia, in due studi condotti con formulazioni pentavalenti a contenuto
antigenico maggiore (cioè, 10 m g di ciascuno degli oligosaccaridi dei sierotipi 6B, 14, 18C, 19F
e 23F) e la stessa proteina carrier, il vaccino coniugato si dimostrò immunogeno nei
bambini HIV+ (94, 100). In uno studio su 60 bambini di età ³ 2 anni il vaccino pneumococcico coniugato
pentavalente risultò più immunogeno verso tutti e 5 i sierotipi rispetto al PPV23, sia
nei bambini HIV+ (n=30) che nei bambini HIV- (n=30). Nel 60% dei bambini HIV+ fu rilevato
un picco del livello di IgG ³ 4 dopo una dose di vaccino coniugato, rispetto al 31% dopo una
dose di PPV23 (P<0,05) (94). Prima della vaccinazione la stadiazione dell'infezione da
HIV e la conta dei CD4 nei bambini HIV+ risultarono simili sia nel gruppo del
vaccino coniugato che in quello del PPV23.
In un secondo studio condotto in bambini più piccoli con lo stesso
vaccino coniugato, la risposta anticorpale a tre dosi di vaccino pneumococcico coniugato
pentavalente fu messa a confronto tra 18 bambini HIV+ di età £ 2 anni e 33 bambini HIV- (100). Il
vaccino si dimostrò immunogeno in entrambi i gruppi. I livelli anticorpali raggiunti nei
neonati e negli infanti ai primi passi HIV+ risultarono più alti di quelli riportati dopo
una dose di vaccino pneumococcico coniugato pentavalente nello studio su bambini di età ³ 2 anni precedentemente
esaminato (94). In entrambi gli studi, non fu riportata alcuna differenza sostanziale
nella frequenza di reazioni locali o sistemiche tra i bambini che avevano ricevuto il
vaccino coniugato rispetto ai gruppi di controllo.
Nativi dAlaska e Indiani Americani
I ricercatori hanno studiato limmunogenicità di un vaccino
pneumococcico coniugato allestito con una proteina carrier diversa, in bambini di età
<2 anni Nativi dAlaska, Indiani Americani e in gruppi non appartenenti a queste
etnie (101). Un vaccino pneumococcico 7-valente costituito dai sierotipi 4, 6B, 9B, 14,
18C, 19F e 23F legati al complesso proteico della membrana esterna di Neisseria
meningitidis fu somministrato a neonati di 2, 4 e 6 mesi Nativi dAlaska, Indiani
Americani (come Apache e Navajo) e negli altri, con una dose booster a 15 mesi. La
risposta dopo le 3 dosi primarie di vaccino fu sovrapponibile nei 3 gruppi di bambini,
eccetto per i sierotipi 14 e 23F. Tuttavia, un mese dopo la dose booster, le GMCs
sierotipo-specifiche aumentarono per tutti e 7 i sierotipi nei tre gruppi di bambini
rispetto alle GMCs delle IgG dosate prima della dose booster. Nonostante sia stata
utilizzata una proteina carrier diversa, questo studio indica che limmunogenicità
del PCV7 in Nativi dAlaska e Indiani Americani potrebbe essere simile alla risposta
immune ottenuta tra i non Nativi dAlaska e i non Indiani Americani. Il Prevnar è in
fase di valutazione in uno studio defficacia condotto su Indiani Americani, ma i
risultati sono ancora incompleti.
Efficacia
I dati di uno studio condotto con PCV7 forniscono evidenza di efficacia
del vaccino nei confronti della malattia invasiva da Pneumococco, così come della sua
efficacia verso la polmonite clinica e lOMA in bambini sani di età <2 anni. I
risultati sono riassunti nella sezione successiva. Altri studi sullefficacia clinica
dei vaccini pneumococcici coniugati 7-, 9- e 11-valenti stanno attualmente per essere
condotti o sono in corso negli U.S.A., Sud Africa e in altri paesi. In questi studi
saranno valutati anche lefficacia protettiva nei confronti di mortalità generale,
polmonite, malattia invasiva, OMA e colonizzazione naso-faringea da pneumococchi.
Studi di efficacia
In uno studio prospettico in doppio cieco condotto sui pazienti di una
struttura sanitaria della California settentrionale, un totale di 37.830 bambini sani
(ossia, senza disordini del sistema immunitario o malattie croniche gravi), furono scelti
casualmente, per ricevere o PCV7 o un vaccino di controllo (meningococcico C coniugato).
Le vaccinazioni furono somministrate alle età di 2, 4, 6 e 12-15 mesi. Le vaccinazioni di
routine (comprendenti difto-tetano-pertosse, anti-Hib coniugato, anti-epatite B,
anti-polio orale e inattivato, MPR e varicella) furono somministrate secondo il calendario
in vigore. Inizialmente nelle vaccinazioni dellinfanzia era compreso il vaccino
difto-tetano-pertosse a cellule intere (DTwP); durante lo studio, luso del vaccino
antipertosse acellulare divenne di routine. Fino a marzo 2000, >50% dei partecipanti
allo studio erano stati seguiti per ³ 36 mesi (7).
La definizione di caso di malattia invasiva da pneumococco fu di
patologia acuta compatibile con malattia pneumococcica in un bambino dal quale S.
pneumoniae fosse isolato da un sito normalmente sterile (cioè, sangue o liquor). I
casi furono identificati attraverso sorveglianza attiva. Al momento dellanalisi
dellefficacia primaria nellagosto del 1998, il PCV7 risultò efficace al 100%
nei confronti dei sierotipi vaccinali, nei bambini interamente vaccinati (ossia che
avevano completato il ciclo primario con tre dosi) o parzialmente vaccinati (cioè che
avevano ricevuto ³ 1 dose) (intervallo di confidenza al 95% [IC] = 80,5% - 100% e 85,4% - 100%
rispettivamente). Ulteriori casi erano stati identificati dopo il completamento
dellanalisi primaria. Quando tutti i casi di malattia invasiva furono valutati,
durante lanalisi di follow-up nellaprile 1999, il PCV7 mostrò
unefficacia nei confronti dei sierotipi vaccinali del 97,4% (95% CI = 82,7% - 99,9%)
e del 93,9% (95% CI = 79,6% - 98,5% ) rispettivamente nei bambini che erano stati
totalmente e parzialmente vaccinati (Tabella 2). Inoltre, fu riscontrata una protezione
sierotipo-specifica statisticamente significativa per 4 dei 7 sierotipi del vaccino (19F,
14, 18C e 23F). La capacità dello studio di valutare lefficacia per i rimanenti 3
sierotipi fu limitata poiché pochissimi casi erano stati causati da questi sierotipi in
entrambi i gruppi di trattamento (7). Non risultò evidenza di un incremento di malattia
invasiva causata dai sierotipi non vaccinali.
Come obiettivo secondario, per valutare lefficacia del PCV7 nel
prevenire polmoniti di qualunque eziologia nella popolazione in studio, gli sperimentatori
esaminarono le documentazioni relative a ricoveri ospedalieri, visite ambulatoriali e
afferenze al Pronto Soccorso dei bambini in studio. Gli outcomes monitorati comprendevano
diagnosi di polmoniti, polmoniti cliniche con anomalie radiologiche del torace e polmoniti
cliniche con addensamenti ³ 2,5 cm riscontrati allRx del torace.
Tabella 2. Efficacia del vaccino pneumococcico coniugato epta-valente
(PCV7) nei confronti della malattia invasiva in uno studio controllato randomizzato su
37.868 bambini - Northern California Kaiser Permanente, 1995-1999*
| |
Numero di
casi,
PCV7 |
Numero di
casi,
vaccino di controllo° |
Efficacia percentuale
(IC 95%) |
Analisi
dellefficacia primaria§ |
|
|
|
|
Completamente vaccinati,
^sierotipi vaccinali |
0 |
17 |
100.0 |
(80.5-100) |
Intent-to-treat,
*sierotipi vaccinali |
0 |
22 |
100.0 |
(85.4-100) |
| Analisi di follow-up§§ |
|
|
|
|
Completamente vaccinati,
^sierotipi vaccinali |
1 |
39 |
97.4 |
(82.7-99.9) |
Intent-to-treat,
*sierotipi vaccinali |
3 |
49 |
93.9 |
(79.5-98.5) |
| Tutti i sierotipi, compresi
quelli non vaccinali |
6 |
55 |
89.1 |
(73.7-95.8) |
Fonte: Black S, Shinefield H, Fireman B, et al. Efficacy, safety and
immunogenicity of heptavalent pneumococcal vaccine in children. Pediatr Infect Dis J
2000,; 19:187-95.
° Vaccino meningococcico coniugato di gruppo C, di controllo.
