Vaccini antimeningococco di gruppo A e C
Documento informativo dell’OMS
L’OMS
ha già proposto in precedenza, attraverso il Dipartimento Vaccini ed altri
Prodotti biologici, informazioni e raccomandazioni sui vaccini utilizzati nell’Expanded Programme on Immunization (EPI). Conformemente al proprio mandato
mondiale il Dipartimento sta attualmente assumendo un
ruolo normativo in tale campo e pubblica una serie di note informative
puntualmente aggiornate anche su altri vaccini o combinazioni vaccinali contro
malattie che hanno impatto sulla salute pubblica a livello internazionale. Tali
note informative riguardano principalmente l’utilizzo di vaccini in programmi di immunizzazione su larga scala; l’utilizzo limitato della
vaccinazione a fini di protezione individuale, che si pratica soprattutto nel
settore privato, può rappresentare un utile complemento ai programmi nazionali,
ma non è messo in rilievo in tali documenti. Le note informative riassumono le
informazioni essenziali sulle malattie ed i rispettivi vaccini e concludono con la posizione corrente dell’OMS circa la loro
utilizzazione su scala mondiale. I documenti vengono riveduti da un certo
numero di esperti interni ed esterni all’OMS e sono
rivolti prevalentemente ai responsabili nazionali della sanità pubblica e dei
programmi di vaccinazione. Ma i documenti informativi
possono interessare ugualmente gli organismi finanziatori internazionali, i
fabbricanti di vaccini, la comunità medica e i media scientifici.
Riassunto e conclusioni
La
meningite e la sepsi meningococcica sono causate da
diversi sierogruppi di Neisseria meningitidis, principalmente dai gruppi
A, B e C. Le infezioni meningococciche sono
endemicamente presenti in tutto il mondo. Alcuni Paesi, molti dei quali
appartenenti alla cosiddetta “cintura della meningite”, attraversano fasi
epidemiche della malattia che risultano in un eccesso
di mortalità tra i bambini ed i giovani adulti.La
malattia meningococcica è associata ad un elevato
tasso di letalità (5 – 15%) anche in presenza di servizi
medici adeguati. Le misure di chemioprofilassi sono in genere insufficienti a controllare la malattia.
I
vaccini attualmente disponibili sono basati su
combinazioni di polisaccaridi capsulari
gruppo-specifici: A, C; A, C, Y, W-135. Questi vaccini sono sicuri, altamente immunogeni nei bambini al di sopra dei
2 anni e negli adulti. Tuttavia, tali vaccini sono scarsamente immunogeni nei bambini più piccoli e la protezione, in
particolare nelle fasce di età più giovani, appare di
breve durata.
Finora
i vaccini contro il meningococco di gruppo B hanno
dimostrato solo modesta efficacia nei bambini di 2 anni e più e negli adulti.
Il
presente documento si focalizza principalmente sui
vaccini di gruppo A e C.
- Gli
attuali vaccini antimeningococcici di gruppo A e C sono sicuri ed efficaci nei soggetti maggiori di
2 anni di età e sono raccomandati per l’immunizzazione di gruppi a rischio
specifici. L’utilizzo dei vaccini polisaccaridici
antimeningococcici è ugualmente raccomandato nel
controllo delle epidemie causate dai sierogruppi
contenuti nei vaccini, mediante immunizzazione su
larga scala della popolazione coinvolta. Questi programmi di vaccinazione
di massa possono includere i bambini a partire dai 3 mesi di età.
- In
ragione della scarsa immunogenicità e della
breve durata della protezione nei bambini al di sotto
dei 2 anni, i vaccini contro il gruppo A non vengono in genere routinariamente utilizzati nei programmi di
vaccinazione dell’infanzia. I vaccini diretti contro il gruppo C non sono immunogeni nei bambini
di tale fascia di età e, inoltre, quando somministrati ai bambini piccoli,
possono provocare negli anni successivi una ridotta capacità di risposta
verso l’antigene di gruppo C, benché il significato clinico di questo
effetto non sia chiaro.
- I vaccini
di gruppo A e C non conferiscono alcuna
protezione verso i meningococchi di gruppo B che
in alcuni paesi sono i principali responsabili dell’endemia meningococcica.
