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Educazione e dibattito

BMJ VOLUME 320  22 JANUARY 2000    WWW.bmj.com

 

 

Educazione e dibattito

 

Preoccupazioni riguardo alle vaccinazioni

Helen Bedford, David Elliman

 

 

Le vaccinazioni contro le malattie infettive probabilmente hanno salvato più vite di qualsiasi altro intervento di sanità pubblica, esclusa l’introduzione dell’acqua potabile. Sebbene altri fattori siano stati importanti, senza la vaccinazione non sarebbe stato possibile eradicare il vaiolo; l’eliminazione della polio selvaggia dall’emisfero occidentale è in gran parte dovuta alla vaccinazione; e la notevole riduzione delle infezioni da Haemophilus influenzae di tipo b, della difterite, della pertosse e del morbillo costituiscono altri esempi dell’importanza delle vaccinazioni.

Nonostante, o forse a causa del successo del programma vaccinale nel Regno Unito, una minoranza di genitori ha sollevato dubbi sull’opportunità di vaccinare i propri figli, in particolare contro morbillo, parotite e rosolia. Questa posizione non solo mette a rischio i figli di queste persone, ma se un numero considerevole di bambini non venisse vaccinato, metterebbe a rischio la popolazione generale. In quest’articolo si suggerisce in che modo il personale sanitario, in particolare quello impegnato nella prevenzione, può rispondere agli interrogativi dei genitori.

 

Metodi

Il nostro approccio si basa su indagini che mostrano i motivi del rifiuto vaccinale, su libri, su articoli scritti da anti-vaccinatori, e sull’esperienza personale accumulata dialogando con migliaia di genitori. Le informazioni utilizzate per rispondere alle domande dei genitori (riquadro 1) sono basate sull’ampia conoscenza sia della letteratura “tradizionale” Il nostro approccio si basa su indagini che mostrano i motivi del rifiuto vaccinale, su libri, che di quella “alternativa”.

 

 

Riquadro 1: Obiezioni dei genitori alle vaccinazioni e risposte a tali obiezioni

 

La malattia non è grave

Il morbillo può uccidere bambini sani

La malattia è rara

Malattie come il morbillo, la difterite e la polio sono diffuse in popolazioni non vaccinate e si diffondono facilmente in tutto il mondo

Il vaccino non è efficace

Prima della loro immissione in commercio tutti i vaccini vengono sottoposti a studi rigorosi che ne dimostrano l’efficacia

Il vaccino non è sicuro

Prima della loro immissione in commercio tutti i vaccini vengono testati per accertarne la sicurezza, dopodichè vengono monitorati continuamente

Altri metodi di prevenzione delle malattie, come l’omeopatia, sono migliori delle vaccinazioni

La Facoltà di Omeopatia sostiene l’uso dei vaccini tradizionali. Non vi sono dimostrazioni che i vaccini omeopatici conferiscano protezione a lungo o breve termine

 

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Importanza delle malattie

Secondo un film d’informazione governativo, prima dell’introduzione del vaccino contro la difterite nel 1940, ogni 15 minuti un bambino contraeva la difterite e ogni 5 ore uno ne moriva. Dal 1970 sono state registrate solo nove morti per difterite, l’ultima in un bambino non vaccinato nel 1994. Il morbillo ha ucciso 250.000 bambini in Inghilterra e Galles in questo secolo, tuttavia queste morti ora sono rare nel Regno Unito. Se il miglioramento degli standards di vita ha ridotto la mortalità per malattie infettive, anche le vaccinazioni hanno giocato un importante ruolo nella riduzione della loro incidenza (tabella 1). Paradossalmente, il successo dei programmi di vaccinazione fa sì che molti genitori ed operatori sanitari non abbiano conosciuto molte delle malattie che si prevengono con le vaccinazioni ed in tal modo non si rendano conto dei danni che queste possono causare. Per esempio, alcuni considerano il morbillo una malattia innocua, altri ritengono che possa addirittura rafforzare il sistema immunitario del bambino, eppure delle 270 persone che sono morte di morbillo tra il 1970 ed il 1983, 144 (53%) erano bambini sani, senza malattie predisponenti.