§ Durante lagosto 1998, quando lefficacia fu stabilita e
larruolamento allo studio terminato.
^ Completamente vaccinati: che hanno ricevuto almeno le tre dosi del ciclo primario.
* Lanalisi intent-to-treat comprende i bambini parzialmente o completamente
vaccinati.
§§ Durante laprile 1999; continuo follow-up in cieco dei soggetti in
studio
Tra i bambini che avevano ricevuto ³ 1 dose del vaccino in studio (analisi intent-to-treat),
lutilizzo di PCV7 portò all11,4% (IC al 95% = 1,3%-20,5%) in meno dei casi di
polmonite clinica, indipendentemente dal risultato radiografico o colturale. I casi di
polmonite clinica accompagnati da Rx con qualche evidenza di infiltrato furono ridotti del
33% (IC al 95% = 7,3%-51,5%). Nei bambini ai quali era stata fatta diagnosi clinica di
polmonite e con evidenza radiologica di unarea di addensamento ³ 2,5 cm, rispettivamente da
un pediatra e da un radiologo, lefficacia del PCV7 risultò del 73,1% (IC al 95% =
38%-88%) (102).
Lefficacia del PCV7 nel ridurre le visite ambulatoriali per OMA
di qualunque natura, incluso il rischio per il primo episodio di OMA, per episodi
recidivanti di OMA, e per drenaggio da timpanostomia, fu valutata come outcome secondario
nello studio Northern California Kaiser Permanente. Episodi di OMA clinicamente
diagnosticata nella popolazione in studio furono identificati retrospettivamente
attraverso lanalisi delle banche-dati informatizzate di reparto e di pronto
soccorso. Per escludere le visite successive, correlate ad un unico episodio di OMA, un
caso di OMA fu definito come una visita per otite media, senza alcuna visita per otite
media effettuata durante i 21 giorni precedenti, oppure, se la visita era stata effettuata
durante i precedenti 21-42 giorni, lappuntamento doveva essere stato fissato almeno
3 giorni prima. LOMA recidivante fu definita come ³ 3 episodi in 6 mesi o ³ 4 episodi in un anno.
Si riscontrò una sostanziale riduzione degli episodi di OMA.
Limpatto del vaccino fu maggiore per le otiti recidivanti e per la drenaggio da
timpanostomia (Tabella3) (7). Paragonati ai bambini che avevano ricevuto il vaccino di
controllo, quelli che avevano ricevuto il PCV7 riportarono il 6,4% (IC al 95% = 3,9% -
8,7%) in meno di episodi di OMA, il 9,1% (IC al 95% = 4,1% - 13,8%) in meno di episodi di
OMA recidivante (definiti come ³ 3 episodi in 6 mesi o ³ 4 episodi in un anno), ed una riduzione del 20,3% (IC al 95% =
3,6% - 34,1%) di drenaggio da timpanostomia (Tabella 3). In un sottogruppo di bambini in
studio con rottura spontanea della membrana timpanica, S. Pneumoniae fu isolato dal
liquido di drenaggio auricolare di 6 bambini vaccinati con PCV7 e di 17 bambini che
avevano ricevuto il vaccino di controllo (lefficacia del vaccino risultò del 65%
per lOMA causata dallo pneumococco sierotipo vaccinale [P= 0,035]).
La capacità del PCV7 di proteggere i bambini dallOMA fu inoltre
valutata in uno studio di efficacia condotto in Finlandia (103). I bambini (N = 1.662)
furono randomizzati per ricevere o il PCV7 o il vaccino anti epatite B (di controllo) alle
età di 2, 4, 6 e 12 mesi. Gli outcomes misurati includevano lOMA con contemporanea
miringotomia per la definizione della diagnosi batterica. Gli sperimentatori
registrarono 2.596 episodi di OMA durante il periodo di follow-up del protocollo di
analisi. Di questi, 357 episodi erano stati provocati dal sierotipo vaccinale di
pneumococco. Un totale di 107 episodi si verificò nel gruppo PCV7 e 250 nel gruppo di
controllo, con unefficacia stimata del 57% (IC al 95% = 44% - 67%) nei confronti di
OMA da sierotipi vaccinali confermate colturalmente. Lefficacia percentuale stimata
risultò più bassa per gli outcomes comprendenti sierotipi pneumococcici non vaccinali o
altri patogeni causa di OMA. Per la prevenzione delle OMA causate da pneumococchi
appartenenti a qualunque sierotipo, lefficacia stimata fu del 34% (95% CI = 21% -
45%), e lefficacia nei confronti delle OMA indipendentemente dalleziologia
risultò del 6% (95% CI = -4% - 16%) (83).
Ulteriori analisi rilevarono una efficacia del 51% (95% CI = 27% - 67%)
nei confronti dei sierotipi vaccino-correlati (6A, 9N, 18B, 19A e 23A). Un incremento del
33% nella frequenza di episodi di OMA causati da sierotipi non vaccinali, si verificò nel
gruppo che aveva ricevuto PCV7 rispetto al gruppo di controllo. Tuttavia, nonostante
lincremento delle malattie causate da sierotipi non vaccinali, il risultato netto
riguardo le OMA pneumococciche fu una riduzione del 34%.
Tabella 3. Efficacia del vaccino pneumococcico coniugato epta-valente
(PCV7) nei confronti delle otiti medie acute clinicamente diagnosticate su 37.868 bambini
in uno studio controllato randomizzato Northern California Kaiser Permanente,
1995-1999*
| Outcome misurati |
Riduzione stimata (%)
(IC 95%)
Analisi di bambini completamente vaccinati° |
Riduzione stimata (%)
(IC 95%)
Analisi intent-to-treat^ |
Episodi
totali di otite media |
7,0 |
(4.1-9.7) |
6,4 |
(3,9-8,7) |
Otiti medie
recidivanti
(per es. ³ 3 episodi in 6 mesi o ³ 4 episodi in 1 anno) |
9,3 |
(3,0-15,1) |
9,1 |
(4,1-13,8) |
Otiti medie
recidivanti
(per es. ³ 4 episodi in 6 mesi o ³ 5 in 1 anno) |
11,9 |
(1,6-21,1) |
10,0 |
(2,4-17,0) |
Otiti medie
recidivanti
(per es. ³ 5 episodi in 6 mesi o ³ 6 in 1 anno) |
22,8 |
(6,7-36,2) |
12,3 |
(0-23,2) |
Timpanoplastica |
20,1 |
(1,5-35,2) |
20,3 |
(3,6-34,1) |
* Fonte: Black S, Shinefield H,
Fireman B, et al. Efficacy, safety and immunogenicity of heptavalent pneumococcal vaccine
in children. Pediatr Infect Dis J 2000,; 19:187-95.
° Completamente vaccinati: soggetti che hanno ricevuto almeno le tre dosi del ciclo
primario.
^^ Lanalisi intent-to-treat comprende i bambini parzialmente o completamente
vaccinati (cioè, i soggetti che hanno ricevuto 1, 2, 3, o 4 dosi di PCV7).
Effetti sullutilizzo di antibiotici
La prevenzione delle infezioni pneumococciche nei bambini piccoli dopo
utilizzo esteso del PCV7 potrebbe portare ad una riduzione delluso di antibiotici,
come riportato nello studio di efficacia vaccinale Northern California Kaiser Permanente
nel quale fu registrata una riduzione del 5,3% nel gruppo di bambini che erano stati
vaccinati con PCV7 (104). Una riduzione nellutilizzo di antibiotici potrebbe
rallentare o bloccare la tendenza verso laumento della antibiotico-resistenza degli
pneumococchi.
Altri studi sullimpatto del vaccino
I vaccini coniugati anti-Hib riducono lacquisizione della
colonizzazione batterica naso-faringea in neonati e bambini, un effetto che si ritiene
abbia contribuito al successo dei programmi di vaccinazione anti-Hib fornendo la
necessaria herd immunity (105). In due studi condotti con un vaccino pneumococcico
coniugato CMR 197 9-valente in Israele ed in Sud Africa, è stata riportata una riduzione
del 40 e del 50% del trasporto del sierotipo vaccinale di S. Pneumoniae (5,6). In
entrambi gli studi la vaccinazione portò ad una riduzione del trasporto naso-faringeo di
pneumococchi dei sierotipi vaccinali e ad un contemporaneo aumento nella determinazione
del trasporto di pneumococchi appartenenti a sierotipi non vaccinali. Non è noto se ciò
rappresenti una reale sostituzione di sierotipi nella popolazione di portatori o
semplicemente lo smascheramento di sierotipi che comunque colonizzavano il naso-faringe.
Ulteriori informazioni riguardanti limpatto del PCV7 sulla colonizzazione
naso-faringea sono attese da un prossimo studio di efficacia nelle popolazioni Navajo e
Apaches.