- Deve
essere data alta priorità allo sviluppo e alla valutazione di una nuova
generazione di vaccini meningococcici che siano sicuri ed efficaci e conferiscano protezione a
lungo termine in tutti i gruppi di età contro i sierogruppi
più importanti come causa di malattia meningococcica,
in particolare contro il sierogruppo B.
L’utilizzo esteso di tali vaccini all’interno dei programmi routinari di vaccinazione dell’infanzia potrà ridurre
o eliminare la necessità di ricorrere in situazione di emergenza
all’immunizzazione di massa.
Considerazioni generali
Il punto di vista della sanità pubblica
La
Neisseria meningitidis
(il meningococco) costituisce la causa principale di
meningite e setticemia fulminante e rappresenta un importante problema di
sanità pubblica nella maggior parte dei paesi. I casi di meningite sono in genere sporadici, non correlati o raggruppati in piccole
epidemie, ma in alcune regioni tale situazione di endemia può alternarsi ad
epidemie imprevedibili e devastanti. Durante le ondate epidemiche esplosive
nell’Africa sub-Sahariana si registrano tassi di incidenza
che arrivano a 1000 casi per 100 000 abitanti. Nel 1996 un’epidemia che ha
interessato diversi paesi dell’Africa occidentale ha
causato circa 250 000 casi e 25000 decessi. In tutto il mondo questo batterio
causa circa 300 000 casi e 30 000 decessi ogni anno.
Comunemente,
la malattia è presente allo stato endemico ed è più comune nei bambini al di sotto dei 5 anni di età, con i tassi di attacco più
elevati nei bambini tra i 3 e i 12 mesi; durante le epidemie i tassi possono
aumentare in maniera considerevole tra i bambini di età maggiore ed i giovani
adulti. Nell’Africa sub-Sahariana le fasi sia endemiche che epidemiche della
malattia coinvolgono principalmente i bambini e gli adolescenti.
In
assenza di trattamento la maggior parte dei casi di meningite o setticemia ha
esito fatale.
Nei
paesi industrializzati la letalità per meningite da meningococco
è pari circa a 5-10%; in Africa è più vicina al 10%. In caso di setticemia fulminante il tasso di
letalità può superare il 15-20%. Circa il 20% dei malati che sopravvivono ad
una meningite meningococcica
soffrirà di importanti sequele neurologiche, compresi disturbi mentali,
sordità, paralisi cerebrale e convulsioni. Si può anche verificare un’estesa
necrosi tissutale.
I
sierogruppi A, B e C sono responsabili della maggior
quota di morbosità e mortalità da meningococco. Il sierogruppo A è causa della
maggior parte delle grandi epidemie, incluse le esplosioni epidemiche che si
riproducono ciclicamente ogni 4 -12 anni e che sono tipiche dei paesi
appartenenti alla “cintura della meningite” che si estende attraverso l’Africa
dal Senegal all’Etiopia. Tali ondate epidemiche sono in genere dovute ad un
singolo ceppo dell’agente patogeno. Dal 1988 ceppi correlati al clone III-1
causano le maggiori epidemie in Africa e in alcune regioni dell’Asia. In altre
regioni del mondo le infezioni da gruppo A sono meno
frequenti e sono i gruppi B e C a costituire la principale causa di malattia meningococcica. Il meningococco
di gruppo C ha di recente causato piccole epidemie in Europa, Nord America e Australasia, interessando spesso adolescenti e giovani
adulti. Epidemie da gruppo B si sono verificate negli ultimi 20 anni in Europa,
America Latina e Nuova Zelanda, benché qui prevalga un
andamento endemico della malattia. In quasi tutte le regioni del mondo i sierogruppi Y e W-135 sono
una causa relativamente rara di malattia meningococcica.
Lo
stato di portatore nasofaringeo di meningococco è relativamente comune tra i
giovani sani (5-15%); negli adulti la percentuale di portatori è circa
dell’1%. Normalmente lo stato di portatore di meningococco
è un fenomeno temporaneo che non evolve in malattia. Non sono completamente
note le condizioni che influenzano l’equilibrio tra lo stato di portatore asintomatico e l’invasione batterica, ma sono probabilmente
coinvolti fattori come la virulenza del ceppo batterico, lo stato di immunità specifica e non-specifica, l’interferenza da
parte di infezioni virali, lo stato nutrizionale, alcuni fattori ambientali
come l’inquinamento atmosferico (polveri, fumo) e le condizioni climatiche.