 

Tabella 1 Riduzione della letalità e dell’incidenza delle malattie dopo l’introduzione delle vaccinazioni

 

 

Ultimi anni prima della vaccinazione

Dopo la vaccinazione

 

Anno        Morti        N° di casi

Anno        Morti        N° di casi

Malattia

 

 

Difterite

1939          2133           47061

1996              0                 12

Tetano

   1960              32                +

1996              0                   8

Pertosse

1956              92           92410

1996              2              2387

Meningite da Hib

1991              22               417

1996              0                  38

Morbillo

1967              99          460407

1996              0              5613

Tubercolosi

1952          10590         48093

1996            420            5859

Sindrome da rosolia congenita

1971                -                162

1996               -                  21

 

 

Efficacia dei vaccini

Molti genitori sostengono che alcune malattie infettive fossero già in declino prima che venisse introdotto il rispettivo vaccino e che questo dimostri che la vaccinazione non ha avuto alcuna influenza. Prima che un vaccino venga introdotto sul mercato viene sottoposto a prove che ne assicurino una significativa efficacia. Le prove condotte su tutti i vaccini pediatrici attualmente in uso hanno dimostrato che essi sono altamente efficaci (riquadro 2). Prima dell’introduzione del vaccino contro la pertosse, gli studi hanno dimostrato che conferiva un elevato grado di protezione. Più recentemente altre prove hanno confermato la sua elevata efficacia. Sebbene la protezione nei confronti dell’infezione non sia del 100%, i sintomi ed i segni della malattia in un bambino che abbia completato il ciclo vaccinale di tre dosi con vaccino a cellule intere utilizzato nel Regno Unito sono quasi sempre più lievi rispetto a quelli che si evidenziano in un bambino non vaccinato.

Numerose epidemie si sono verificate in popolazioni non immunizzate, ma che versavano in buone condizioni di salute – per esempio, negli ultimi 25 anni due epidemie di polio paralitica si sono avute in una comunità religiosa non vaccinata in Olanda. In nessuno dei due casi la malattia è fuoriuscita dalla comunità. Gli Amish ed altri gruppi religiosi che rifiutano le vaccinazioni hanno quindi avuto un numero sproporzionatamente elevato di casi di pertosse, morbillo e rosolia congenita.

Alcune epidemie, in particolar modo morbillo e pertosse, si sono verificate in popolazioni altamente immunizzate. Quando una larga percentuale di casi si verifica in soggetti precedentemente vaccinati, spesso questa viene addotta come prova dell’inefficacia del vaccino. Persino se una larga percentuale della popolazione generale è stata vaccinata, a meno che il vaccino sia efficace al 100%, una gran parte dei bambini colpiti risulterà vaccinata. Il numero di bambini infetti vaccinati e quello di bambini infetti non vaccinati in queste epidemie dimostra inevitabilmente che questi vaccini hanno un’elevata efficacia – per esempio, in un’epidemia di morbillo a Quebec City nel 1989 tra 62 fratelli di bambini con morbillo che svilupparono essi stessi la malattia, 41 (66%) erano vaccinati. Questo porterebbe a supporre che il vaccino non fosse efficace, ma dei 17 fratelli non vaccinati, tutti (100%) svilupparono il morbillo, mentre solo 41 di 441 (9%) fratelli vaccinati si ammalarono. Questo dà un’efficacia vaccinale del 91%. Se nessuno dei bambini fosse stato vaccinato, si sarebbero verificati altri 400 casi.

E’ importante sottolineare che non tutte le preparazioni di vaccini sono identiche. Sebbene vi siano piccole variazioni nei vaccini contro il morbillo utilizzati nei paesi sviluppati, l’efficacia di differenti vaccini contro la pertosse varia di molto. Recenti studi hanno dimostrato che un tipo di vaccino contro la pertosse aveva un’efficacia del 35-40%, mentre i due tipi utilizzati nel Regno Unito avevano un’efficacia di oltre il 90%. Il vaccino antiparotitico Jeryl Lynn usato nel Regno Unito ha un’efficacia di oltre il 90%, mentre uno studio recente ha dimostrato che il ceppo Rubini non conferisce protezione.