In uno studio randomizzato a doppio cieco con un vaccino pneumococcico
coniugato 9-valente contenente il carrier CRM 197 in bambini ai primi passi sani che
frequentavano centri di cura diurna in Israele, il vaccino coniugato o il vaccino di
controllo (meningococcico C coniugato) fu somministrato a bambini appartenenti a due
gruppi di età, 12-17 mesi (2 dosi) e 18-35 mesi (1 dose). Outcomes primari furono
frequenza di portatori di sierotipi vaccinali e di pneumococchi penicillino-resistenti.
Dopo 21 mesi di follow-up, la frequenza di portatori di pneumococchi sierotipo vaccinale
fu sostanzialmente più bassa nei bambini ai primi passi, che erano stati vaccinati con il
9-valente rispetto al gruppo di controllo. Sia per il sierotipo vaccinale che per S.
Pneumoniae penicillino-resistente, differenze nello stato di portatore persistevano
per i bambini di età < 36 mesi e per quelli = 36 mesi, sebbene la differenza fosse
maggiore nei bambini di età < 36 mesi. Lo studio inoltre dimostrò la presenza di
herd-immunity tra i familiari; i fratelli di coloro che avevano ricevuto il 9-valente
risultarono avere una minor possibilità di diventare portatori di pneumococchi
antibiotico-resistenti rispetto ai fratelli di coloro che avevano ricevuto il vaccino di
controllo (106).
Durata della protezione
La durata della protezione dopo vaccinazione con PCV7 non è nota.
Comunque si instaura memoria immunologica. In bambini di età £ 20 mesi che avevano ricevuto la
vaccinazione primaria con 2 o 3 dosi di PCV7, la somministrazione di PPV23 £ 18 mesi dopo, portò ad una
risposta booster. Una risposta simile era evocata nei bambini di 2-3 anni quando si
somministrava PPV23 =20 mesi dopo un vaccino coniugato CRM197 bivalente (per es., 6A più
23F) (92, 96).
Sono necessari ulteriori studi sul PCV7 con periodi di follow-up più
lunghi. La valutazione della durata della protezione sarà critica per i bambini più
grandi ad elevato rischio di malattia (per es., quelli con SCD e con infezione da HIV).
Analisi costo beneficio
Costi e benefici di un programma di vaccinazione di routine con PCV7,
in neonati e bambini sani U.S., sono stati valutati in uno studio utilizzando stime
aggiornate sul carico di malattia pneumococcica (meningiti, batteriemie, polmoniti ed
episodi di OMA), outcomes clinici, efficacia vaccinale e costi sanitari (107). Le fonti
degli outcomes clinici e dei costi includevano dati pubblicati e non, consulenze di
esperti ed i databases computerizzati del Kaiser Permanente of Northern California. Per
ogni coorte annuale di nati negli U.S.A., si stima che la vaccinazione di routine con PCV7
prevenga circa 12.000 (78% dei casi potenziali) casi di meningiti e batteriemie
pneumococciche; 53.000 (69% dei casi potenziali) casi di polmonite pneumococcica; più di
un milione (8% dei casi potenziali) di episodi di otiti medie clinicamente diagnosticate.
La vaccinazione dei bambini sani potrebbe portare ad un risparmio netto per la società se
il costo del vaccino fosse £ 46 dollari a dose. Un netto risparmio sulle assicurazioni sulla
salute si realizzerebbe se il vaccino costasse £ 18 dollari a dose. Un programma in cui una dose di vaccino fosse
somministrata a bambini di 24-59 mesi, per metterli in regola con il calendario delle
vaccinazioni, potrebbe portare ad un risparmio di costi per la società se il vaccino
costasse £ 80
dollari per bambino di 24-35 mesi, e £ 50 dollari per quelli di 48-59 mesi. Dalla prospettiva
dellutente, il risparmio potrebbe realizzarsi se il vaccino costasse £ 40 dollari e £ 20 dollari qualora
somministrato rispettivamente a bambini di 24-35 mesi e 48-59 mesi. I risultati di questo
studio dimostrano che il costo/efficacia della vaccinazione di neonati e bambini ai primi
passi è influenzato soprattutto dal prezzo del vaccino, soprattutto nei bambini ³ 24 mesi. In una recente
rianalisi del costo/efficacia del PCV7 sulla base di informazioni ulteriori ed aggiornate
(compresi i dati aggiornati sulla sicurezza, i costi nazionali e i tassi di drenaggio da
timpanostomia), gli stessi ricercatori hanno rilevato che i costi minimi per la
vaccinazione dei bambini, dalla prospettiva sociale e del contribuente, sarebbero di 40
dollari e 17 dollari rispettivamente (108).
Sicurezza del vaccino
Sicurezza nella somministrazione del ciclo di PCV7 nei bambini
La frequenza e il tipo di reazioni avverse associate a PCV7
somministrato alle età di 2, 4, 6 e 12-15 mesi, risultano accettabili se paragonati ai
benefici dimostrati della vaccinazione. Nello studio di efficacia Northern California
Kaiser Permanente, la frequenza di reazioni avverse fu messa a confronto tra bambini che
avevano ricevuto PCV7 e quelli che avevano ricevuto il vaccino di controllo
(meningococcico coniugato gruppo C di controllo). Le vaccinazioni di routine
dellinfanzia furono somministrate regolarmente con il PCV7 e il vaccino di controllo
(inizialmente tutti i bambini in studio ricevettero il vaccino anti-pertosse a cellule
intere e lanti-polio orale; tuttavia, a seguito dei cambiamenti nelle
raccomandazioni vaccinali intercorsi a metà dello studio, i partecipanti cominciarono a
ricevere il DTaP e lIPV). Per valutare la sicurezza del vaccino, furono raccolte
informazioni riguardo le reazioni locali e sistemiche insorte 48-72 ore e 14 giorni dopo
ogni dose. Attraverso interviste telefoniche, i ricercatori raccolsero storie di eventi
avversi per due sottogruppi della popolazione in studio inizialmente un gruppo
ricevente DTwP (N=6.000) e successivamente un gruppo ricevente DtaP (N=1.500). La
frequenza di eventi non comuni richiedenti lattenzione medica dopo vaccinazione fu
valutata per lintera coorte in studio, incluse le visite in emergenza e quelle
ambulatoriali verificatesi =30 giorni ed i ricoveri verificatisi =60 giorni dopo aver
ricevuto i vaccini in studio. La vaccinazione con PCV7 presentò reazioni locali con minor
frequenza rispetto al DTwP, ma più frequenti reazioni locali rispetto al DTaP e al
vaccino di controllo. Eccetto che per leritema, non fu riscontrato alcun pattern di
aumentata reattogenicità locale con le successive dosi di PCV7 (Tabella 4).
Febbre ³ 100.4 F (³ 38 C) =48 ore dopo la vaccinazione fu più comune nei bambini a
cui era stato somministrato PCV7 insieme con DTaP ed altri vaccini raccomandati, rispetto
ai bambini che avevano ricevuto il vaccino di controllo. Questa differenza risultò
statisticamente significativa dopo ciascuna dose di vaccino del ciclo primario ma non dopo
la quarta dose (Tabella 5). La frequenza di febbre > 102,2 F (> 39 C) fu sostanzialmente maggiore tra coloro che avevano ricevuto
PCV7 dopo la seconda dose del ciclo primario (2,5% versus 0,8%).
Il rialzo febbrile dopo la vaccinazione fu leggermente più frequente
nel gruppo del PCV7; tuttavia, la maggior parte degli eventi si verificò quando il
vaccino anti-pertosse a cellule intere fu somministrato contemporaneamente al PCV7.
Analizzando i ricoveri ospedalieri, le visite in pronto soccorso e i dati provenienti da
tutte le altre fonti, rialzi termici verificati =3 giorni dalla vaccinazione, si
registrarono in quattro bambini che avevano ricevuto il vaccino di controllo e in otto che
avevano ricevuto il PCV7. Degli otto riceventi il PCV7, che avevano manifestato febbre,
sette avevano ricevuto contemporaneamente DTwP. Due bambini che erano stati vaccinati
contemporaneamente con DTaP manifestarono febbre =3 giorni dopo la vaccinazione, uno per
ciascuno dei due gruppi, PCV7 e vaccino di controllo (109). La frequenza dei rialzi
febbrili =3 giorni dopo la vaccinazione con PCV7 e le vaccinazioni concomitanti fu
approssimativamente di 1/7.000 dosi, al di sotto dei tassi storici registrati dopo
somministrazione del vaccino anti-pertosse a cellule intere (109, 110).