Nella
“cintura della meningite”, le epidemie tipicamente iniziano durante la stagione
secca (gennaio-marzo) e finiscono all’inizio della stagione umida
(maggio-giugno). Nei periodi interepidemici queste regioni sono spesso
caratterizzate da una condizione di iperendemia, con piccoli focolai epidemici e numerosi casi
sporadici. Nei climi temperati le meningococcie hanno
un picco di incidenza nel periodo invernale e
primaverile.
L’agente patogeno
I
meningococchi sono batteri aerobi, capsulati, Gram-negativi
generalmente appaiati (diplococchi) di norma facilmente isolabili dalle
secrezioni rinofaringee e coltivabili su mezzi di
coltura appropriati. Sono stati identificati almeno 13 sierogruppi
caratterizzati da differenze a livello dei polisaccaridi capsulari;
i gruppi A, B e C causano circa il 90% delle malattie da meningococco.
Le differenze a livello delle proteine di membrana più esterne sono utilizzate
per distinguere ulteriormente differenti sierotipi e
sottotipi. Le caratteristiche degli isoenzimi citoplasmatici
e l’organizzazione del genoma batterico permettono la
determinazione della correlazione clonale. La capsula polisaccaridica
e il componente lipopolisaccaridico
(endotossina) costituiscono importanti fattori di virulenza.
La
Neisseria meningitidis
è trasmessa per aerosol o contatto diretto con secrezioni respiratorie di
malati o portatori asintomatici; non esiste serbatoio
animale od ambientale. I meningococchi sono ancora altamente sensibili alla penicillina che rappresenta
usualmente il farmaco di scelta per il trattamento. Altri antibiotici come la rifampicina sono necessari per eliminare la colonizzazione orofaringea.
Risposta immune
Se
l’immunità umorale gioca un ruolo essenziale nelle resistenza
ai meningococchi, il corrispondente ruolo
dell’immunità cellulo-mediata è mal definito. Benché
non siano ancora chiari i correlati sierologici di
protezione, la suscettibilità alla malattia generalizzata è correlata
all’assenza di anticorpi dosabili. Gli anticorpi
materni trasferiti passivamente proteggono i bambini durante i primi mesi di
vita, mentre tra i 6 e i 24 mesi si riscontrano elevati tassi di incidenza. L’aumento progressivo della proporzione di
bambini con anticorpi specifici nella fascia di età
2-12 anni coincide con un diminuzione dell’incidenza di patologie da meningococco. Comunque la
persistenza di tale protezione può dipendere in parte dalla presenza di
antigeni cross-reagenti e dalla colonizzazione rinofaringea
occasionale da parte di ceppi meningococcici.
La
protezione è generalmente gruppo-specifica e per i sierogruppi
A, C, Y e W-135 essa appare largamente correlata ad anticorpi
antipolisaccaridi. Alcuni Autori affermano che titoli anticorpali
anti A e anti
C di 1-2 mg/ml
sono da considerare protettivi. In contrasto sono raramente rilevabili elevati
livelli anticorpali contro i polisaccaridi di gruppo
B ed anche i vaccini che utilizzano tali polisaccaridi non risultano essere immunogeni. Questo fatto è stato attribuito alla
somiglianza dei polisaccaridi di gruppo B con antigeni propri del sistema nervoso centrale.
La
N. Meningitidis
è uno dei più frequenti agenti causali di meningiti batteriche al mondo e
l’unico batterio in grado di causare ampie epidemie di meningite. La rapida
evoluzione della malattia determina frequentemente la morte entro 1 o 2 giorni
dall’inizio dei sintomi o gravi sequele anche in caso di terapia medica
appropriata. La chemioprofilassi può prevenire casi
secondari (tra i contatti stretti dei malati), ma poiché i casi secondari
rappresentano solo l’1-2% di tutte le malattie da meningococco,
la chemioprofilassi risulta
di scarso valore nel controllo della maggior parte delle meningococcie
endemiche ed epidemiche. Dal momento che
il 5-15% dei bambini è portatore di meningococco a
livello del rinofaringe, il controllo delle patologie
da meningococco basato sull’eliminazione rinofaringea mediante antibiotici è praticamente
impossibile tranne che in comunità ristrette e relativamente chiuse. In
conseguenza di ciò l’immunizzazione mediante vaccini
sicuri ed efficaci costituisce l’unico razionale approccio alla lotta contro il
meningococco.