 

Riquadro 2: Efficacia dei vaccini utilizzati routinariamente*

 

Difterite: 87% - 96%

Tetano: > 90%

Pertosse: 35% - 96%

Studi recenti hanno dimostrato che il vaccino contro la pertosse utilizzato attualmente nel Regno Unito ha un’efficacia superiore al 90%

Haemophilus influenzae di tipo b (vaccino coniugato): 94% - 100%

Il vaccino coniugato al tossoide difterico (non utilizzato nel Regno Unito o negli Stati Uniti) potrebbe avere una minore efficacia in alcune popolazioni

Polio orale: 90% - 100%

Il vaccino antipolio orale sembra essere meno immunogeno nei paesi in via di sviluppo

Morbillo: 90% - 95%

Parotite: 90% - 98%

Il vaccino con ceppo virale Rubini ha minor efficacia, infatti uno studio collettivo ha dimostrato che esso non è dotato di efficacia protettiva

Rosolia: > 95%

BCG (Bacillo di Calmette-Guerin): 0% - 80%

Negli scolari inglesi è stata valutata un’efficacia di circa l’80%, mentre uno studio condotto sugli scolari della Georgia negli Stati Uniti non ha mostrato effetto protettivo

 

* E’ stata riportato un ampio range di efficacia, in rapporto al vaccino, alle condizioni di utilizzo, al gruppo bersaglio

 

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Sicurezza dei vaccini

Poiché molte delle malattie prevenibili con le vaccinazioni oggi non sono comuni, i genitori hanno scarsa esperienza della malattia e così i potenziali effetti collaterali, per quanto lievi, assumono un’importanza sproporzionata. Molte affezioni che compaiono nella prima infanzia, come l’autismo, le convulsioni, la sindrome da morte improvvisa del lattante, non hanno cause note. Poiché i bambini vengono vaccinati nel periodo in cui questi stessi problemi si possono manifestare per la prima volta, è inevitabile che la loro comparsa segua le vaccinazioni. Questo può portare ad affermare che le vaccinazioni hanno causato il problema.

Il terrore conseguente alla pubblicazione dell’errata teoria che il vaccino contro la pertosse fosse una causa importante di danni cerebrali è un esempio di cosa possa succedere quando ricerche in fase preliminare vengono rese pubbliche. Alcuni bambini sono morti inutilmente poiché i loro genitori si sono rifiutati di vaccinarli. Un altro esempio è l’attuale controversia sul vaccino contro morbillo-parotite-rosolia e l’autismo ed i problemi intestinali. Questa questione si basa in gran parte su una pubblicazione nella quale gli autori stessi affermano di non aver trovato un nesso tra l’autismo ed il vaccino. Nonostante ciò, uno degli autori invitava i genitori ad acconsentire solo alla somministrazione al loro bambino di un antigene alla volta, ciascuno ad una distanza di almeno un anno dall’altro. Questa posizione minoritaria ha avuto un’eccessiva pubblicità, dando l’impressione che una parte importante dell’opinione medica condividesse tali vedute. Titoli sensazionali sui giornali e servizi di cronaca in programmi televisivi hanno dato alla teoria un’inopportuna importanza, e non deve sorprendere che conseguentemente si è ridotta  la somministrazione di vaccini contro morbillo-parotite-rosolia. Per far fronte a questo è necessario spiegare ai genitori il perché lo studio è viziato e sottolineare che non vi sono evidenze di un legame tra vaccino ed autismo. La metodologia dello studio era tale da non poter dimostrare un nesso tra vaccino ed autismo. Dati più recenti sull’autismo provenienti da numerosi paesi, per esempio la Svezia, non dimostrano l’esistenza di questo legame. In Finlandia, il follow-up di bambini che hanno manifestato diarrea dopo la vaccinazione contro morbillo-parotite-rosolia hanno dimostrato che nessuno di loro ha sviluppato autismo ed i sintomi intestinali sono durati al massimo sei settimane. Uno studio recente condotto a nord di Londra ha dimostrato in maniera rigorosa l’assenza di nesso tra autismo e vaccino contro morbillo-parotite-rosolia.

Come per ogni farmaco, il monitoraggio della sicurezza continua anche dopo l’introduzione in commercio del vaccino. Le denuncie di ogni sospetto evento avverso sono notificate al Comitato per la Sicurezza dei Medicinali usando il sistema a “carta gialla”. Come per tutti i sistemi passivi, il maggior problema è la sottonotifica e, nella migliore delle ipotesi, esso può servire solo ad eliminare possibili argomentazioni per ulteriori ricerche. Studi che incrociano le ammissioni in ospedale con il registro delle vaccinazioni sono stati utilizzati per verificare le relazioni tra condizioni specifiche e le vaccinazioni stesse. In tal modo può essere determinata la reale incidenza delle reazioni avverse (tabella 2). Questo sistema è di gran lunga superiore a quello “a carta gialla”.