Entro il 20 Aprile 1999, un totale di 32 bambini che originariamente
erano stati inclusi nello studio, morirono (109); nessuna delle morti fu associata al
vaccino. Un totale di 12 casi di SIDS (Sindrome della morte improvvisa del lattante)
furono osservati nella coorte in studio =1 anno dalla vaccinazione, 4 nel gruppo PCV7 (0,2
casi/1.000 bambini) e 8 nel gruppo di controllo (0,4 casi/1.000 bambini). Questi tassi
sono più bassi dellatteso storico; 0,5 casi su 1.000 bambini furono osservati in
California nel 1996 e nel 1997. Una morte attribuibile a SIDS si verificò entro la prima
settimana dalla vaccinazione in un bambino che aveva ricevuto PCV7 insieme ad altri
vaccini. Secondo unanalisi stratificata per età e stagione basata sui dati di SIDS
in California, ci si sarebbero potuti attendere 1.06 casi =1 settimana dalla vaccinazione
(7).
Tabella 4. Percentuale di soggetti con reazioni locali £ 2 giorni dopo la
vaccinazione con PCV7 e DTaP di bambini alle età 2, 4, 6 e 12-15 mesi*
|
Dose 1 |
Dose 2 |
Dose 3 |
Dose 4 |
|
Sito PCV7 |
Sito DTaP |
Sito PCV7 |
Sito DTaP |
Sito PCV7 |
Sito DTaP |
Sito PCV7 |
Sito DtaP ° |
Reazioni |
(N = 693) |
(N = 693) |
(N = 526) |
(N = 526) |
(N = 422) |
(N = 422) |
(N = 165) |
(N = 165) |
Eritema |
|
|
|
|
|
|
|
|
Assente |
10.0 |
6.72 |
11.6 |
10.5 |
13.8 |
11.4 |
10.9 |
3.62 |
> 2.4 cm |
1.3 |
0.42 |
0.6 |
0.6 |
1.4 |
1.0 |
3.6 |
0.6 |
Indurimento |
|
|
|
|
|
|
|
|
Assente |
9.8 |
6.62 |
12.0 |
10.5 |
10.4 |
10.4 |
12.1 |
5.52 |
> 2.4 cm |
1.6 |
0.9 |
1.3 |
1.7 |
2.4 |
1.9 |
5.5 |
1.8 |
Dolorabilità |
|
|
|
|
|
|
|
|
Assente |
17.9 |
16.0 |
19.4 |
17.3 |
14.7 |
13.1 |
23.3 |
18.4 |
Ostacolato movimento dellarto |
3.1 |
1.82 |
4.1 |
3.3 |
2.9 |
1.9 |
9.2 |
8.0 |
*Fonte: Food and Drug
Administration. Product approval information-licensing action. Hyattsville, MD: US
Department of Health and Human Services, Food and Drug Administration, Center for
Biologics Evaluation and Research, 2000. Available at http://www.fda.gov/cber/products/pneuled021700.htm. Accessed August 9, 2000.
° Soggetti che potrebbero aver ricevuto il vaccino DTwP o un regime a 2
vaccini DTwP/DTaP per il ciclo primario; quindi, questa colonna comprende la quarta dose
di un vaccino anti- pertosse, ma non necessariamente una quarta dose di DTaP.
1 P <0.05 quando il sito PCV7 è comparato al sito DTaP utilizzando il sign
test.
Tabella 5. Verificarsi di febbre £ 48 ore bambini riceventi PCV7 o vaccino di controllo (ad
es. meningococcico C coniugato)*°
|
PCV7 |
Vaccino di controllo |
|
Reazioni |
% |
N |
% |
N |
P-value |
Febbre =100.4F (=38 C) |
|
|
|
|
|
Dose 1 |
15,1 |
709 |
9,4 |
710 |
0,001 |
Dose 2 |
23,9 |
556 |
10,9 |
507 |
0,001 |
Dose 3 |
19,1 |
461 |
11,8 |
414 |
0,003 |
Dose 4 |
21,0 |
224 |
17,0 |
230 |
0,274 |
Febbre >102.2F (>39 C) |
|
|
|
|
|
Dose 1 |
0,9 |
709 |
0,3 |
710 |
0,178 |
Dose 2 |
2,5 |
556 |
0,8 |
507 |
0,029 |
Dose 3 |
1,7 |
461 |
0,7 |
414 |
0,180 |
Dose 4 |
1,3 |
224 |
1,7 |
230 |
>0,999 |
* Somministrato simultaneamente al
DTaP e ad altre vaccinazioni raccomandate dellinfanzia.
° Fonte: Black S, Shinefield H, Fireman B, et al. Efficacy, safety and
immunogenicity of heptavalent pneumococcal vaccine in children. Pediatr Infect Dis J
2000,; 19:187-95.
Sicurezza nella somministrazione
di PCV7 nei bambini più grandi
I dati sulla sicurezza sono disponibili da 4 studi di immunogenicità
del PCV7 in bambini più grandi (109). Approssimativamente sono state somministrate 900
dosi di PCV7 a 560 bambini di età compresa tra 7 mesi e 9 anni seguendo la schedula
raccomandata per la somministrazione delle vaccinazioni in quei bambini che hanno superato
letà del calendario dellinfanzia. Paragoni tra gli studi, dimostrano che,
generalmente, la frequenza di reazioni locali era più alta nei bambini più grandi che in
quelli vaccinati ad età <1 anno. La frequenza di febbre ³ 100.4F (³ 38°C) dopo una dose di PCV variava tra
il 6,8% e il 36,7%. Non risultò evidente alcun differente pattern, età-correlato, di
reazioni sistemiche. La reazione sistemica più comunemente osservata fu lagitazione
(Tabelle 6,7).
Tabella 6. Percentuale di soggetti riportanti reazioni locali £ 3 giorni dopo la
vaccinazione con PCV7 neonati e bambini di età 7 mesi 9 anni*
Età alla prima vaccinazione |
|
7-11 mesi |
12-23 mesi |
24-35 mesi |
36-59 mesi |
5-9
anni |
Numero
studio |
118-12 |
118-16 |
118-9 |
118-18 |
118-18 |
118-18 |
118-18 |
Numero
dose |
1 |
2 |
3 |
1 |
2 |
3 |
1 |
1 |
2 |
1 |
1 |
1 |
Numero
soggetti |
54 |
51 |
24 |
81 |
76 |
50 |
60 |
114 |
117 |
46 |
48 |
49 |
Reazione |
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Eritema |
Assente |
16,7 |
11,8 |
20,8 |
7,4 |
7,9 |
14,0 |
48,3 |
10,5 |
9,4 |
6,5 |
29,2 |
24,2 |
>
2.4 cm° |
1,9 |
0 |
0 |
0 |
0 |
0 |
6,7 |
1,8 |
1,7 |
0 |
8,3 |
7,1 |
Indurimento |
Assente |
16,7 |
11,8 |
8,3 |
7,4 |
3,9 |
10,0 |
48,3 |
8,8 |
6,0 |
10,9 |
22,9 |
25,5 |
>
2.4 cm° |
3,7 |
0 |
0 |
0 |
0 |
0 |
3,3 |
0,9 |
0,9 |
2,2 |
6,3 |
9,3 |
Dolorabilità |
Assente |
13,0 |
11,8 |
12,5 |
8,6 |
10,5 |
12 |
46,7 |
25,7 |
26,5 |
41,3 |
58,3 |
82,8 |
Ostacolato
movimento dellarto |
1,9 |
2,0 |
4,2 |
1,2 |
1,3 |
0 |
3,3 |
6,2 |
8,5 |
13,0 |
20,8 |
39,4 |
*Fonte: Adapted from Food
and Drug Administration. Product approval information-licensing action. Hyattsville, MD:
US Department of Health and Human Services, Food and Drug Administration, Center for
Biologics Evaluation and Research, 2000. Available at http://www.fda.gov/cber/products/pneuled021700.htm. Accessed August 9, 2000.