I vaccini antimeningococcici
I
vaccini antimeningococcici registrati a livello
internazionale sono monovalenti (gruppo A o C),
bivalenti (gruppo A e C) o tetravalenti (gruppo A, C, Y e eW-135). I vaccini
sono costituiti da polisaccaridi capsulari
liofilizzati, purificati, termostabili, e derivano
dai meningococchi dei rispettivi sierogruppi.
La dose raccomadata del vaccino ricostituito contiene
50 mg
di ciascun polisaccaride. Questi vaccini sono molto sicuri e sono estremamente rare reazioni sistemiche gravi dopo la loro
somministrazione. Non sono mai stati segnalati problemi neurologici
persistenti. Le più comuni reazioni avverse sono l’eritema e la dolenzia in corrispondenza della sede di iniezione
per 1-2 giorni. Febbre superiore ai 38,5°C si verifica
nel 1-4% dei vaccinati. Non sono state osservate differenze in termini di
sicurezza e reattogenicità quando i polisaccaridi di
diverso gruppo sono associati nei vaccini bi- o
tetravalenti.
Entrambi
i vaccini di gruppo A e C hanno dimostrato livelli di efficacia a a breve termine del 85-100% nei bambini maggiori di 2 anni
e negli adulti. L’efficacia del vaccino di gruppo A nei
bambini al di sotto dell’anno di età non è ben definita. Nei bambini sotto i 2
anni i vaccini di gruppo C non hanno un effetto immunogeno
affidabile e se somministrati a bambini molto piccoli possono affievolire nel
corso degli anni la capacità di risposta contro gli antigeni di gruppo C.
I
polisaccaridi di gruppo Y e W-135 si sono dimostrati sicuri ed immunogeni solo a partire dai 2 anni di età.
Quando i polisaccaridi di gruppo A e C, o A, C, Y e
W-135 sono somministrati insieme come vaccino bi- o tetravalente, si ottiene
una risposta immune gruppo-specifica. Una risposta protettiva di tipo anticorpale si ottiene entro 10-14 giorni dalla
vaccinazione. Nei bambini in età scolare e negli adulti una singola dose di
vaccino polisaccaridico di gruppo A
e C conferisce una protezione che dura almeno 3 anni, ma nei bambini di età
inferiore ai 4 anni, la protezione clinica ed il livello di anticorpi specifici
decresce rapidamente nei 2-3 anni successivi alla vaccinazione.
Posizione
generale dell’OMS nei confronti dei nuovi vaccini
I
vaccini destinati ad essere utilizzati su larga scala in programmi di sanità
pubblica dovrebbero:
o
soddisfare i criteri di qualità definiti nel documento del GPV sulla
qualità dei vaccini (cfr. documento non pubblicato
WHO/VSQ/GEN/96.02, disponibile presso il centro di documentazione VAB, OMS,
1211 Ginevra 27, CH);
- essere
sicuri ed avere un
impatto rilevante nei confronti della malattia da prevenire in tutte le
popolazioni bersaglio;
- se destinati ai bambini, essere
facilmente adattabili ai calendari vaccinali e alle scadenze dei programmi
nazionali di vaccinazione dell’infanzia;
- non interferire significativamente
con la risposta immune verso i vaccini somministrati contemporaneamente;
- essere formulati in modo da tener conto
dei problemi tecnici comuni come la refrigerazione o la modalità di
conservazione;
- essere venduti a prezzi adattati ai
diversi mercati.
Posizione
dell’OMS sui vaccini antimeningococcici
I
vaccini antimeningococcici di gruppo A e C o di gruppo A, C, Y e W-135 sono tutti di documentata
innocuità e presentano un elevato potere immunogeno
nei bambini di più di 2 anni e negli adulti. Nei soggetti maggiori di 4 anni la
durata della protezione indotta dal vaccino è verosimilmente di 3 anni e più
dopo una singola dose di vaccino.