Altre osservazioni che sono state avanzate comprendono i possibili effetti a lungo termine come l’asma ed il sovraccarico o il danno al sistema immunitario immaturo. Dopo la nascita, i neonati sono costantemente esposti ad antigeni. Il numero di antigeni contenuti nei vaccini, persino in quelli combinati, è piccolo rispetto al numero di antigeni con cui si viene a contatto ogni giorno. Somministrando un vaccino – cioè una dose di antigene attentamente controllata – questo contatto viene notevolmente mitigato. Uno studio controllato randomizzato a doppio cieco nel quale ad alcuni bambini è stato somministrato vaccino contro difterite-tetano-pertosse e ad altri bambini vaccino contro difterite e tetano, non ha dimostrato differenze nella proporzione di bambini con sibili, rash pruriginoso o starnuti a due anni e mezzo di età. Questi bambini saranno rivisti quando avranno  sette anni.

 

 

Tabella 2 Esempi specifici di reazioni avverse alle vaccinazioni

 

Vaccino

Reazioni avverse alla vaccinazione

Tasso nei vaccinati

Pertosse

Convulsioni

1 in 12500*

MPR

Convulsioni

1 in 3000

MPR

Trombocitopenia idiopatica

1 in 29000

 

 

*si riferisce al periodo in cui si è passati alla somministrazione dell’ultima dose a 4 mesi, anziché a 10 mesi: il rischio di convulsioni a 4 mesi è solo il 25% del rischio a 10 mesi


 

Controindicazioni ai vaccini

Ci sono pochi motivi che impongono di non vaccinare un bambino. Le controindicazioni sono rare (riquadro 3) e la maggior parte dei bambini per i quali esiste una controindicazione reale e permanente è seguita da un pediatra. Quando un bambino ha avuto una reazione ad un vaccino sufficientemente severa da controindicare la somministrazione delle dosi successive, questo dovrebbe essere notificato al Comitato per la Sicurezza dei Medicinali. Sfortunatamente, numerose false controindicazioni (riquadro 4) si sono fatte strada nel corso degli anni e questo ha impedito ad alcuni bambini di essere vaccinati.

 

 

Riquadro 3: Controindicazioni alle vaccinazioni

 

A tutti i vaccini

  • Malattie acute febbrili (rimandare)
  • Reazione severa a precedenti somministrazioni o a costituenti del vaccino

Pertosse

  • Disturbi neurologici evolutivi: questi bambini dovrebbero sempre essere seguiti dal pediatra ed i vaccini dovrebbero essere somministrati una volta che la condizione si è stabilizzata

Tutti i vaccini vivi

  • Gravidanza
  • Immunosoppressione: questi bambini dovrebbero sempre essere seguiti dal pediatra

BCG

  • Precedente BCG con cicatrice
  • Test tubercolinico positivo
 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Riquadro 4: False controindicazioni alle vaccinazioni

 

  • Ha già avuto la malattia (applicabile solo al vaccino BCG)
  • Storia personale o familiare di atopia
  • Storia personale o familiare di epilessia
  • Affezioni minori alle alte vie respiratorie al momento della vaccinazione
  • Reazione significativa ad altri vaccini
 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 



Alternative alla vaccinazione

Alcuni genitori credono che vi siano modalità per proteggere un bambino dalle infezioni che funzionino altrettanto bene dei vaccini, una delle più comuni è l’omeopatia. Non vi sono dimostrazioni che l’omeopatia possa prevenire le infezioni che sono prevenibili con le vaccinazioni, o che possa ridurre la gravità delle malattie. La Facoltà di Omeopatia sa bene queste cose e raccomanda l’uso dei vaccini convenzionali. Hahnemann, il fondatore dell’omeopatia, fu un sostenitore della vaccinazione antivaiolosa.

 

Conclusioni

Un’evidenza schiacciante mostra i benefici e la sicurezza dei vaccini pediatrici di routine. Molti genitori, comunque, si preoccupano dei rischi di alcuni vaccini. Sebbene queste preoccupazioni non siano fondate, si tratta di dubbi leciti che dovrebbero essere discussi con serietà e partecipazione. Gli operatori sanitari hanno la responsabilità di fornire ai genitori precise informazioni sulle quali basare le proprie scelte.