° Per gli studi 118-16 e 118-18, ³ 2 cm
Tabella 7. Percentuale di soggetti riportanti reazioni sistemiche £ 3 giorni dopo la
vaccinazione con PCV7 neonati e bambini di età 7 mesi 9 anni*
Età alla prima vaccinazione |
|
7-11 mesi |
12-23 mesi |
24-35
mesi |
36-59
mesi |
5-9
anni |
Numero
studio |
118-12 |
118-16 |
118-9 |
118-18 |
118-18 |
118-18 |
118-18 |
Numero
dose |
1 |
2 |
3 |
1 |
2 |
3 |
1 |
1 |
2 |
1 |
1 |
1 |
Numero
soggetti |
54 |
51 |
24 |
85 |
80 |
50 |
60 |
120 |
117 |
47 |
52 |
100 |
Reazione |
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Febbre |
³ 100,4F (³ 38C) |
20,8 |
21,6 |
25,0 |
17,6 |
18,8 |
22,0 |
36,7 |
11,7 |
6,8 |
14,9 |
11,5 |
7,0 |
>102,2F
(>39C) |
1,9 |
5,9 |
0 |
1,6 |
3,9 |
2,6 |
0 |
4,4 |
0 |
4,2 |
2,3 |
1,2 |
Agitazione |
29,6 |
39,2 |
16,7 |
54,1 |
41,3 |
38,0 |
40,0 |
37,5 |
36,8 |
46,8 |
34,6 |
29,3 |
Sonnolenza |
11,1 |
17,6 |
16,7 |
24,7 |
16,3 |
14,0 |
13,3 |
18,3 |
11,1 |
12,8 |
17,3 |
11,0 |
Diminuzione
dellappetito |
9,3 |
15,7 |
0 |
15,3 |
15,0 |
30,0 |
25,0 |
20,8 |
16,2 |
23,4 |
11,5 |
9,0 |
*Fonte: Adapted from Food
and Drug Administration. Product approval information-licensing action. Hyattsville, MD:
US Department of Health and Human Services, Food and Drug Administration, Center for
Biologics Evaluation and Research, 2000. Available at http://www.fda.gov/cber/products/pneuled021700.htm. Accessed August 9, 2000.
Sicurezza nella somministrazione di PCV7 dopo PPV23
Sono disponibili scarsi dati sulla sicurezza circa la somministrazione
in sequenza di PPV23 - PCV7. Tuttavia, in uno studio pubblicato in bambini e giovani
adulti con SCD, 16 partecipanti allo studio avevano già ricevuto una dose di PPV23, 3-15
anni prima (i soggetti che avevano ricevuto PPV23 entro 2 anni prima furono esclusi). Di
questi 16 pazienti con SCD, 9 che avevano ricevuto 2 dosi di PCV7 seguite da una dose di
PPV23 8 settimane più tardi, furono confrontati con 7 che avevano ricevuto una dose di
PPV23. Non fu riportata alcuna reazione grave; le reazioni locali furono simili nei due
gruppi (93).
Sicurezza nella somministrazione di PPV23 dopo PCV7
Sono stati condotti 5 studi nei quali 152 neonati, bambini e giovani
adulti ricevettero ³ 1 dose di vaccino pneumococcico coniugato a CRM 197 2-5 e 7-valente, seguito da
una dose di PPV23. Le popolazioni in studio comprendevano neonati e bambini sani (92, 96),
bambini e giovani adulti HIV+ (94) e neonati e bambini con SCD (93, 99). Il PPV23 fu
somministrato da 6 settimane a 20 mesi dopo il vaccino pneumococcico coniugato. Eventi
avversi furono descritti in 3 dei 5 studi. Nessun evento avverso grave fu riscontrato dopo
la dose di PPV23. Nessun aumento di eventi avversi fu registrato nei soggetti HIV+ che
avevano ricevuto il vaccino pneumococcico coniugato penta-valente seguito da PPV23,
rispetto a coloro che avevano ricevuto PPV23 soltanto (94). Nei bambini con SCD che
avevano ricevuto sia PCV7 seguito da PPV23 sia PPV23 soltanto, si verificò febbre in 4/11
bambini e in 2/11 bambini rispettivamente. Le reazioni locali non differirono nei due
gruppi (93).
Rivaccinazione con PPV23
Nessuno studio pubblicato era stato progettato specificatamente per
esaminare eventi avversi in bambini a cui era stata somministrata una seconda dose di
PPV23 dopo una precedente dose di PPV23. Tuttavia, nello studio precedentemente descritto
(93) nel quale bambini piccoli e giovani adulti con SCD erano stati vaccinati sia con PCV7
e PPV23 consecutivamente, sia con PPV23 soltanto, 16 dei 23 pazienti arruolati erano stati
vaccinati con una dose di PPV23, 3-15 anni prima. Tutti i pazienti furono randomizzati per
ricevere o una dose di PPV23 o due dosi di PCV7 seguite da una dose booster di PPV23 8
settimane più tardi. Nessuna reazione grave fu riportata dopo la seconda dose di PPV23.
Somministrazione del vaccino
Il PCV7 si somministra per via intramuscolare. alla dose di 0,5 ml. Il
PCV è licenziato per lutilizzo nei neonati di età ³ 6 settimane. Il PCV7 può essere
somministrato contemporaneamente ad altre vaccinazioni di routine dellinfanzia, in
siringhe separate in un differente sito di inoculo. In alcuni studi clinici sul PCV7,
quando le vaccinazioni di routine dellinfanzia erano somministrate
contemporaneamente al PCV7, ma in siti differenti, si verificava una soppressione della
risposta allHib dopo la IV dose. Tuttavia, >97% dei bambini raggiunsero titoli
anticorpali ³ 1m g/ml. Inoltre, si verificò
una limitata riduzione della risposta anticorpale al polivirus di tipo 1; comunque il
significato clinico di questa riduzione non è certo (109, 111).
I vaccini coniugati contenenti tossoide difterico o una proteina come
carrier (per es., CRM 197) non dovrebbero essere considerati agenti immunizzanti contro la
difterite. Quindi, non è attualmente raccomandato alcun cambiamento nella schedula
vaccinale per il vaccino DTaP. La somministrazione contemporanea di PCV7 con altri vaccini
agli appuntamenti del 2, 4 e 6 mese, potrebbe comportare cinque iniezioni per ogni visita.
I medici potrebbero considerare i potenziali approcci per ridurre il numero di iniezioni
simultanee necessarie. Un approccio consiste nel somministrare le prime due dosi di
anti-epatite B alla nascita e al primo mese di vita. In alternativa è disponibile un
prodotto combinato anti-Hib anti-epatite B da utilizzare alle età di 2, 4 e 12-15 mesi.
Unalternativa per ridurre il numero di iniezioni contemporanee, alla
somministrazione della quarta dose, sarebbe quella di dividere le iniezioni necessarie tra
le visite a 12 mesi e quelle a 15 o 18 mesi. I vaccini combinati, attualmente valutati
dalle industrie, potrebbero ridurre ulteriormente il numero di iniezioni multiple.
Precauzioni e controindicazioni
La vaccinazione con PCV7 è controindicata in soggetti con
ipersensibilità nota a qualche componente del vaccino. Gli operatori sanitari possono
scegliere di ritardare la vaccinazione dei bambini con malattia moderata o grave fino alla
guarigione del bambino, sebbene le malattie minori (per es., blanda infezione delle alte
vie respiratorie con o senza febbricola) non costituiscano controindicazione alla
vaccinazione. Ogni evento avverso sospettato di essere associato alla vaccinazione con
PCV7 dovrebbe essere segnalato al Vaccine Adverse Events Reporting System (VAERS) (I moduli
VAERS possono essere richiesti telefonando al n. 800 822-7967 e informazioni supplementari
sono disponibili su http://www.vaers.org
31/06/00). La somministrazione contemporanea di PCV7 e PPV23 non è raccomandata poichè
la sicurezza e lefficacia della vaccinazione concomitante non è stata studiata.
RACCOMANDAZIONI PER LUSO DI PCV7
Bambini per i quali il PCV7 è raccomandato
Bambini di età £ 23 mesi
Tutti i bambini di età £ 23 mesi dovrebbero essere vaccinati con PCV7 (Tabella 8). La
vaccinazione infantile fornisce una protezione il più precocemente possibile e i bambini
di età £ 23
mesi hanno i tassi più alti di infezione pneumococcica. Il PCV7 è sicuro e altamente
efficace nella prevenzione della malattia invasiva ed è efficace nel prevenire una quota
di casi di OMA e polmoniti in neonati e bambini piccoli sani (Forte evidenza: bambini di
età 2-6 mesi A^; bambini di età 7-23 mesi B) (Tabella 9).
^A Forte evidenza, compresi i risultati di studi di efficacia, supporta
luso del vaccino.
B Moderata evidenza, compresi i dati di immunogenicità ma non i dati
di efficacia, supportano luso del vaccino.
C Non è disponibile alcuno studio, né di efficacia né di
immunogenicità, su questa popolazione, ma la protezione è prevista sulla base di tali
studi in altri gruppi; la vaccinazione è supportata dalle autorità competenti.
Schedula vaccinale.