Tali
vaccini devono essere utilizzati per fronteggiare un’epidemia causata da meningococchi appartenenti ai sierogruppi
contenuti nei vaccini. Dal momento che le epidemie di meningococco
interessano prevalentemente specifici gruppi di età,
sarà la situazione epidemiologica a determinare l’esatta popolazione bersaglio.
Non ci sono evidenze convincenti che il vaccino abbia
un effetto di lunga durata contro la
condizione di portatore o nella creazione di herd-immunity.
In conseguenza di ciò, durante un’epidemia, dovranno essere vaccinate tutte le
persone appartenenti ai gruppi a rischio. Questi potranno includere bambini dai
3 mesi di età, benché l’efficacia e la durata della
protezione nei bambini al di sotto dei 2 anni non sia chiara. Le campagne di
vaccinazione di massa hanno permesso di controllare le epidemie provocate dai
gruppi A e C. Tuttavia, in molte regioni, è necessario
condurre un lavoro complementare volto ad organizzare le attività di
sorveglianza e la capacità di risposta al fine di poter identificare le
epidemie e vaccinare le popolazioni coinvolte in un tempo sufficientemente
breve, che consenta di trarre il massimo profitto dall’intervento.
Oltre
all’utilizzo durante la campagne di vaccinazione di
massa in situazioni di emergenza, la vaccinazione è anche fortemente
raccomandata per i gruppi ad elevato rischio di contrarre una malattia da meningococco (come collettiviità
presso caserme, campi di addestramento, collegi o viaggiatori che si recano in
zone di epidemia) e per le persone con situazione immunologica
predisponente alla malattia (compresi gli asplenici e le
persone con deficit immunitari ereditari).
Un
certo numero di paesi ha scelto l’immunizzazione routinaria dei bambini in età scolare. Tuttavia, in queste
realtà non è stata accuratamente valutata la durata della protezione conferita
da tale strategia. L’unico studio che ha valutato la durata della protezione in
un’area ad elevato rischio, depone per un lento declino dell’efficacia
protettiva in un periodo di 3 anni nei bambini inizialmente immunizzati a 4
anni di età o più. Ulteriori
studi potrebbero chiarire l’utilità della vaccinazione sistematica dei bambini
in età scolare.
I
vaccini polisaccaridici attuali possiedono un certo
numero di caratteristiche che ne limitano l’utilità nei programmi di
vaccinazione routinaria dell'infanzia. I vaccini di
gruppo C sono privi di efficacia nei bambini e possono
determinare una ridotta capacità di risposta a dosi successive (il significato
clinico di tale fenomeno non è chiaro). Per quanto riguarda il gruppo A, al
fine di indurre titoli anticorpali sostanziali nei
bambini piccoli sono necessarie 2 dosi, ma tali titoli scendono sotto i valori soglia entro 18 mesi. Nel corso dei primi 5 anni di vita
sarebbero necessarie almeno 4 immunizzazioni per determinare
titoli anticorpali medi, ma né l’efficacia né
l’innocuità di una tale schedula sono state
documentate.
E’ chiaramente evidente la necessità di disporre
di vaccini antimeningococcici di gruppo A e C
che conferiscano una protezione elevata e a lungo termine in tutti i gruppi di
età, compresa la prima infanzia. Vaccini coniugati contenenti i sierogruppi A e C sono attualmente
ad un avanzato stadio di sviluppo ed un paese (il Regno Unito) sta per
autorizzare l’entrata in commercio di un vaccino coniugato contro il meningococco di gruppo C. Come nel caso del recente vaccino
coniugato diretto contro l’Haemophilus influenzae di gruppo b, i vaccini antimeningococcici
coniugati potranno rivelarsi più efficaci tra le fasce di età
più giovani ed assicurare una protezione di durata maggiore.
In futuro sarebbe importante poter disporre
di vaccini perfezionati contenenti i più importanti sierogruppi
di meningococco da inserire nei programmi di
immunizzazione routinaria dell’infanzia.
Il presente
documento costituisce una agevolazione al lettore ma
non è un traduzione ufficiale del documento originale predisposto dall’OMS a
cui si rimanda.