I neonati che ricevono la loro prima dose ad unetà £ 6 mesi dovrebbero ricevere
tre dosi di PCV7 ad intervalli di circa 2 mesi, seguite da una quarta dose a 12-15 mesi
(Tabella 10). I nuovi nati dovrebbero cominciare la schedula a 2 mesi, sebbene il PCV7
possa essere somministrato già alletà di 6 settimane. I neonati prematuri (cioè,
<37 settimane di gestazione) dovrebbero ricevere PCV7 alletà cronologica
raccomandata contemporaneamente alle altre vaccinazioni di routine. Per i neonati con
lunga permanenza in neonatologia, linizio della vaccinazione dovrebbe essere
programmato prima della dimissione. Anche i bambini di età ³ 7 mesi non precedentemente vaccinati,
dovrebbero essere vaccinati secondo la schedula raccomandata (Tabella 10). La schedula
vaccinale proposta è la stessa per tutti i bambini di età £ 23 mesi, indipendentemente dalla presenza
di condizioni mediche concomitanti (per es., bambini con infezione da HIV, SCD o altra
asplenia, malattia cronica o che siano altrimenti immunocompromessi). Linterruzione
della schedula vaccinale non richiede la ripetizione dellintero ciclo o
laggiunta di dosi extra (Tabella 11).
TABELLA 8. Sommario
delle raccomandazioni per luso del vaccino pneumococcico coniugato epta-valente
(PCV7) in neonati e bambini |
Bambini per i quali
il PCV7 è raccomandato |
Tutti i bambini di età £ 23 mesi
Bambini di età tra 24-59 mesi con le seguenti condizioni:
- Anemia a cellule falciformi e altre emoglobinopatie drepanocitiche, asplenia congenita e
acquisita, disfunzione spenica
- Infezioni da HIV
- Condizioni di immunocompromissione, comprese:
- Immunodeficenze congenite: deficit di Linfociti B (umorale) o T; deficit del complemento
in particolare di C1, C2, C3 e C4; disordini fagocitari, esclusa la malattia granulomatosa
cronica
- Insufficienza renale e sindrome nefrosica
- Malattie associate con terapia immunosoppressiva o radiante, comprese neoplasie maligne,
leucemie, linfomi e malattia di Hodgkin, trapianto di organi solidi
- Malattie croniche, incluse:
- Malattia cardiaca cronica, in particolare cardiopatie congenite cianogene e
insufficienza cardiaca
- Malattie polmonare cronica, escluso asma a meno che in terapia corticosteroidea ad alta
dose
- Perdite di fluido cerebro-spinale
- Diabete mellito
Bambini per i quali
il PCV7 è dovrebbe essere considerato |
Tutti i bambini di età tra 24-59 mesi,
con priorità per:
- Bambini di 24-35 mesi
- Bambini discendenti da Nativi dAlaska o da Indiani Americani
- Bambini di discendenza Afro-Americana
- Bambini che frequentano centri di cura diurna di gruppo*
________________________________________________________________________________
* Definiti come un ambiente esterno alla casa dove un bambino
regolarmente trascorre ³ 4 ore a settimana con ³ 2 bambini non imparentati sotto la supervisione di adulti.
TABELLA 9. Forza dellevidenza che supporta luso di vaccino
pneumococcico coniugato epta-valente (PCV7) in neonati e bambini tra 0-59 mesi
precedentemente non vaccinati
Popolazione |
Età alla
vaccinazione (mesi) |
Forza
dellevidenza* |
Bambini sani |
2-6
7-59 |
A
B |
Bambini con
anemia a cellule falciformi o con altre forme di asplenia e bambini con infezione da HIV |
0-59 |
B |
Bambini con
malattia cronica o immunocompromessi° |
0-59 |
C |
*A Forte evidenza, compresi i risultati di studi di efficacia, supporta
luso del vaccino.
B Moderata evidenza, compresi i dati di immunogenicità ma non i dati
di efficacia, supportano luso del vaccino.
C Non è disponibile alcuno studio, né di efficacia né di
immunogenicità, su questa popolazione, ma la protezione è prevista sulla base di tali
studi in altri gruppi; la vaccinazione è supportata da autorità competenti.
°Vedi Tabella 8
Bambini di età tra 24-59 mesi ad alto rischio per infezione
pneumococcica
Bambini di età tra 24-59 mesi dovrebbero ricevere la vaccinazione con
PCV7 se sono ad alto rischio per infezione pneumococcica causata da una condizione medica
concomitante (Tab. 8). Questa raccomandazione si applica ai seguenti gruppi:
- bambini con SCD o altre emoglobinopatie a cellule falciformi, inclusa emoglobina SS,
emoglobina S-C o emoglobina S-
b -talassemia e bambini con asplenia funzionale o anatomica;
bambini con infezione da HIV;
bambini con malattia cronica, inclusa malattia cronica cardiaca e polmonare (escluso
lasma), diabete mellito, perdita di CSF; e
bambini con condizioni di immunocompromissione incluse a) condizioni maligne (per es.,
leucemia, linfoma, malattia di Hodgkin); b) insufficienza renale cronica o sindrome
nefrosica; c) quei bambini che ricevono chemioterapia immunosoppressiva, inclusa terapia
corticosteroidea a lungo termine; e d) quei bambini che hanno ricevuto trapianto di organo
solido. [Questa raccomandazione esclude bambini che hanno ricevuto un trapianto di midollo
osseo (BMT). I bambini sottoposti a BMT riportano alterate risposte del sistema immune
umorale per mesi o anni dopo lintervento e sono ad aumentato rischio per infezione
pneumococcica grave. Poiché gli studi in questa popolazione non sono completi,
lACIP non è attualmente in grado di fornire raccomandazioni sulluso di PCV7
nei pazienti con BMT. Il PCV7 potrebbe produrre risposte anticorpali superiori rispetto al
PPV23 nei pazienti con BMT. Tuttavia, in attesa dei risultati degli studi sul PCV7 nei
pazienti con BMT, gli operatori sanitari dovrebbero vaccinare questa popolazione con il
vaccino PPV23 a 12 e 24 mesi dopo il BMT, come raccomandato da un comitato di esperti (Fonte:
CDC. Linee-guida per la prevenzione delle infezioni opportunistiche nei trapiantati con
cellule staminali ematopoietiche: raccomandazioni dei CDC, la Società Americana delle
Malattie Infettive e la Società Americana per i Trapianti di Sangue e Midollo. MMWR 2000;
in press)].
Studi di immunogenicità e sicurezza sono stati condotti utilizzando
PCV7 nei bambini con SCD (93, 97, 99) e un vaccino coniugato 5-valente in bambini con
infezione da HIV (94, 100) (Forza dellevidenza: B). Lefficacia del PCV7 nei
bambini con malattia cronica o immunocompromessi non è stata valutata, ma
lefficacia è prevista sulla base di studi condotti in altri gruppi (Forza
dellevidenza: C).
Schedula vaccinale. Per i bambini tra i 24-59 mesi con condizioni
mediche concomitanti (Tabella 8), lACIP raccomanda due dosi di PCV7, somministrate a
distanza di due mesi luna dallaltra, seguite da una dose di PPV23
somministrata ³
2 mesi dopo la seconda dose dei PCV7 (Tabelle 10, 12). La raccomandazione per le due dosi
di PCV7 è basata sui risultati di uno studio di immunogenicità condotto in pazienti con
SCD. Quello studio riportava che una risposta anticorpale statisticamente non
significativa al sierotipo 6B dopo una dose di PCV7 aumentava in maniera statisticamente
significativa dopo una seconda dose di PCV7 (93). Il sirotipo 6B è uno tra i più comuni
sierotipi pneumococcici che colonizzano o causano malattia invasiva nei pazienti con SCD e
in bambini sani (47, 112-114).
TABELLA 10. Schedula raccomandata per lutilizzo del vaccino
pneumococcico coniugato epta-valente (PCV7) in neonati e bambini precedentemente non
vaccinati, per età di prima vaccinazione
Età alla
prima dose |
Ciclo
primario |
Dose
addizionale |
2-6 |
3 dosi, a
distanza di 2 mesi* |
1 dose a
12-15 mesi° |
7-11 |
2 dosi, a
distanza di 2 mesi* |
1 dose a
12-15 mesi° |
12-23 |
2 dosi, a
distanza di 2 mesi§ |
- |
24-59
Bambini sani |
1 dose |
- |
Bambini con
anemia a cellule falciformi, asplenia, infezione da HIV, malattia cronica o condizione di
immunocompromissione^ |
2 dosi, a distanza di 2 mesi |
- |
* Per bambini vaccinati ad
età <1 anno, lintervallo minimo tra le dosi è di 4 settimane.
°La dose addizionale dovrebbe essere somministrata ³
8 settimane dopo che la ciclo primario è stata completata.
§ Lintervallo minimo tra le dosi è di 8 settimane.
^ Le raccomandazioni non includono i bambini che sono stati sottoposti a trapianto di
midollo osseo (vedi Tabella 8).
La profilassi con penicillina
dovrebbe essere continuata per i bambini con SCD di età ³ 5 anni, indipendentemente dalla
vaccinazione con PCV7. Lefficacia protettiva del PCV7 nei bambini con SCD non è
stata studiata e il vaccino non protegge contro tutti i sierotipi responsabili della
malattia. Comunque, la profilassi penicillinica riduce sostanzialmente il rischio da
infezioni pneumococciche invasive tra i pazienti con SCD (112).
Altri bambini che potrebbero beneficiare della vaccinazione con PCV7
LACIP raccomanda che gli operatori sanitari prendano in
considerazione la vaccinazione con PCV7 per tutti gli altri bambini di 24-59 mesi, con
priorità per le seguenti popolazioni:
- bambini di età compresa tra i 24 e i 35 mesi;
- bambini discendenti da Nativi dAlaska o da Indiani Americani;
Tabella 11. Raccomandazioni per luso di PCV7 in bambini con un
errore nella somministrazione del vaccino
| Età in esame (mesi) |
Precedente
storia vaccinale
al PCV7 |
Regime
raccomandato |
| 7-11 |
1 dose |
1 dose di
PCV7 a 7-11 mesi, con una seconda dose ³ 2 mesi più tardi, a 12-15 mesi |
| |
2 dosi |
Stesso regime |
| 12-23 |
1 dose prima
dei 12 mesi |
2 dosi di
PCV7 ³ 2 mesi di
distanza |
| |
2 dosi prima
dei 12 mesi |
1 dose di
PCV7 ³ 2 mesi
dopo la dose più recente |
| 24-59 |
Qualunque
schedula incompleta |
1 dose di
PCV7* |
* I bambini con malattie croniche accertate o con condizioni di
immunosoppressione dovrebbero ricevere 2 dosi ³ 2 mesi di distanza (vedi Tabella 8).
Tabella 12. Schedula per la vaccinazione con il vaccino polisaccaridico
23-valente (PPV23) per bambini di età ³ 2 anni che hanno ricevuto precedentemente il vaccino coniugato
7-valente (PCV7)
| Popolazione |
Schedule
per PPV23 |
Rivaccinazione
con PPV23 § |
| Bambini sani |
Nessuno° |
No |
| Bambini con anemia a cellule
falciformi o asplenia anatomica o funzionale; immunocompromessi^; o che sono infettati da
HIV |
1 dose di
PVV23 somministrata ad età ³ 2 anni e ³ 2 mesi dopo lultima dose di PCV7 |
Sì # |
| Persone con malattie croniche* |
1 dose di
PPV23 somministrata ad età ³ 2 anni e ³ 2 mesi dopo lultima dose di PCV7 |
Non
raccomandata |
§ Le raccomandazioni per la
rivaccinazione sono state adattate dai CDC. Prevenzione della malattia pneumococcica:
raccomandazioni dellAdvisory Committee on Immunization Practices (ACIP). MMWR 1997;
46(No. RR-8):12.
° Gli operatori sanitari in Nativi dAlaska e Indiani dAmerica dovrebbero
prendere in considerazione la possibilità che questi bambini beneficino
delladdizionale copertura fornita dal maggior numero di sierotipi presenti nel PPV23
(vedi raccomandazioni sui Nativi dAlaska e Indiani dAmerica).
*Vedi Tabella 8
#Indipendentemente da quando
somministrata, una seconda dose di PPV23 non dovrebbe essere somministrata <3 anni dopo
la precedente dose di PPV23. Se il paziente ha età >10 anni, una rivaccinazione
potrebbe essere somministrata ³ 5 anni dopo la precedente dose di PPV23. Se il paziente è £ 10 anni, dovrebbe essere
considerata una rivaccinazione 3-5 anni dopo la precedente dose (Fonti: CDC. Prevenzione
della malattia pneumococcica: raccomandazioni dellAdvisory Committee on Immunization
Practices (ACIP). MMWR 1997; 46(No. RR-8):1-24; e American Academy of Pediatrics.
Infezioni da Pneumococco. In: Pickering LK, ed. 2000 red book: report of the Committee on
Infectious Diseases. 25th ed. Elk Grove Village, IL: American Academy of
Pediatrics; 2000:459).
- Bambini discendenti da Afro-Americani
- Bambini che frequentano centri di cura diurna di gruppo (definiti come un ambiente
esterno alla casa dove un bambino regolarmente trascorre ³ 4 ore a settimana con ³ 2 bambini non imparentati
sotto la supervisione di adulti).
Questa raccomandazione è fatta sulla base del moderato rischio per
malattia pneumococcica, incluse infezioni antibiotico resistenti, in quelle popolazioni, e
sul potenziale costo-beneficio. I dati riguardanti lefficacia e
limmunogenicità del PCV7 sono limitati per quei specifici gruppi di rischio e di
età. Comunque, il vaccino è sicuro e immunogeno in tutti i bambini sani tra i 24-59
mesi. Inoltre, dati di immunogenicità sono disponibili riguardo luso di un altro
vaccino pneumococcico coniugato in bambini Apache, Navajo e Nativi dAlaska (101), e
i dati sullefficacia in bambini di età £ 23 mesi probabilmente sono rilevanti per bambini sani tra i 24-59
mesi (Forza dellEvidenza: B).
Il PPV23 è licenziato per luso in bambini di età ³ 2 anni che sono ad elevato
rischio per le infezioni pneumococciche (per es., quelli con SCD o infezione da HIV).
Comunque, il vaccino coniugato presenta dei vantaggi rispetto al PPV23, che comprendono
induzione della memoria immune (risultante plausibilmente in una più lunga durata della
protezione), riduzione nella colonizzazione, probabile maggiore efficacia nei confronti
dei sierotipi che causano la malattia più invasiva e probabile efficacia verso le
sindromi non invasive (per es., polmoniti non batteriche e OMA). Se si deve utilizzare un
vaccino pneumococcico in bambini sani tra 24-59 mesi, lACIP raccomanda che sia usato
il PCV7.
Schedule vaccinali. LACIP raccomanda che una dose di PCV7 sia
presa in considerazione nei bambini Nativi dAlaska e Indiani Americani di età tra i
24 e i 59 mesi. Precedentemente lACIP aveva raccomandato il PPV23 per i Nativi
dAlaska e per alcune popolazioni Indiane Americane di età ³ 2 anni (1). Comunque,
luso di PCV7 in questi bambini offre molteplici potenziali vantaggi rispetto al
PPV23 come precedentemente descritto. Al contrario, il PPV23 offre potenzialmente una
copertura sierotipica più ampia. Studi recenti dimostrano che solo il 68% e il 57% delle
infezioni invasive in Nativi dAlaska e Indiani Americani di età tra i 24 e i 59
mesi nel Sud-Ovest degli Stati Uniti, rispettivamente, furono causate dai sierotipi
inclusi nel vaccino coniugato 7-valente, percentuali più basse che nelle popolazioni non
Native dAlaska/non Indiani Americani (115, 116). Quindi, il personale del programma
di vaccinazione e gli altri operatori sanitari potrebbero prendere in considerazione che i
bambini nativi dAlaska e Indiani Americani tra i 24 e i 59 mesi beneficino della
copertura supplementare fornita dal vaccino polisaccaridico 23-valente. I dati riguardanti
la sicurezza e limmunogenicità del PPV23 dopo il PCV7 sono scarsi. Se una copertura
sierotipica supplementare è desiderata dai genitori e dagli operatori sanitari, il PPV23
dovrebbe essere somministrato ³ 2 mesi dopo il PCV7 (Forza dellevidenza: C). E in
corso un trial di comunità randomizzato per valutare lefficacia del PCV7 tra i
bambini Navajo e Apache nel prevenire la malattia pneumococcica è in corso. Le future
raccomandazioni per luso del PCV7 nelle popolazioni Nativi dAlaska e Indiani
Americani potrebbero essere modificate sulla base di questo trial.
LACIP raccomanda che i medici considerino la somministrazione di
una dose di PCV7 ai loro pazienti pediatrici Afro-Americani di età 24-59 mesi, a causa
del loro aumentato rischio per infezione pneumococcica. La percentuale di malattia
pneumococcica invasiva tra i bambini Afro-Americani causata dai sierotipi del PCV7 non
differisce da quella dei bianchi degli U.S., ed inoltre i tassi di malattia invasiva
diminuiscono con letà (ABCs/EIP Network, dati non pubblicati, 2000). Pertanto non
è raccomandata alcuna vaccinazione supplementare con PPV23 (Forza dellevidenza: B).
Inoltre, a causa dellaumentato rischio di malattia pneumococcica invasiva, della
colonizzazione con ceppi pneumococcici antibiotico-resistenti, e della OMA, gli operatori
sanitari dovrebbero considerare la somministrazione di una dose di PCV7 per i bambini
precedentemente non vaccinati di età 24-59 mesi che frequentano centri di cura diurna di
gruppo.
Bambini di età ³ 5 anni ed adulti ad elevato rischio per infezione pneumococcica
I dati riguardanti lefficacia del PCV7 nei bambini di età ³ 5 anni e gli adulti sono
limitati. Tuttavia, i pochi studi riportano che a) il vaccino pneumococcico coniugato
5-valente è immunogeno nei bambini infetti da HIV di età 2-9 anni (94); b) il PCV7 è
immunogeno nei bambini tra 2 e 13 anni con infezioni respiratorie ricorrenti (117); e c)
il PCV7 è immunogeno in bambini più grandi e in adulti tra i 4 e i 30 anni con SCD (93).
La somministrazione di PCV7 ai bambini più grandi con condizioni ad alto rischio non è
controindicato.
Gli studi in adulti sani di età ³ 50 anni (118) e in adulti HIV positivi tra i 18- 65 anni (119)
non hanno dimostrato concentrazioni anticorpali allELISA sostanzialmente più
elevate dopo la somministrazione del vaccino pneumococcico coniugato 5-valente rispetto al
PPV23. Inoltre, la percentuale di isolati di pneumococco invasivo coperti dal PCV7 è di
solo il 50-60% nei bambini più grandi e negli adulti, contro l80-90% di copertura
da PPV23 in questo gruppo più vecchio. Pertanto, i dati correnti non supportano una
raccomandazione per sostituire il PPV23 con il PCV7 nei bambini più grandi e negli
adulti.
Raccomandazioni per luso di PCV7 in bambini precedentemente
vaccinati con PPV23
I bambini tra 24-59 mesi ad elevato rischio per malattia pneumococcica
e che hanno già ricevuto PPV23 (per es., bambini con SCD, infezione da HIV o con altre
malattie immunodepressive o croniche) potrebbero beneficiare dellattivazione
immunologica e della risposta del sistema immune T-dipendente indotte dal PCV7. Pertanto,
nei bambini di questi gruppi ad elevato rischio, luso sequenziale dei due vaccini
pneumococcici può fornire una protezione supplementare. Gli operatori sanitari dovrebbero
vaccinare i bambini tra 24-59 mesi ad alto rischio, che non hanno precedentemente ricevuto
PCV7 ma che hanno già ricevuto PPV23, con 2 dosi di PCV7 somministrate a ³ 2 mesi di distanza. La
vaccinazione con PCV7 dovrebbe essere iniziata ³ 2 mesi dopo quella con PPV23. Gli operatori dovrebbero essere
consapevoli del fatto che sono disponibili pochissimi dati sulla sicurezza riguardo a
questa sequenza vaccinale.
Raccomandazioni per luso di PPV23 in bambini precedentemente
vaccinati con PCV7
Somministrazione di PCV7 seguita da PPV23 in bambini ad elevato rischio
per malattia pneumococcica
I bambini che hanno completato il ciclo vaccinale con PCV7 prima dei 2
anni e che appartengono a gruppi a rischio per i quali il PPV23 è già raccomandato,
dovrebbero ricevere una dose di PPV23 alletà di 2 anni (³ 2 mesi dopo lultima dose di PCV7).
Questi gruppi ad alto rischio includono bambini con SCD, bambini con asplenia funzionale o
anatomica, bambini infetti da HIV e bambini con malattie immunodepressive o croniche (1)
(Tabella 8). Sebbene i dati riguardanti la sicurezza del PPV23 somministrato dopo il PCV7
siano scarsi, lopportunita di fornire una copertura sierotipica supplementare in
questi bambini a rischio molto elevato giustifica luso sequenziale dei vaccini. Per
i bambini discendenti da Nativi dAlaska o Indiani Americani, laggiunta di
PPV23 dopo PCV7 può essere considerata.
Rivaccinazione con PPV23
I bambini immunocompromessi o con SCD o con asplenia anatomica o
funzionale, dovrebbero essere rivaccinati con PPV23 come precedentemente raccomandato (1)
(Tabella 12). Se il bambino ha £ 10 anni, una rivaccinazione dovrebbe essere considerata 3-5 anni
dopo la precedente dose di PPV23 (1, 120). I dati riguardo gli eventi avversi correlati ad
una seconda dose di PPV23 somministrata dopo PCV7 sono scarsi. Gli operatori sanitari non
dovrebbero somministrare una seconda dose di PPV23 mai prima di 3 anni dopo la dose
iniziale di PPV23.
Aree per la ricerca futura
Con il recente licenziamento e introduzione del PCV7, uno stretto
monitoraggio dei trends di malattia e la sicurezza a lungo termine del vaccino
costituiranno delle priorità assolute per le organizzazioni di sanità pubblica e per gli
operatori sanitari. La sorveglianza post-licenziamento sarà necessaria per a) individuare
potenziali cambiamenti nella distribuzione sierotipica, incluso ogni incremento di
malattia causato da sierotipi non contenuti nel PCV7; b) seguire i trends nella resistenza
antimicrobica e nellutilizzo degli antibiotici; c) individuare una potenziale herd
immunity indotta dallutilizzo diffuso di PCV7 e d) rintracciare eventi sanitari
vaccino-correlati.
Le aree nelle quali la ricerca va condotta o è necessaria per
determinare il più efficace utilizzo del PCV7 comprendono:
- Schedula vaccinale ottimale per bambini più grandi ad alto rischio.
Ulteriori studi
sono necessari per identificare le schedule vaccinali ottimali per il PCV7 e il PPV23 in
bambini di età ³
2 anni che sono ad alto rischio di infezione, inclusi bambini con SCD, infezione da HIV e
altre malattie croniche o condizioni di immunocompromissione, in particolare bambini che
hanno ricevuto un trapianto di midollo osseo. La ricerca è critica riguardo
allottimale inserimento nel calendario vaccinale del PCV7 in bambini che hanno già
ricevuto PPV23 e alla rivaccinazione con PPV23 dopo vaccinazione con PCV7.
- Vaccini combinati, compreso il PCV7 ed altre vaccinazioni di routine per
linfanzia.
Ridurre il numero delle singole iniezioni richieste, migliorerebbe la
schedula vaccinale dellinfanzia. Ulteriori ricerche sono necessarie per valutare la
sicurezza e limmunogenicità del PCV7 quando somministrato in combinazione con altri
antigeni.
- Studi di sicurezza, immunogenicità ed efficacia in adulti ad alto rischio per infezione
pneumococcica.
Ulteriori studi sono necessari per valutare il potenziale uso di PCV7
in adulti ad elevato rischio per infezione pneumococcica. Benefici e rischi associati
alluso di vaccini pneumococcici coniugati 7-, 9-, 11- o 15-valenti, al posto di o in
aggiunta al PPV23, giustificano ulteriori indagini. Il razionale per lo studio
supplementare di un regime combinato o sequenziale include i potenziali benefici dei
vaccini pneumococcici coniugati (per es., induzione di memoria immunitaria con durata di
protezione aumentata, riduzione di trasporto naso-faringeo di pneumococchi e potenziale
impatto su polmoniti non batteriche) insieme al beneficio di una copertura sierotipica
più ampia fornita dal PPV23.
- Durata della protezione.
La durata della protezione dopo vaccinazione con PCV7 di
soggetti appartenenti a qualunque gruppo di età è sconosciuta. E giustificato
indagare la potenziale necessità di rivaccinare con PCV7 o PPV23 dopo la vaccinazione
primaria.
- Identificazione e definizione dei correlati di protezione del sistema immune.
La
concentrazione anticorpale tipo-specifica necessaria per conferire protezione
dallinfezione pneumococcica è sconosciuta. I ricercatori stanno tentando di
determinare e standardizzare il livello anticorpale, dosato con lELISA, che fornisca
la protezione sierotipo-specifica contro la malattia pneumococcica. Sono inoltre in corso
di valutazione i tests funzionali di risposta del sistema immune indotta (per es.,
opsoninofagocitosi). E necessaria una determinazione dei markers immunologici che
meglio si correlano con la protezione clinica. Validati correlati di protezione del
sistema immune accellereranno la valutazione e limmissione in commercio di nuovi
vaccini nei confronti dellinfezione pneumococcica.
- Vaccini pneumococcici alternativi.
Sono in corso ricerche riguardanti lo sviluppo di
vaccini pneumococcici alternativi. I ricercatori stanno valutando i possibili ruoli di
proteine pneumococciche conservate (per es., pneumolisina, proteina di superficie A o
adesione di superficie A) come antigeni che potenzialmente forniscano una protezione
diffusa contro le malattie causate da tutti i sierotipi di pneumococco (121). Si sta
inoltre studiando lutilizzo di altri peptidi o proteine pneumococciche come carriers
nei vaccini coniugati. Sono indagate oltre a ciò vie alternative di somministrazione dei
vaccini, quali quelle intranasale e orale (122, 123).
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